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Egitto: Morsi ritira il decreto sui pieni poteri, non la Shari’a

Le proteste di Piazza Tahrir e delle opposizioni in tutto l’Egitto hanno fatto, almeno parzialmente, cambiare idea al Presidente Morsi che ha ritirato la tanto discussa modifica costituzionale, che praticamente lo rendeva onnipotente e al di sopra di ogni legge dello Stato. Resta comunque il fatto che la deriva islamista dello stato del Nilo non sembra arrestarsi, infatti, il Presidente eletto dalla coalizione dei Fratelli Musulmani ha confermato l’introduzione della Shari’a come legge dello Stato egiziano.

Sembra che Morsi non voglia ritirare tale modifica e mantenere la volontà di far approvare tale modifica con un referendum sabato 15 dicembre, forte della maggioranza islamica nel Paese. Ma le opposizioni di Piazza Tahrir non vogliono mollare, così le proteste continueranno anche nei prossimi giorni, per cercare di ottenere una modifica che protegga e tuteli le minoranze di altre religioni presenti nel Paese e, soprattutto, il ruolo delle donne che verrebbe marginalizzato dall’attuazione della Shari’a. La rivoluzione di Primavera, dopo la Tunisia anche in Egitto ha portato una deriva non molto democratica, non resta che attendere per vedere cosa succederà in questi Paesi ancora molto instabili e influenzati da logiche religiose che li “inchiodano” a forme di Governo non laiche.

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