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Crisi e famiglie: per oltre il 58% degli italiani il 2013 segna un peggioramento economico

Crisi, soddisfazione della vita e situazione economica degli italiani: è questo il quadro di una recente indagine Istat dedicata agli ‘Aspetti della vita quotidiana’ del popolo italiano e svolta nello scorso marzo 2013. Una fotografia che non mostra grandi novità o positività rispetto al 2012 e che, in alcuni casi, vede al contrario un inflessione a segno negativo.

Partendo dalla situazione economica, la soddisfazione dei cittadini e famiglie che dichiara un peggioramento passa dal 55,8% al 58,6%. Passando invece ad un aspetto più generico, relativo alla propria soddisfazione della vita (secondo l’analisi dell’Istat gli italiani dovevano indicare con un voto da 0, per niente soddisfatto, a 10, molto Zemanta Related Posts Thumbnailsoddisfatto, il loro grado di soddisfazione) la media registrata si attesta su un punteggio di 6,8.

Tuttavia c’è da segnalare un aumento di chi ha dato un voto decisamente negativo, compreso fra 0 e 3, che rispetto al periodo 2010-2012 passa dal 2,3% al 4,5%.

Insomma, un quadro della situazione non proprio ottimale e che indica, ancora una volta, quanto la morsa della crisi attanagli la maggior parte della popolazione italiana.

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Angelina Jolie vince l’Oscar per l’impegno umanitario e ringrazia la sua famiglia

Sabato sera, Angelina Jolie ha ricevuto il Jean Hersholt Humanitarian Award alla cerimonia dei Governors Awards. Il premio umanitario è stato assegnato all’attrice, per il suo lavoro di beneficenza con l’Agenzia ONU per i rifugiati, un progetto, per il quale ha fatto più di 40 missioni sul campo, tra cui aiutare i profughi dalla Cambogia e della Siria.

In una sala gremita al Grand Ballroom di Hollywood and Highland Center, il regista George Lucas ha consegnato il riconoscimento ad Angelina Jolie, che è stata sopraffatta dagli applausi. Emozionata fin quasi alle lacrime, l’attrice, che è stata accompagnata all’evento da Brad Pitt e Maddox, il figlio di 12 anni, non ha potuto che ringraziare la sua famiglia; ecco le sue parole:

miei amori, la vostra guida e il vostro sostegno rendono possibile tutto quello che faccio. Mad non piangerò, promesso. Non voglio metterti in imbarazzo. Tu e i tuoi fratelli siete la mia felicità. Angelina Jolie in SiriaE non c’è onore più grande in questo mondo di quello di essere vostra madre”.

Angelina Jolie ha anche colto l’occasione, per ringraziare e ricordare la sua più grande fonte d’ispirazione, sua madre, morta nel 2006 per un tumore al seno:

mia madre ama l’arte. Amava il cinema. Ha sostenuto qualsiasi cosa pazza che ho fatto, ma quando qualcosa aveva un senso, lei teneva a dirmi ‘questo è il motivo per cui fare cinema’. Non ha mai avuto una carriera come artista. Non ha mai avuto la possibilità di esprimere se stessa…ma ha voluto che io e Jamie conoscessimo il significato di una vita come artisti, e lei ci ha dato questa possibilità. Lei mi ha dato amore e fiducia”.

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Cinque felpe per difendere i diritti delle donne

Coin, in collaborazione con Oxfan, ha deciso di lanciare una mini collezione: cinque felpe firmate da cinque grandi stiliste della moda italiana che hanno interpretato, a proprio modo, il ruolo della donna nel sud del mondo e il modo in cui, ogni donna, difende i propri diritti.

Veronica Etro, Alba Ferretti, Margherita Maccapani Missoni Amos, Rossella Jardini e Maria Spadafora hanno messo la propria creatività al servizio di un’iniziativa sociale che coin-e-oxfam-felpe-2013tende, anche, a combattere la povertà nel mondo e ad elevare la figura della donna, l’unica che può lottare per rendere il mondo migliore.

