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Elezioni 2013, Iorio: Grillo è pulsione, non una forza della realtà

Per comprendere meglio la situazione politica, dopo i risultati delle Elezioni 2013, che hanno decretato un sostanziale pareggio tra Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Popolo della Libertà, abbiamo contattato Eugenio Iorio, docente di comunicazione politica e istituzionale, nonché esperto di campagne elettorali, avendone fatte un bel po’ e di ogni livello nel nostro Paese. Ed avendo partecipato in qualche modo anche a questa delle Politiche, soprattutto con delle analisi su quanto accadeva in Rete e come si creava e generava consenso.

Eugenio_IorioVisto che quando si parla di Beppe Grillo, spesso si parla di social media, web e comunicazione, abbiamo chiesto al professor Iorio di raccontarci cosa pensa del risultato straordinario del Movimento 5 Stelle e di parlarci anche degli errori commessi dal centrosinistra, che tutti i sondaggi pre-elettorali davano nettamente in vantaggio. Ecco, il frutto di questa chiacchierata informale…

 

1. Chi ha davvero vinto queste elezioni e qual è lo scenario più probabile/credibile?
Le elezioni le ha vinte Beppe Grillo, che è riuscito a costruire un frame anti-sistema, con cui in questi i giorni tutti stanno facendo i conti, poiché le pulsioni reali interne al Movimento 5 Stelle sono di cambiamento radicale e non di distruzione del sistema. Lo scenario più credibile è o un accordo su Bersani Premier, con un programma di scopo, oppure, un Governo a maggioranza variabile, ma soprattutto fuori dalle etichette di coalizione, con una figura super-partes come Premier.

2. Qual è stato il peso reale dei Social Media in questa campagna elettorale?
I social media non sono uno strumento, questo è l’errore di valutazione che molti fanno, i social sono un ambiente così come la realtà. E come nella realtà con i sondaggi, online è possibile capire quali sono i trend che generano immaginari e di conseguenza generano consenso. In realtà i social sono un ambiente in cui si sta con le stesse modalità strategiche di narrazione, così come si agisce nella realtà. Dunque, non separerei i due livelli di comunicazione e interazione con l’elettorato.

3. Grillo nell’ultimo mese è stato meno presente sul Web e ha puntato tutto sulle piazze (stracolme). E’ stata questa la mossa vincente per il Movimento 5 Stelle?
Grillo è sempre stato nella realtà. L’analisi migliore su Grillo l’ha fatta Giuliano Santoro, che dice che Grillo nasce nel terreno del Berlusconismo. Lui utilizza la realtà mediata dai mass media, ed ha una continuità storica con il berlusconismo, coperta dal grande specchietto per le allodole che è il Web, come mezzo per comprendere quali sono le fasce di popolazione che alimentano l’indignazione e la protesta, da sfruttare poi nella propria comunicazione.

4. Ieri i Servizi Segreti hanno evidenziato rischi di atti eversivi eclatanti, durante la campagna elettorale si sono visti sintomi di questi rischi per i prossimi mesi?
Durante le nostre analisi su Twitter, per tracciare la rete grillina e da dove partivano gli ordini, essendo la costruzione dell’azione nel M5S molto verticale e verticistica. Abbiamo capito che c’era un segmento fatto da indignati, che prendeva dall’estrema destra all’estrema sinistra, con un linguaggio criptico/ermeneutico, si auguravano di poter operare in un momento di caos, come quello attuale. Ovviamente, poi tra il dire il fare ci passa il Mondo intero, ma Grillo nella realtà non ha fatto altro che giocare con i sentimenti, che oggi sono vivi nella pancia dell’Italia.

5. Quale può essere la volontà reale di Grillo adesso che è in Parlamento?
La prospettiva futura di Grillo per capitalizzare quanto creato sinora, sono le prossime elezioni. Ma non fa i conti col fatto, che non è il padrone di un movimento, ma l’espressione di un sentimento di indignazione, che ha diverse pulsioni; tant’è che il 64% degli aderenti dice di non credere in Grillo, bensì nella riforma del sistema. Merito va dato a Bersani che è riuscito ad essere più lucido in questo momento drammatico, che in campagna elettorale, leggendo rischi ed opportunità del momento. Così ha capito che era impensabile un accordo con la PDL che avrebbe consacrato il M5S e decretato la morte del centrosinistra italiano. Che poi era quello che Grillo in realtà forse si augurava e forse vuole tuttora ottenere.

6. L’immagine della sconfitta è racchiusa tutta nel silenzio di Bersani e del Partito Democratico, sembra l’ennesimo errore. Cosa è stato sbagliato in campagna elettorale?
L’unico che ha da perdere da questo scenario è il PD, poiché è stata fatta una campagna di tipo razionale, mentre il 65% del voto si è mosso per messaggi di tipo emozionale. Bersani non è riuscito ad essere uno storyteller capace di parlare alla pancia del Paese, nonostante avesse il programma più credibile e realizzabile. Era prevedibile nell’ultima settimana il risultato di Grillo, mentre nessuno aveva compreso il recupero di Berlusconi. Il problema più grande è che il PD sembra non riuscire più a leggere la realtà. Non riesce a spiegarsi e a far conoscere la propria visione del Mondo. Purtroppo, in Italia non si può basare una campagna elettorale come quella appena conclusa solo sulla serietà e la concretezza.

7. Com’è maturata questa sconfitta del centrosinistra, se di sconfitta si tratta?
Eugenio_BariLa campagna elettorale del PD ha avuto tantissimi problemi, non è pensabile giocare a rugby in un campo di calcetto, è chiaro che la partita la perdi, perchè c’è un problema di contesto. Tant’è che nessuno ricorda nulla del programma di Bersani, e c’è stata una volontà precisa di non promettere cose irrealizzabili e in questo iper-realismo il candidato “muore”. Oltre ai limiti dell’organizzazione, che pensava di aver già vinto le elezioni con la vittoria delle Primarie contro Matteo Renzi. Se a questo aggiungiamo quanto successo con le Parlamentarie dove il PD ha perso davvero tanto, poiché la rappresentanza non è stata vera, in quanto non sono stati candidati i quadri dirigenti che sapevano leggere realmente il territorio. Per non parlare delle persone calate dall’alto che sono parte di un apparato distaccato dalla realtà. Oggi, all’interno del Partito Democratico va fatto un discorso sulla governance generale. E’ mancata la narrazione perché c’è stata una frattura col territorio, così la pancia dell’Italia non ha recepito e non è stata coinvolta, poiché le persone che ti guardano capiscono quando non sei capace di essere interprete dei propri bisogni. Se a tutto questo aggiungiamo il caos MPS che ha contribuito levando almeno altri 10 punti percentuali, la disamina di quanto accaduto è presto fatta.

8. Sul Web in tanti rimpiangono Renzi e il suo discorso “da sconfitto”, con il Sindaco di Firenze in campo, a posteriori, sarebbe realmente cambiato qualcosa?
Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. E poi, non possiamo dimenticare che uno dei finanziatori di Renzi è stato arrestato proprio nei giorni della campagna elettorale. Quanto sarebbe pesato questo scandalo se Matteo Renzi fosse stato candidato Premier?

Il vero punto oggi è un altro, per salvare il centrosinistra. O il PD riesce a portare al collasso il M5S, dimostrando di voler realmente intervenire su un cambiamento legato alla trasformazione del Paese, oppure, tutto quello che verrà, sarà solo un Governo pezza, che creerà problemi per il Paese e per la sopravvivenza del PD e con esso di tutto il mondo del centrosinistra italiano.

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