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Dalla spiaggia alla passerella: Francesco Aiello racconta i suoi inizi

Si presenta sorridente, in bermuda e t-shirt, un po’ stropicciato ma innegabilmente in ottima forma. E’ Francesco Aiello, 25 anni, modello dell’importante firma di moda maschile Carlo Pignatelli. Sembra meno spavaldo di quello che mostra davanti all’obbiettivo, un ragazzo intelligente e molto semplice, oltre ad essere bellissimo. La prima domanda che mi viene in mente di fargli è forse anche la più ovvia:

Come è iniziata la tua carriera?

F.A.: “Ho cominciato nel 2007 praticamente per gioco. Era estate e lavoravo come bagnino allo stabilimento balneare dei miei zii, l’Antico Bagno (si trova a Vico Equense in provincia di Napoli, dove è nato Francesco; n.d.r.). Quell’estate mi iscrissi al concorso Il più bello d’Italia, per vedere cosa succedeva. Sono riuscito ad arrivare nella finale di Fermo e mi sono classificato trai primi 12.” Da lì è cominciata la sua carriera, prima in tv nella trasmissione di Raffaella Carrà, Carramba che Fortuna, poi sulle passerelle, con Pignatelli.

Quando e come hai capito che potevi fare questo lavoro?

F.A.: “In realtà non saprei dare una risposta netta. Posso solo dirti che non sono stato io inizialmente a credere in me stesso, ma le persone  che mi erano vicine e che ho conosciuto nell’arco di questi anni passati tra casting e sfilate.”

Com’è nata la collaborazione con Carlo Pignatelli?

F.A.: “Ho conosciuto Carlo nel periodo che ho trascorso a Carramba che Fortuna. Lui lavorare per la trasmissione e vestiva i Carramba Boys. Devo averlo colpito in qualche modo, tanto che ha voluto realizzare con me il suo servizio fotografico per la collezione 2011, scegliendo come set le spiagge del mio paese”.

Cosa guarda un modello in una ragazza?

F.A.: “Per me una ragazza deve essere simpatica e farmi ridere. Deve essere dolce, ma anche piena di iniziative”.

E loro invece cosa pensano di te, si fermano a guardare quanto sei bello o hanno voglia di conoscerti come persona?

F.A.: “Non ne ho idea! Devi chiederlo a loro (ride)”.

Cosa pensi dell’idea un po’ utilitarista che si ha delle donne che costruiscono la carriera sul loro corpo?

F.A.: “Non saprei, a parer mio non conta solo quello per fare carriera. Prima di diventare modello, mi ero iscritto all’Università, e sto portando avanti anche quella, insieme al lavoro, perché penso sia importante essere preparati, non solo belli. Ma cerco di non giudicare chi si fa strada solo con la bellezza. Ognuno è padrone di se stesso.”

Per finire, sei un narciso? Che importanza ha la moda nel privato?

F.A.: “Non do tanta importanza alla moda nella vita di tutti i giorni. Tendenzialmente sono molto easy nella quotidianità. Converse e t-shirt” e, aggiungo, non ha bisogno d’altro.

 

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