Le cinque felpe unisex, disponibili nei colori bianco latte, grigio melange, e nero, saranno messe in vendita al prezzo di 45 euro e su di esse vi sono delle stampe con cui, ogni stilista, ha messo su tessuto la propria idea di alleanza fra donne che si uniscono per lottare e difendere i propri diritti.

Mani che si stringono per farsi forza, toccanti parole di Nelson Mandela e tanti altri disegni andranno ad abbellire le felpe realizzate dalle nostre migliori stiliste che, in quanto donne, lottano affichè la parità esista ovunque e per tutte, nessuna esclusa.

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Ritardataria? Allora sei ottimista ed efficiente!

I ritardatari sono sempre rimproverati per il non rispetto delle regole ma, per una volta, arriva una ricerca che spezza una lancia, oltretutto molto importante, a loro favore. Una recente ricerca, infatti, afferma che le persone ritardatarie sono efficienti ed ottimiste a differenza di chi ama la puntualità che tende, invece, ad essere quotidianamente assalita dall’ansia che induce pensieri negativi e sconfortanti.

L’ansia e la conseguente negatività diminuiscono l’efficienza sul lavoro, nello studio o in qualsiasi altra attività quotidiana, l’ansia poi gioca brutti scherzi e a volte non permette, a chi è puntuale come un orologio svizzero, di affrontare con lucidità e

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tranquillità i problemi che si presentano durante il cammino, i ritardatari, invece, hanno una visione diversa delle cose, sono più rilassati ed equilibrati, ciò giova alla salute del corpo e della mente rendendoli dunque più efficienti in qualsiasi attività desiderano cimentarsi.

A dirlo, attraverso la sua ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Airone, è il dottore Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell’Associazione per la ricerca sulla depressione di Torino che sostiene:

“Chi nasce con un temperamento ansioso è preoccupato, ha spesso paura di non farcela e, quindi, a un appuntamento cerca di arrivare sempre qualche minuto prima. Il ritardatario, invece, è molto più rilassato, per questo non si preoccupa dell’orario e, nella maggior parte dei casi, tale rilassatezza si tramuta in efficienza ed ottimismo.”

Beh…. Cosa ne dite? Forse è il caso di imparare ad essere ritardatari.

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Raincity: le panchine-alloggio per i senzatetto

Clochard, barboni, homeless, senzatetto! Gente comune, persone senza una fissa dimora; bambini, giovani e anziani che si trovano in giro per il mondo a dover racimolare una piccola speranza che gli permetta di trascorrere almeno un altro giorno su questa terra.

Proprio da qui la Raincity Housing, un’associazione benefica canadese, è voluta partire, escogitando un modo per poter aiutare le tante persone che, col freddo, si ritrovano sui marciapiedi e sulle strade delle più grandi città, sparse per il mondo.

Offrire una dimora, un riparo è uno degli obiettivi peculiari della Raincity.

Migliaia di volontari hanno impiegato le loro forze nel trasformare delle comuni panchine di un parco, in alloggi per i senzatetto.

Il tutto è stato possibile grazie all’istallazione di pratici pannelli che, con l’aiuto di alcune leve, riescono ad aprirsi e allargarsi, fino ad assumere le sembianze di una vera e propria pensilina.

Raincity housing

Le tettoie, garantiranno così un riparo sicuro ai clochard, i quali avranno un posto per poter sfuggire alle intemperie e un luogo sicuro nel quale dormire.

Raincity Housing, ha voluto perfezionare l’iniziativa, decidendo di istallare panchine munite di pannelli fosforescenti, in modo tale da renderne immediata la visibilità e apportando su questi frasi quali: “Find Shelter here”, “This is a bedroom” o “This is a bench”.

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10:30: l’ora ideale per un caffé. Perchè? Ce lo spiega un esperto!

