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Festival di Cannes 2013: il palmares. Ecco i vincitori della 66esima edizione

Si è concluso ieri sera il Festival di Cannes 2013. Una 66esima edizione funestata per metà dal cattivo tempo, ma tempestata da grandi titoli che hanno fatto risplendere la croisette non solo di stelle del cinema, accorse a centinaia per “farsi vedere” sul prestigioso tappeto rosso, ma anche di grande cinema, quello che negli ultimi tempi, almeno in Italia, sembra latitare di più.

Tutti aspettavano al varco le scelte di giuria, mai come quest’anno, poiché a capo della stessa c’era nientemeno che L’Industria di Hollywood fatta persona, Steven Spielberg. E come si è approcciato Mister Spielberg a film “da Festival francese”. Apparentemente con un animo molto ben disposto, riuscendo a confermare le tesi e le supposizioni degli addetti ai lavori presenti a Cannes, ma andando anche un po’ controcorrente, e sfoderanti premi a sorpresa un po’ per tutti.

Privilegiato è stato l’Oriente, con Cina e Giappone premiati, ma anche il cinema americano ha avuto il suo spazio. I favoriti secondo i bookmaker hanno più o meno portato a casa la loro Palma di diversa importanza, soprattutto Abdellatif Kechiche, che con la sua storia lesbo raccontata in La Vie d’Adéle, ha trionfato con la Palma d’Oro, nella giornata in cui in Francia si sono tenute le contestazioni anti-gay. Si è parlato quindi di vittoria “politica” per il film di Kechiche, che tuttavia non teme la strumentalizzazione, avendo dalla sua un film dal valore artistico assoluto.

Premiati, come da copione, anche i Fratelli Coen, con il festival-di-cannes-2013 quinta giornata ospiti film programmaGran Premio a Inside Lewyn Davis, mentre Bruce Dern e Bérénice Béjo hanno portato a casa la Palma per la migliore interpretazione maschile e femminile, facendola in barba, il primo, a Michael Douglas che era dato per favorito. Un po’ di polemica invece per l’inaspettato premio a Amat Escalande, regista messicano di Heli, che ha vinto per la migliore regia, sicuramente il premio più inaspettato di tutti.

A Touch of Sin ha vinto per la sceneggiatura, mentre l’apprezzato Like Father Like Son ha portato a casa il Premio della Giuria. Chiude il palmares Ilo Ilo di Anthony Chen, con la Camera d’Or per la Migliore opera prima.

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