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Donne e Primo Maggio: Lavoro ed etica del lavoro

Senza pretese, una riflessione sulla Festa dei Lavoratori e, in particolare, su le donne e il lavoro: siamo nel 2012, ben distanti da quel 20 luglio del 1889 (Parigi) e, soprattutto, dalla data in cui il lavoro femminile cesserà di essere oggetto di discriminazioni.

Non sono bastati più interventi legislativi, grandi proclami e buone intenzioni: le donne ancora oggi subiscono disparità di trattamento a qualsiasi livello, qualsiasi sia l’attività svolta. E questo tempo di crisi, mi ripeto, valoriale ancor prima che finanziario, amplifica ulteriormente tale loro condizione.  Il loro problema? Essere donne e, in quanto tali, chiamate da madre natura a procreare. Quella che costituisce un’esperienza unica e affascinante, straordinaria nel suo “mistero” (sebbene la scienza ne abbia svelato quasi ogni aspetto), alle donne riservato per generare vita, futuro, è tutt’oggi (ancora) oggetto di discriminazione: di differenziazione nell’esperienza lavorativa.

Troppi costi per l’azienda i due mesi precedenti il parto e i tre successivi: alla faccia della parità e al diritto delle donne di esprimere quella specificità del loro essere donne. Esse costituiscono le prime “vittime” della distanza dal mondo del lavoro: dalla fase di selezione al mantenimento del posto di lavoro. L’occupazione, per loro, ha sempre il sapore del precariato. Essere madri, anche potenzialmente, è discriminante!

Il richiamo è al valore della persona e al suo agire etico. Di là dalla crisi, ogni economia sarà sempre più povera senza rispetto per la persona e una buona dose di valori di riferimento. È ciò che ogni imprenditore, ma anche imprenditrice, deve tenere ben presente come specchio della propria coscienza nel quale ritrovare le ragioni ultime del proprio agire sociale. Tuttavia, anche ogni forma di società sarà sempre più povera se la donna, per qualsiasi ragione, dovesse rinunciare alla sua peculiarità di essere madre.

Buon Primo Maggio, buona Festa di rivendicazione del diritto di essere persone.

 

perces

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