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Crisi di Governo: Letta chiede al Senato coraggio e fiducia

La fiducia al mio Governo non è contro qualcuno, ma è per portare a termine le riforme che servono al Paese, questo il senso del discorso appeno concluso da Enrico Letta al Senato, dove ha chiesto la fiducia per il Governo.

Letta_SenatoE’ un Enrico Letta deciso quello che si è presentato questa mattina a Palazzo Madama per chiedere al Senato la fiducia, dopo le dimissioni (rifiutate) dei Ministri del Popolo della Libertà e, soprattutto, dopo le spaccature emerse all’interno del partito di Berlusconi, ormai definitivamente diviso tra falchi e colombe, che potrebbero votare la fiducia e fondare subito dopo un nuovo gruppo parlamentare al Senato con oltre 40 senatori dissidenti, rispetto alla linea di Silvio Berlusconi.

Quello del Presidente del Consiglio è un discorso accorato che tocca tutti i punti critici del momento che il nostro Paese sta vivendo e che non può permettersi una crisi di Governo che lo lascerebbe in balia della “finanza mondiale” e presumibilmente subito dopo sotto il giogo della triade, che ci metterebbe davvero alle strette. Enrico Letta parla chiaramente di “rischio mortale” e di dire basta a questa “politica di trincea”. Inoltre, ha più volte sottolineato che la fiducia a questo Governo non è contro qualcuno, mettendo in chiaro che le sentenze si rispettano e il destino del Paese non può essere legato al destino di una persona.

Silvio Berlusconi che è arrivato in aula poco prima che Letta iniziasse a parlare si è limitato a dire “ascolteremo il Premier e valuteremo”, un’apertura inattesa che forse evidenzia quanto sia grande la spaccature con i suoi. Dopo che sembrano falliti nella notte i tentativi di ricucire con Angelino Alfano e i quattro ministri “dissidenti”.

 

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