Per molti di noi, il caffé rappresenta il carburante, da prendere ogni mattina, per iniziare al meglio la giornata. Ma un esperto statunitense sostiene che è meglio aspettare un paio di ore, dopo il risveglio, per avere maggiori benefici della caffeina, in quanto il caffè è più efficace, se preso tra le 9:30 e le 11:30.

Steven Miller, neuroscienziato presso la Uniformed Services University of the Health Sciences a Maryland, afferma che bisogna prendere il caffè, quando i livelli di cortisolo, nel nostro organismo, sono più bassi, perché la caffeina interagisce con l’ormone.

Ha spiegato che le persone, che bevono caffè, quando i livelli di cortisolo sono elevati (ossia tra le 8:00 e le 9:00 di mattina) sviluppano una tolleranza al caffè, il che significa che la caffeina diventa meno efficace.

Come riporta il The Telegraph, il cortisolo controlla l’orologio del corpo e induce le persone a sentirsi completamente svegli. I livelli dell’ormone sono solitamente elevati, poco dopo Caffè bellezza saluteil risveglio di un individuo, ma iniziano a decadere dopo circa un’ora. Steven Miller sostiene, che proprio durante il calo dei livelli di cortisolo, la persone possono al meglio beneficiare della caffeina, che offre la giusta spinta all’organismo, incoraggiando la produzione di cortisolo.

Tuttavia, Steven Miller riconosce che i livelli di cortisolo, nei diversi momenti della giornata, variano da persona a persona, il che significa che il momento migliore della giornata per bere un caffè differisce a seconda dell’individuo.

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Essere socievoli può migliorare l’attività cerebrale

Chi trova un amico trova un tesoro, ma chi ha tanti amici migliora l’attività cerebrale! La scoperta viene da un gruppo di scienziati, dell’Università di Oxford, che ha sottoposto 18 volontari alla scansione del cervello, dopo aver chiesto loro quanti amici avevano incontrato, sentito al telefono o tramite posta elettronica in un mese.

Il numero medio di amici contattati è stato di circa 20: alcuni avevano sentito più di 40 persone, altri ancora solo 10.

Le scansioni hanno mostrato che sei regioni cerebrali erano più grandi in coloro, che erano più socievoli – e più amici avevano, più grandi erano le aree cerebrali. Una di queste regioni è la corteccia cingolata anteriore, un’area che noi usiamo per tenere traccia di quello che fanno le altre persone. Le scansioni hanno, anche, dimostrato che le connessioni tra questa area e un’altra, che noi usiamo per capire cosa gli altri pensano e sentono, sono più forti nei tipi socievoli.

E c’è di più – sono state trovate anche forti connessioni tra sorriso foto perfettole varie aree, coinvolte nella socialità. La ricercatrice MaryAnn Noonan ha dichiarato: “nelle persone più socievoli, probabilmente queste vie di comunicazione si presentano più come autostrade, che come vie di campagna, rendendo più efficiente e migliore l’elaborazione delle informazioni”.

Tuttavia, i risultati non dimostrano che le persone socievoli hanno il cervello più grande, nel complesso; infatti, si pensa che le altre regioni cerebrali, che non vengono utilizzate quando si socializza con qualcuno, tendono a ridurre la loro dimensione, in compenso.

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Amati di Marzio Nocchi, sfida Eataly di Farinetti: parola d’ordine mangiar bene

Vengono entrambi da esperienze lontane dal food e dalla ristorazione, eppure, hanno deciso di puntare tutto sul cibo di qualità, perché la cosa più importante è mangiare bene; così Marzio Nocchi fonda la linea di ristoranti Amati, competitor diretto di Eataly di Farinetti.

L’Italia è nota come la patria della buona cucina e sembra che anche imprenditori che non hanno in passato avuto a che fare con la ristorazione e il cibo, abbiano compreso quanto sia importante mangiare cibo di qualità, perché molti dei problemi (pressione alta, diabete, ictus, infarti…) di salute più comuni dipendono dalla cattiva alimentazione e dal poco tempo che dedichiamo alla tavola, soprattutto a pranzo quando si ha una pausa pranzo “molto compressa” e gustare qualcosa di qualità può richiedere troppo tempo o un prezzo troppo alto.

