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Festival Internazionale del film di Roma (giorno 2)

Primo fine settimana al Festival di Roma e primi bagni di folla per il bellissimo tappeto rosso che riveste la cavea di Renzo Piano all’Auditorium Parco della Musica. Il week end ha portato tantissime persone al cinema e così l’abbraccio dell’Auditorium si rivela sempre pronto.

Tutti gli occhi puntati quest’oggi sulla francese Valérie Donzelli, la regista di La guerra è dichiarata, che partecipa al concorso ufficiale di questa settima edizione con un film geniale, Main dans la Main. Nel film Hélène e Joachim (Geremie Elkaum e Valérie Lemercier) sono due persone diversissime, che a causa di una specie di sortilegio buono si ritrovano letteralmente attaccati, nessuno dei due può fare nulla senza l’altro e i due sono costretti a seguirsi anche in bagno! La necessità di stare insieme si trasforma in un vero tormento per coloro con cui i due erano soliti vivere. La migliore amica di Hélène e la sorella di Joachim vivono infatti con grande sofferenza questa situazione, e proprio quando i due decideranno di porre fine al sortilegio, scopriranno che non riescono più a stare l’una senza l’altro. Il film racconto quindi la scelta di avere un legame, ma anche la necessità che ha l’essere umano di avere qualcuno con cui condividere la vita.

La Donzelli, che nella vita è stata legata con l’attore Elkaum, ha dichiarato quanto sia stato bello lavorare alla storia con lui e quanto l’entusiasmo che aveva per questo film si sia trasformato in opere solo grazie ella ricettività della sua collaborazione con l’ex compagno. Geremie dal canto suo ha dichiarato quanto fosse geniale Valérie, per la sua continua creatività e la sua intelligenza tattile nel mettere insieme la cose e dare vita e storie splendide. Una vera dichiarazione d’amore … professionale!

La Donzelli però ha dovuto dividere la giornata con un altro film in concorso, tutto italiano, diretto da Claudio Giovannesi, Alì ha gli occhi azzurri. Il film racconto della difficile adolescenza di Nader, ragazzo di origini egiziane, combattuto tra l’amore per la sua ragazza e l’obbedienza ai precetti che prevede la sua religione e che gli impongono i genitori. Giovannesi riprende il suo lavoro cominciato con il documentario Fratelli d’Italia e lo trasforma in una storia di fiction ambientata sul Lido di Ostia, dove si incontrano e si compenetrano tante diverse etnie e culture.

Il prodotto più interessante di oggi però arriva dalla sezione “Fuori Concorso” ed è Mental, commedia drammatica (è l’unica definizione possibile) che racconta per filo e per segno l’adolescenza del regista PJ Hogan, cresciuto sulla Gold Coast australiana. Il film racconta, in toni surreali e comici, la malattia mentale e le difficoltà che si attraversano per affrontarla. Con grande lucidità Hogan ha raccontato, in conferenza, la sua adolescenza con una madre squilibrata, sottolineando l’importanza di parlare tanto del disagio mentale come unica via per affrontarlo a viso aperto e forse sconfiggerlo.

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