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Genitori e bullismo: come aiutare i figli a difendersi dai prepotenti

Il fenomeno del bullismo, spesso oggetto di attenzione da parte dei programmi televisivi che riportano fatti di cronaca in cui sono coinvolti bambini e adolescenti vittime di prevaricazioni da parte dei loro compagni, ha assunto negli anni una notevole rilevanza.

Il termine bullismo indica una situazione di oppressione psicologica o fisica, che si ripete nel tempo, che mira deliberatamente a far male, messa in atto da una persona (o da un gruppo di persone) più forte a discapito di un’altra considerata più debole.

Chi veste i panni del bullo è di solito una persona incapace di rispettare le regole, irascibile, sicura di sé, che mette in atto comportamenti aggressivi e di non rispetto non solo verso i compagni ma anche nei confronti degli adulti, che considera la violenza un mezzo per ottenere ciò che vuole e per acquisire prestigio; la vittima a contrario è insicura, chiusa, incapace di difendersi, sensibile, prudente, contraria alla violenza.

Episodi di bullismo possono verificarsi a scuola, nei luoghi di ritrovo, negli ambienti sportivi, qualunque posto, insomma, può essere teatro di prepotenze.

bullismo-aiutare-i-figliNonostante molte volte tale fenomeno viene sottovalutato, è  bene evidenziare che esistono delle conseguenze importanti, a breve e lungo termine, tanto per il bullo che per la vittima. Il bullo impara a relazionarsi con aggressività sempre mosso dal desiderio di dominare gli altri, modalità che può estendersi anche in altri contesti, altre situazioni, determinando a lungo termine il rischio di sviluppare condotte devianti ed antisociali. La vittima può manifestare disturbi sul piano sia fisico che psicologico, può non voler più frequentare i posti dove è facile che incontri il suo persecutore, può iniziare a mettere in atto condotte di evitamento di luoghi e situazioni percepite come minacciose, ed a lungo termine può riportare tratti di personalità ansiosa e insicura.

Di seguito sono elencati alcune indicazioni che i genitori possono utilizzare  per un intervento efficace qualora lo ritenessero necessario:

  • Prendere in seria considerazione il problema che vostro figlio porta, favorendo un clima di fiducia;
  • Favorire il dialogo e la comunicazione;
  • Fare attenzione alle emozioni che il proprio figlio sta provando in merito alla situazione e stimolarne la comunicazione attraverso il dialogo;
  • Evitare di prendere delle posizioni estreme, schierandosi dalla parte del bullo o della vittima, ma bisogna capire bene il problema prima di prendere delle decisioni;
  • Mantenere un contatto costante con il personale scolastico per cercare di definire meglio il problema;
  • Far capire al proprio figlio che qualora si ritrovasse nella situazione di vittima è necessario chiedere aiuto ad un adulto;
  • Potenziare l’autostima del proprio figlio, incoraggiandolo a seguire delle attività nelle quali riesce bene;
  • Trovare delle strategie, insieme al proprio figlio, che possono essere efficaci per risolvere il problema;
  • Parlare del problema con altri genitori per condividere le preoccupazioni;
  • Creare momenti nei quali vostro figlio possa sperimentare una socializzazione positiva con i compagni,
  • Chiedere aiuto ad esperti qualora ci si renda conto di non riuscire da soli a risolvere il problema.

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