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Elezioni americane 2012 – Obama vs Romney | Diretta Live

Aggiornamento Ore 00.50 — La diretta delle Elezioni Americane continua…

Aggiornamento Ore 22.50 — Bloomberg a New York in coda per 45 minuti. Per Obama aria di vittoria.
A New York le code ai seggi coinvolgono anche il primo cittadino Bloomberg che per votare è rimasto in coda, con tanti altri newyorkesi per ben 45 minuti. A dimostrazione che quest’oggi negli Stati dell’Est c’è grande partecipazione. Ed è proprio il dato dell’affluenza alle urne e le code che stanno facendo sbilanciare sondaggisti ed opinionisti, ormai quasi tutti, danno per ri-eletto Barack Obama, il New York Times si è persino sbilanciato annunciando un Senato democratico, che significherebbe vittoria certa per Obama. Mancano ancora poche ore e sapremo chi realmente è in testa e chi dovrà annunciare la sconfitta.

Aggiornamento Ore 20.15 — Obama: “Abbiamo i numeri per vincere”
E’ un Presidente estremamente sicuro quello che si mostra in queste ore ai giornalisti, chiama i volontari per motivarli a dare il meglio in queste ultime ore e si dice certo di avere i numeri per vincere, pur sottolineando i meriti di Romney. E’ un Obama che si dedica come “tradizione” alla partita di basket pre-risultati, sperando forse che nulla cambi rispetto a 4 anni fa. I primi dati significativi arriveranno attorno all’una di questa notte, quando nei Stati più significativi si chiuderanno le urne. Vedremo solo allora chi riuscirà a raggiungere la soglia dei 270 grandi elettori, oppure, se ci ritroveremo a settimane di ricorsi e riconteggi, come avvenuto tra Bush e Al Gore.

Aggiornamento Ore 19.30 — In Virginia volontari in strada e al telefono per spingere a votare
In questa situazione di equilibrio anche un solo voto può fare la differenza, così i volontari che sostengono i due candidati in queste ultime ore, soprattutto negli Stati in bilico come la Virginia stanno letteralmente battendo ogni strada per spingere persone a votare. Stesso dicasi per i volontari che attaccati al telefono chiamano i “quartieri amici” che potrebbero portare quel pugno di voti decisivo per far eleggere i grandi elettori che sembra serviranno soprattutto a Romney, visto che Obama secondo molti sondaggisti è accreditato di 271 elettori, uno solo in più della maggioranza.

Aggiornamento Ore 16.45 — Dixville Notch nel New Hampshire il primo seggio chiuso: è parità
Come sospettavamo sarà una lunga sera e notte quella di queste elezioni americane. Come da tradizione il primo seggio ad aprire e di conseguenza a chiudere le urne è quello di Dixville Notch nel New Hampshire, un piccolissimo centro che dal 1960 inaugara la giornata elettorale. Perfetta parità tra i candidati a Presidente: Obama 5 voti, Romney 5 voti. Una simbolica metafora per far comprendere che il neo-Presidente sarà davvero eletto all’ultimo voto.

Aggiornamento Ore 15.45 — Tanti americani al voto a vedere le file davanti ai seggi
Sembra proprio che questa volta gli americani, mentre in Italia cresce l’astensionismo come dimostrato dalle elezioni siciliane, siano determinati ad andare a votare. Probabilmente, più attratti dal durissimo scontro tra i due candidati presidenti, che da una reale passione civica, ma fatto sta che davanti a molti seggi della Virginia o di Washington D.C. ci sono file di centinaia di persone. Questo lascia pendere la bilancia verso i democratici, da sempre avvantaggiati quando aumenta l’affluenza alle urne, rispetto ai Repubblicani, che piacciono meno alla middle-class e alle classi meno abbienti, ma più numerose.

Aggiornamento Ore 15.40 — I primi seggi chiuderanno alle 19 (locali) in 6 stati dell’Est
Negli Stati in cui si è optato per il voto anticipato alcuni seggi sono già chiusi e si sta procedendo allo spoglio, ovviamente, notizie riservate per non favorire nessuno dei due candidati. Anche se a leggere tra le righe degli articoli di alcuni media USA, l’Ohio su cui Romney ha puntato deciso in questi ultimi giorni di campagna elettorale potrebbe riservargli una brutta sorpresa, visto che sembra nelle città non si sia dimenticato il salvataggio dell’industria dell’auto, molto forte in questo Stato, operato da Obama. Mentre negli stati dell’Est si sta per avvicinare l’orario di chiusura peri seggi.

Aggiornamento Ore 15.35 — Si vota in tenda nel New Jersey e a New York
E’ un momento surreale veder allestire i seggi sotto delle tende con a terra il fango, ma è quello che sta accadendo, dopo l’uragano Sandy in alcune zone del New Jersey e dello stato di New York, particolarmente colpite dalla furia dell’uragano che ha reso inagibili molte delle strutture destinate ad ospitare le urne per il voto. Grande attenzione, visto i seggi di fortuna, della Polizia e degli avvocati di entrambi gli schieramenti.

Aggiornamento Ore 15.30 — Romney ha appena votato nella sua Boston
Arriva al seggio con la moglie Ann nella sua Boston, un Mitt Romney apparentemente rilassato e sorridente, in un impeccabile vestito grigio con cravatta azzurra, così come azzurro era il colore del cappotto di Ann Romney, forse un po’ fuori luogo, visto il colore della campagna del suo contendente Barack Obama, che invece avrà il privilegio di votare a Washington, essendo ancora il Presidente degli Stati Uniti in carica.

La battaglia tra Barack Obama e Mitt Romney è ufficialmente cominciata, dopo alcuni Stati che hanno aperto le urne per il voto in anticipo e gli americani sparsi per il mondo che hanno potuto votare mesi prima, rispetto a questo decisivo 6 novembre 2012. Oggi è la giornata chiave di una campagna elettorale quanto mai incerta.

Le percentuali dei due candidati sono vicinissime e sembra che nessuno avrà una maggioranza “reale” nel Paese, visto che sia Obama che Romney sono dati al 48% dei consensi, ma in realtà Barack Obama potrebbe essere il futuro Presidente, poiché negli Stati chiave che eleggono il maggior numero di grandi elettori sembra essere in netto vantaggio. Soprattutto, dopo l’oculata gestione del Ciclone Sandy, che negli Stati dell’Est ha restituito un’immagine molto positiva ed equilibrata dell’attuale (e forse futuro) Presidente degli Stati Uniti. Ieri entrambi i candidati hanno toccato gli ultimi Stati, quelli più in bilico, con eventi e concerti che hanno coinvolto anche star come  Bruce Springsteen, Katy Perry ed Eva Longoria. Emblematico l’abbraccio tra Obama e “The Boss” che ha chiuso nell’immaginario degli americani la campagna elettorale alle Presidenziali 2012.

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