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Donna siriana toglie il velo, Facebook la censura e blocca la pagina

Dana Bakdounes, siriana 21 enne, ha deciso di iniziare la sua lotta contro la condizione delle donne musulmane, simboleggiata dalla costrizione (anche se molte lo portano per scelta) ad indossare l’hijab (il velo), e ha deciso di farlo nella dimensione 2.0: quella dei social netrwork.

La ragazza siriana, cresciuta in Arabia Saudita, da circa un anno ha deciso di non indossare più il velo e lo scorso 21 ottobre ha preso la decisione di dare un valore politico al suo gesto, postando l’immagine su Facebook.

Dana si fotografa a testa scoperta, leggermente truccata e a maniche corte, con in mano il suo passaporto con la sua immagine da velata, con sotto la scritta “Sostengo l’Intifada delle donne nel mondo arabo perché per 20 anni non mi hanno permesso di sentire il vento sui capelli e sul corpo”.

La fotografia è stata postata sulla pagina Facebook dell’Intifada delle donne, dove un sacco di persone, tramite post, foto, commenti, sostengono la campagna di “sollevazione” femminile; ma ecco che a distanza di pochi giorni (precisamente il 25 ottobre) la foto, dopo aver provocato critiche, ammirazioni, consensi e addirittura minacce di morte, non c’è più.

dana bakdounesIl social network ha, infatti, deciso di censurare senza nessuna spiegazione l’immagine e di bloccare il profilo Facebook di Dana, e con il suo anche quello delle quattro fondatrici della pagina (due donne libanesi, una palestinese e un’egiziana).

Da qui è partita la protesta pubblica delle amministratrici dell’Intifada, le quali hanno avviato su Twitter una campagna a favore di Dana (#WindToDana), che ha dato origine a un vero e proprio braccio di ferro tra le quattro attiviste e Facebook.

Il social network, dopo aver eliminato la pagina Intifada dalla rete per più di una settimana, è stato oggetto di antipatie e critiche da parte dell’intero popolo del web, che proprio non è stato convinto dalle motivazione della censura dell’immagine (si è parlato prima di commento irregolare sotto la foto, poi di un problema legato alla foto del passaporto). Facebook ha, dunque, deciso di fare un passo indietro, riattivando la pagina dell’Intifada e dichiarando “Abbiamo compiuto molteplici errori, ci scusiamo”.

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1 Comment

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    Leonardo Tamberi
    22 novembre 2012 Reply

    il vento sui capelli ! questa è una conquista , altro che il velo alle olimpiadi !!

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