close

Ikea: prezzi bassi e sostegno alle donne con Unicef

Come fa l’Ikea ad avere i prezzi così bassi e ad aiutare l’Unicef?

Ecco la domanda che mi pongo ogni volta che entro nel “magazzino” più grande della mia città. Perché magazzino? Perché effettivamente Ikea è un grande magazzino con tante soluzioni per la casa, il giardino, il garage e altro ancora e, da alcuni anni è impegnata con l’Unicef  per il sostegno e la formazione delle donne meno fortunate.

IKEA_FoundationUlteriori spiegazioni riguardo questa collaborazione me l’ha data il trimestrale Live, che ho trovato allegato alla mia rivista di moda preferita. All’interno di questa pubblicazione ho scoperto tutto ciò che c’è dietro il mondo Ikea. Innanzi tutto i pilastri della politica di marketing dell’azienda: praticità, convenienza e condivisione degli spazi e poi i consigli di esperte designer di interni e di gente comune che racconta le proprie esperienze prima e dopo aver arredato con l’aiuto di Ikea.

L’origine dei prodotti di questa azienda, però,  può portare il cliente a reagire in due modi diversi: “Lo adoro, è il negozio dei miei sogni!” oppure ” Quelli li chiami mobili?“. Per Ikea non esiste una via di mezzo, i clienti affezionati lo frequentano almeno due volte a settimana, gli altri non riescono proprio ad entrarci perché non abituati allo stile del Nord Europa.

Solitamente sono  giovani ad affacciarsi in questo “mondo”… Studenti, liberi professionisti e single sono soliti condividere appartamenti o villette per ridurre i costi di affitto, luce e gas. Ikea ha pensato bene di insegnare questo metodo dell’aver in comune qualcosa, a tutto il mondo, producendo in maniera ecosostenibile. Dallo store di Catania arriva la produzione di energia tramite pannelli solari e, dalla Sicilia tre eco idee in più: sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica, acqua piovana riutilizzata per giardinaggio e servizi igienici, riciclo di ogni tipo di materiale dal ferro al cartone.

Ora è più semplice capire le scelte di Ikea: il ikea progetto undpconcetto di condivisione nasce proprio dalla riduzione agli sprechi e della solidarietà di cui si occupa da circa dieci anni. I gruppi di auto sostegno Ikea offrono la possibilità di studiare, guadagnare e far sentire la loro voce in quei villaggi dove avere un conto in banca per una giovane madre è utopia.

Per il 2015 il progetto UNDP (United Nation Development Program) si prefigge di migliorare il futuro di 2,2 milioni di donne in 16.000 villaggi di quattro stati indiani.

Detto questo, anche se non mi piacesse Ikea, ci farei un salto per imparare a risparmiare, donare e condividere!

Tag:, ,

No Comments

Leave a reply

Post your comment
Enter your name
Your e-mail address

Story Page

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi