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Governo Monti è crisi: Berlusconi apre il baratro e lo spread torna a salire

Sono ore convulse e tesissime, quelle che si stanno vivendo a Roma tra Palazzo Chigi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Quirinale e Palazzo Madama. Il voto di questa mattina al Senato, con cui il PDL come ordinato ieri sera da Berlusconi ha tolto la fiducia al Governo dei tecnici guidato da Mario Monti, ha letteralmente scatenato una reazione a catena infernale sia per l’Italia, sia per il partito dell’ex Premier, già dilaniato da lotte interne. Al Senato solo Beppe Pisanu dei pidiellini, molto spesso in disaccordo con Berlusconi e i suoi, ha votato a favore del Decreto Sviluppo e si è detto in disaccordo con l’intervento del capogruppo al Senato, Gasparri.

Serafiche anche le parole del Presidente del Senato, Renato Schifani che non ha escluso però la possibilità di ritrovare un’intesa che consenta al Governo di proseguire. Il braccio di ferro tra Berlusconi e Monti, e tra parte del PDL e alcuni che molto probabilmente già in giornata formeranno un gruppo parlamentare che dissente dalla linea del partito (come paventato da Crosetto questa mattina a LA 7), può portare ad una crisi inaspettata e quanto mai poco benefica per il nostro Paese.

Infatti se due giorni fa lo spread era sceso sotto i 290 punti, oggi dopo la notizia del voto del Popolo della Libertà al Senato è tornato a volare sopra quota 320, con tutto ciò che ne consegue. L’ultima mossa del Caimano, come la definirebbe il regista Nanni Moretti, sembra avere il sapore più della mossa disperata per sparigliare le carte e riprendersi la scena, che la mossa alla base di una strategia lungimirante e con una solida base di proposta politica alternativa.

Dall’altra parte il PD rafforzato dalle Primarie dimostra di pensare più a se stesso che al Paese, chiedendo subito che Monti riferisca al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla situazione e che non avendo più una maggioranza in uno dei due rami del Parlamento rimetta il mandato e si vada ad elezioni anticipate; questa almeno la linea che traspare dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro, che subito dopo il voto ha espresso queste perplessità e volontà del Partito Democratico. Prende tempo, invece, Bersani (fresco vincitore delle primarie e candidato Premier del centrosinistra, o meglio Presidente del Consiglio in pectore), che attende stasera per vedere se la crisi che si è aperta possa trovare soluzione per garantire al Paese continuità e la serenità che serve per giungere alle elezioni. Durissimo, invece, Enrico Letta (PD) che su Twitter bolla il momento così “Il Pdl completa col voto al Senato il percorso di audistruzione. Impediremo con tutte le nostre forze che questo trascini distruzione del paese“.

Vedremo a fine giornata le conseguenze di questa mossa di Berlusconi, anche se i segnali sono tutti negativi. La Borsa di Milano sta crollando e lo SPREAD sta tornando a volare verso quota 350 e poi 400. Insomma, in un momento in cui si pensava che l’uscita dalla crisi fosse più vicina e che un Governo stesse (nel bene e nel male) dando un indirizzo di massima al Paese, prima delle elezioni di primavera 2013, ecco arrivare l’ennesima doccia gelata che farà bruciare miliardi di euro… Per cosa? Non è dato saperlo a noi comuni mortali.

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