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Gli Amanti Passeggeri di Pedro Almodovar: recensione del film

Finalmente, dopo madri distrutte, donne sole e offese, ragazzi abusati e una Penelope Cruz che più bella non si era mai vista (riferimento a Volver), Pedro Almodovar, il maestro di nicchia del cinema spagnolo,torna in una rutilante, divertente, volgere, farsesca e scatenata commedia: Gli Amanti Passeggeri.

Non troppo lontano si senti il profumo di Donne sull’Orlo di Una crisi di Nervi e di quel magnifico gaspacio che nel film del 1987 Carmen Maura continua a mescolare e a condire. Qui invece del rosso succo di pomodoro, sarà l’agua de valencia, altra bevanda alcolica a base di frutta, nel film opportunamente corretta, a scatenare le passioni più segrete e i desideri più reconditi di ogni passeggere di uno sfortunato volo per il Messico.

L’aereo in avaria è costretto a girare in tondo sul cielo di Toledo, mentre a bordo la stravagante umanità almodovariana si confessa e si spoglia, sia letteralmente che emotivamente, di ogni inibizione, mettendo alla luce i propri segreti più oscuri e le passioni più turpi e nascoste, da sempre ignorate.

Il divertentissimo cast messo in gioco da Pedro è formato da tanti attori, alcuni già noti nel suo cinema, altri di prima esperienza con Almodovar, altri ancora star internazionali prestatesi solo per un piccolo ruolo, come Penelope Cruz, Antonio Banderas e Paz Vega. Blanca Suárez, Lola Dueñas, José María Yazpik, Cecilia Roth, Javier Cámara, Hugo Silva, Antonio de la Torre, Miguel Ángel Silvestre, Carlos Areces, Carmen Machi sono i protagonisti assoluti di un film corale che si svolge nel microcosmo asfittico e allo stesso tempo coloratissimo della prima classe di un aereo di linea.

Non c’è timore nel mostrare la sessualità, gli amanti passeggeri recensione almodovarsempre gioiosa , sensuale e carnale, come piace ad Almodovar, non c’è vergogna nel tirare in ballo teste coronate e intrighi internazionali, né tanto meno c’è stonatura nel condire il tutto con un pizzico di dramma umani serio.

Su tutti però vincono i tre stewart, divertenti, ballerinreci, pieni di turbe sessuale e rigorosamente gay. L’omosessualità raccontata da Almodovar riesce sempre a tingersi di toni contrastanti: a volte cupa e mortifera, come in La Mala Education, altre volte briosa, sfacciata e irresistibile, proprio come in questo film, in cui Javier Camara, Raúl Arévalo e  Carlos Areces costruiscono un fantastico trio di tipi umani, accomunati soltanto dall’omosessualità e da un’irresistibile senso del ritmo.

Gli Amanti Passeggeri si amano e scherzano, ma soprattutto, come ogni buon personaggio almodovariano che si rispetti, vivono!

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