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Greenpeace attacca grandi marchi: vestiti con sostanze tossiche

L’allarme arriva dall’associazione Greenpeace, che da anni si occupa dei problemi ambientali; grandi marchi come Armani, Zara, H&M, Tommy Hilfiger, Victoria’s Secret, Calvin Klein, presentano sostanze tossiche e pericolose nei loro capi d’abbigliamento.

L’indagine è stata condotta sugli indumenti di venti marchi di abbigliamento, in 29 Paesi del mondo, e quello che ne è emerso è scioccante: in circa due terzi dei 141 campioni sono stati rilevati nonilfenoli etossilati; questo è quello che si legge nel Toxic threads – the fashion big stitch-up, il rapporto presentato da Greenpeace a Pechino.

I nonilfenoli etosillati sono dei composti organici utilizzati come detergenti; le preoccupazioni circa questi composti sono aumentate a partire dal 1990, tant’è che il commercio di questa classe di detergenti è stato limitato in Europa e vietato nei prodotti per il bucato negli Stati Uniti.

Il composto in questione, non solo può provocare danni all’ambiente, ma anche agli organismi esposti, portando, in casi più gravi, all’insorgenza di tumori, difetti di nascita, disturbo dello sviluppo e problemi cognitivi.

greenpeace vestiti tossiciI nonilfenoli etosillati vengono utilizzati, tutt’ora, come detergenti in diversi processi industriali e nella produzione di tessuti naturali e sintetici, cosa che porta alla tossicità dei diversi capi di abbigliamento.

Greenpeace ha dichiarato: “attori importanti dell’industria della moda, con la sola Zara che produce 850 milioni di capi di vestiario ogni anno. Si può immaginare l’entità dell’impronta tossica lasciata sul pianeta, soprattutto in alcuni Paesi in via di sviluppo come la Cina dove molti di questi prodotti vengono realizzati”.

La denunci dell’associazione ai grandi marchi internazionali, mira all’eliminazione entro il 2020, da parte delle aziende “incriminate”, dell’utilizzo di tutte le sostanze pericolose, sia per la salute di chi li indossa che per il grosso impatto ambientale che tali sostanze hanno.

 

 

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