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Favorire la maternità a lavoro: si può e funziona!

Conciliare lavoro e famiglia è uno dei principali problemi per le donne in Italia e soprattutto per chi è in maternità. Molto spesso quest’ultime sono costrette a fare delle scelte tra lavoro e famiglia.

Non è quello che accade nella cooperativa mantovana Sanithad, azienda non profit dove il 97 per cento dei soci sono donne, e il tasso di fecondità è il più alto d’Italia. L’azienda, infatti,può vantare la nascita di 4 figli all’anno ogni cento donne in età fertile, contro la media nazionale di 1,39.

La crisi che sta attraversando il nostro Paese non aiuta, ovviamente, ma bisogna ammettere che nemmeno il clima sociale favorisce la maternità. Ecco perché, a trent’anni dalla sua fondazione, Sanithab è uno degli esempi più virtuosi in cui le donne lavoratrici riescono a conciliare lavoro e famiglia, grazie alla flessibilità degli orari di lavoro.

sanithadLo spiega Monica Ganzerli, direttrice da sedici anni, la quale continua con fierezza nel dire che il loro consiglio d’amministrazione è tutto al femminile “Fosse un ente pubblico, bisognerebbe invocare le quote azzurre”.

Oltre alla forte connotazione femminile, la Sanithab rappresenta anche la prima esperienza lavorativa di molti giovani i quali vogliono impegnarsi nel sociale. Il tasso di soci donna e il regolamento adottato hanno permesso alla cooperativa di crescere negli anni, fino a registrare nove milioni di fatturato annuo.

Quel è il loro segreto? Lo racconta Marzia Badinelli, vicepresidente della Sanithab e laureata in Psicologia, in un’intervista al Corriere.it: “Nel 2007 abbiamo presentato un progetto che mettesse in pratica l’articolo 9 della legge 53 del 2000, sulle politiche per la famiglia. Il primo passaggio è stato di favorire il part time a chi lo richiedesse”.

Nell’intervista la Badinelli continua spiegando che le loro lavoratrici, per un figlio, stanno via anche un anno e mezzo o due “entrano in maternità appena scoprono di essere incinte, come richiede la legge per i lavori a rischio”. In più, dopo i 7 mesi a casa obbligatori e la facoltativa, le mamme che tornano a lavoro vengono affiancate così da riacquistare quella familiarità con il proprio mestiere che, magari, possono aver perso nel periodo di assenza.

Un’iniziativa davvero interessante che fa capire come, con un po’ di impegno e un buon modus operandi, si possano creare sinergie che tutelino sia il lavoro che le donne e la maternità. Inoltre è chiaro che se l’Italia vorrà superare il profondo periodo di crisi in cui si trova, dovrà comprendere l’importanza del ruolo delle donne in ambito lavorativo e tutelare la maternità.

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