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Crocetta nega alleanze con Lombardo, mentre l’astensione domina

Giunti a 2/3 dello spoglio la vittoria di Rosario Crocetta è una delle poche cose certe che queste Elezioni in Sicilia ci hanno restituito, dopo una giornata convulsa e ricca di spunti di riflessione e di analisi. Dopo aver annunciato la certezza della vittoria il candidato di PD e UDC ha annunciato di non volere “inciuci” e coalizioni allargate per interesse, mentre apre le porte a tutti coloro vorranno votare leggi doverose per perseguire il bene della Sicilia.

Crocetta dopo aver corteggiato negli ultimi giorni il candidato della lista di Beppe Grillo, sembra aver mollato la presa su Cancelleri, anche perché tanti analisti attribuiscono la sua vittoria ad un “favore” dell’ex Governatore Lombardo. E si è limitato a parlare di solo due cose: di una legge per la doppia preferenza, così da favorire la presenza di donne all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana.

E mentre in Sicilia si cerca l’equilibrio della nuova maggioranza che dovrà governare la regione, a Roma stanno per cadere le prime teste… Soprattutto PDL, IDV e SEL hanno accusato il colpo di quanto accaduto in Sicilia. Tant’é che dal quartier generale di Musumeci, candidato del centrodestra, trapelano malumori verso Alfano e anche verso le dichiarazioni di Berlusconi che hanno “disorientato l’elettorato siciliano”. Così a Roma a breve si terrà un vertice per decidere il destino del segretario e forse del partito in toto, sempre più diviso e in difficoltà, sotto i colpi di Berlusconi che sembra non sapere più che pesci pigliare e gli scandali “locali” che stanno coinvolgendo tanti esponenti del PDL.

E in questo momento di difficoltà, tanti ignorano il dato più pericoloso di queste elezioni. L’astensionismo ha raggiunto livelli record, che in Italia non erano mai stati toccati prima. Un voto al di sotto del 50% degli aventi diritto è qualcosa di intollerabile e che dovrebbe far comprendere a tutti i leader politici, che forse è giunto il momento di invertire la tendenza e di tornare ad ascoltare la gente e le necessità dei territori.

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