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Facebook impara da Beppe Grillo: è referendum sulla privacy

La voglia di partecipazione non conosce confini. Dopo le Primarie del centrosinistra, per la scelta del futuro Presidente del Consiglio dei Ministri, che hanno visto trionfare Pierluigi Bersani domenica scorsa, sono arrivate le Parlamentarie con cui il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Casaleggio sta scegliendo i candidati per le Politiche 2013. Ieri direttamente dal quartier generale di Facebook è stato annunciato il referendum per decidere se modificare o meno le norme che regolamentano la privacy degli utenti che utilizzano il più conosciuto e frequentato social del Mondo.

Partito da poche ore, conta già quasi mezzo milioni di votanti, che in maggioranza stanno optando per mantenere l’attuale normativa sulla privacy. Ma per gli utenti di Facebook vincere questa battaglia sarà molto più complicato rispetto ai candidati del Movimento di Beppe Grillo. Infatti, per “bloccare” definitivamente le nuove norme sulla privacy servirebbero decine di milioni di voti, cosa quasi impossibile a vedere i risultati del primo referendum social di qualche anno fa. Mentre qualora i voti non raggiungessero “il quorum”, il parere degli utenti sarà ritenuto non vincolante, seppur rappresenti una chiara indicazione, di cui il colosso creato dalla mente di Mark Elliot Zuckerberg promette però di tenere conto. Intanto sulla Rete infiamma il dibattito sull’utilità o meno di tutti questi referendum e di questa “partecipazione” a tappe forzate, con ovviamente opposte fazioni che si affrontano più sul sentito dire che su posizioni concrete, che valutano quanto proposto da Facebook.

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