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Figli di 3 genitori in provetta: un’inchiesta rivela l’approvazione delle famiglie inglesi alla fecondazione in vitro

Un’inchiesta condotta da Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA), Autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia, dimostra che la maggior parte delle famiglie vorrebbe la legalizzazione della radicale forma di terapia genica sugli embrioni, fecondati in vitro, di quelle donne che trasmettono malattie mitocondriali sui loro figli – un disturbo metabolico grave e fatale.

La terapia consiste nel sostituire i mitocondri malati di una madre con quelli sani di una donatrice di ovuli. Il risultato sarebbe un bambino con informazioni genetiche di 3 genitori biologici: due madri e un padre. Il consenso da parte di molte persone è giustificato dal comune parere che tale terapia sia un modo per aiutare quelle famiglie a rischio del disturbo genetico.

“Abbiamo avuto un grande appoggio per tale terapia. Essa offre alle famiglie la possibilità di avere un figlio sano”, ha affermato Lisa Jardine, il presidente dell’Associazione Human Fertilisation and Embryology Authority. “Sebbene alcune persone mostrano dei dubbi riguardo la sicurezza di tali tecniche, abbiamo scoperto che si fidano degli esperti scientifici”.

David King, direttore del gruppo di pressione Human fecondazione in vitroGenetics Alert, ha criticato HFEA per aver ignorato i potenziali rischi associati alla tecnica, che è stata testata solo sugli animali da laboratorio e che non è praticata dovunque nel mondo: “Queste tecniche sono troppo invasive e complesse. Potrebbero causare seri problemi di salute al bambino”.

Il rimpiazzamento dei mitocondri consiste nel legare gli ovuli della madre malata con gli ovuli di un donatrice sana.  L’ovocita della donatrice viene privato dal suo nucleo e dai cromosomi, trattenendo però i mitocondri sani – che hanno un proprio DNA.

Dopo che l’ovulo della madre e della donatrice sono uniti e fecondato in vitro, viene poi impiantato nell’utero della madre. Tale tecnica potrebbe far si che il bambino e le generazioni seguenti siano liberi da difetti mitocondriali della madre.

Solo una minoranza che ha preso parte all’indagine si è mostrata contraria alla terapia perché implica la manipolazione e il libero uso dell’embrione umano, un atto riprovevole per chi è cattolico.

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