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I vegetariani uccidono più animali di chi mangia carne: parola di Mike Archer

I vegetariani uccidono più animali di quelli che mangiano carne. È questa la conclusione di una ricerca australiana che non ha mancato di destare reazioni indignate da parte del popolo che si schiera eticamente e gastronomicamente dalla parte degli animali.

Il professore Mike Archer ha infatti dimostrato che l’alimentazione vegetariana è molto più distruttiva per il bestiame da allevamento rispetto all’allevamento stesso allo scopo alimentare. Il professore ha addirittura stimato che un vegetariano causa la morte di animali in misura 25 volte superiore a quella causata dagli onnivori.

Ma come mai? Il ragionamento, a ben pensarci, è molto semplice: per allevare gli animali da macello serve vegetazione spontanea, per coltivare prodotti vegetariani, quali riso, grano e legumi, serve distruggere la vegetazione spontanea per coltivare i terreni.

Conseguenza logica è quindi la morte di vegetariani animali carnemigliaia di capi di bestiame per mancanza di vegetazione spontanea che ne permetta una corretta crescita. In pratica ci sarebbe quindi una bella differenza tra gli animali che muoiono per essere mangiati e quelli che muoiono perché non hanno cibo!

Ora, la prossima volta che un vegetariano vi guarderà male mentre state gustando una sana bistecca ai ferri, saprete cosa rispondergli!

 

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    Lorena Accorsi
    22 aprile 2013 Reply

    "Si tratta dell'ennesima "good news" che vorrebbe securizzare gli onnivori sulla bontà della propria scelta alimentare. Dopo il fallimento del tentativo di convincere l'opinione pubblica che una dieta onnivora sia più favorevole alla salute di una dieta vegetariana, ora si fa leva sull'aspetto etico, arrivando a sostenere che, rispetto a quella vegetariana, la scelta onnivora risulterebbe addirittura più rispettosa della vita animale. Nello specifico, è stata data ampia risonanza allo studio del Prof. Mike Archer, paleontologo australiano, il quale vorrebbe dimostrare che l'alimentazione vegetariana uccide più animali rispetto a quella onnivora, dimostrando invece solo la propria abissale incompetenza nel campo dell'ecologia della nutrizione. Secondo lo studio di Archer, gli animali allevati per produrre cibo per gli umani pascolerebbero liberi e felici in terreni paradisiaci, senza procurare danni all'ecosistema. Invece coltivare la terra per ottenere cibo vegetale per diretto consumo umano ucciderebbe piccoli mammiferi e insetti in misura molto maggiore, circa 25 volte di più del numero di animali uccisi dagli onnivori per farne cibo. Questa teoria è palesemente assurda e possiamo sintetizzarne la ragione nella frase: "gli animali allevati per produrre cibo per l'uomo non vivono d'aria" (né di scarti come Archer vorrebbe far credere). Infatti, la stragrande maggioranza degli animali allevati non è nutrita con erba, né con scarti, ma con vegetali appositamente coltivati. Nei vari articoli esultanti per il risparmio di vite ottenuto macellando animali di ogni specie (!) non si tiene conto - per disonestà intellettuale o acritica ignoranza - del cosiddetto "indice di conversione", presentato in ogni manuale di zootecnia: un animale allevato, per aumentare di un kg di peso corporeo, deve mangiare mediamente 15 kg di cibo vegetale, che è coltivato appositamente. Se la coltivazione di cibo vegetale comporta l'uccisione di insetti e piccoli mammiferi, queste morti vanno messe in conto anche a chi mangia cibi animali, moltiplicate per 15 rispetto a quelle causate the chi si nutre direttamente di vegetali. Inoltre, non esistono quasi più terreni liberi the adibire a pascolo, ormai sono stati consumati tutti, si sta disboscando la foresta amazzonica per ottenere pascoli, e dopo pochi anni ogni terreno sfruttato dal pascolo si desertifica. Questo comporta l'ulteriore uccisione di un enorme numero di animali selvatici. Quindi, chi si nutre di carne è responsabile di molte più morti (almeno 15 volte tante) rispetto a chi si nutre direttamente di vegetali, anche contando solo gli animali selvatici accidentalmente uccisi durante la coltivazione. Naturalmente, a queste morti vanno aggiunte quelle dei miliardi di animali macellati in tutto il mondo per diventare cibo. Ma non basta. Oltre al numero di animali uccisi per la coltivazione di mangimi o per il disboscamento per la creazione di pascoli, occorre contare anche la distruzione dell'ambiente naturale causata dalla coltivazione di così tanti vegetali necessari per ingrassare gli animali. Questo fenomeno ha un importante peso sociale, in quanto è responsabile della malnutrizione di alcune popolazioni del nostro pianeta. Uno dei principali studi al mondo, condotto dall'United Nation Environmental Programme della FAO, pone gli allevamenti di animali, la produzione di carne e la produzione di latticini al primo posto tra le attività inquinanti e ad alto impatto ambientale. Conclusione Il passaggio verso un'alimentazione a base vegetale porta, come conseguenza ovvia, non solo una enorme diminuzione del numero di animali uccisi direttamente o indirettamente a scopi alimentari, ma vari benefici all'ecosistema come le diminuzioni dei gas serra, dei consumi energetici, dei consumi di acqua e di terreni. L'alimentazione 100% vegetale è quella che crea meno danni in assoluto; quella onnivora, con consumo di carne, pesce, latticini e uova a ogni pasto - come oggi considerato "normale" -, è quella che crea maggior distruzione e morte". La Redazione di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV.

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    Bruna Ferrarese
    22 aprile 2013 Reply

    aahahaahhahhhaahaahhahahaahhaahhhaahahhaahahahhahahahahahahahahahahhahahaahahahhahahhahhahh "dimostrato" ahaahahaahhahahahahaahahaaah...oddeo grazie raga queste cose a noi poveri veg-illusi ci regalano sempre tante risate ahahahahahhaahhahhahahahhahahhhahhhhahhhahahah non riesco a smettere prego che qualcuno mentre sta mangiando la sua bella bistecca al sangue pregna di cadaverina provi seriamente a citarmi il signor Archer..prego!

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    Giuliano Corosu
    12 aprile 2014 Reply

    ahahahahahah é sempre uno spasso leggere questo articolo.. peró poi penso che tra Mike Archer e chi l´ha pubblicato non so a chi ne darei di piú di bastonate sui denti!! ma quanto stanno messi male!!!??

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