Così, dopo Eataly “il centro commerciale” del buon cibo made in Italy (già presente in diverse città del Mondo e molte regioni d’Italia), ecco arrivare i ristoranti Amati, prima a Milano e Londra e poi in altre città, che già dal nome invitano a volersi bene e a scegliere cibo di qualità. Insomma, la direzione è quella di un ritorno alla dieta mediterranea, abbandonando i fast food, ma con tempi più rapidi, prodotti più pratici e se possibili gustosi e di stagione. Perché mangiare bene mette di buon umore, consente di lavorare meglio e fa bene alla salute. Cosa da non dimenticare di certo…

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Una nuova speranza per i fumatori incalliti: impulsi elettromagnetici nel cervello

Secondo i risultati di una nuova ricerca, i fumatori incalliti potrebbero dire addio al vizio della sigaretta, grazie a degli impulsi elettromagnetici nel cervello.

Uno studio israeliano ha scoperto che l’esposizione ripetuta ad una stimolazione elettromagnetica, ad alta frequenza, sul tessuto cerebrale, aiuta le persone a smettere di fumare, fino a sei mesi dopo il trattamento.

I fumatori avevano già provato una serie di trattamenti, dai cerotti alla psicoterapia, alimentando le speranze che la stimolazione cerebrale poteva essere una valida alternativa, per coloro che non erano, ancora, riusciti a liberarsi dal vizio.

Durante il meeting annuale della Society for Neuroscience a San Diego, Abraham Zangen, della Ben Gurion University, ha dichiarato che più della metà dei fumatori, sottoposti agli impulsi magnetici ad alta frequenza, ha smesso di fumare.

Il dottor Zangen ha dichiarato: “La nostra ricerca ci mostra che si può, effettivamente, essere in grado di annullare alcune delle modifiche cerebrali, causate dal fumo cronico. Sappiamo smettere-di-fumareche molti fumatori vogliono smettere o limitare, e questo potrebbe aiutare a porre un limite, nella prima causa di morti evitabili”.

L’ équipe del dottor Zangen ha reclutato 115 fumatori incalliti, di età compresa tra 21 e 70 anni, che avevano intenzione di smettere, ma che non erano riusciti nonostante due precedenti tentativi. I ricercatori hanno poi suddiviso i fumatori in tre gruppi: il primo è stato sottoposto ad una ripetuta stimolazione magnetica transcranica ad alta frequenza, il secondo gruppo ad una stimolazione a bassa frequenza, e il terzo gruppo ad un trattamento placebo per 13 giorni.

La stimolazione magnetica transcranica ad alta frequenza è una tecnica non invasiva, che utilizza campi magnetici, per stimolare grandi aree di neuroni nel cervello.

I ricercatori si sono concentrati sulla stimolazione della corteccia prefrontale e dell’insula, che sono le due aree del cervello associate alla dipendenza da nicotina.

I risultati sono stati sorprendenti! Quasi la metà – il 44 per cento – dei fumatori, che si sono sottoposti agli impulsi elettromagnetici, ha smesso di fumare, subito dopo i 13 giorni, e il 33 per cento ha continuato a non fumare anche sei mesi più tardi.

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Autismo: i neonati che evitano il contatto visivo hanno rischi maggiori

Secondo una nuova ricerca, i bambini, che non fissano lo sguardo altrui, possono mostrare i primi segni di autismo,  identificabili già nei primi mesi di vita. Gli scienziati hanno usato la tecnologia “eye-tracking”, per misurare il modo, in cui i neonati guardano e rispondono ai segnali sociali.

I bambini, successivamente diagnosticati autistici, hanno mostrato una tendenza ridotta, nel notare lo sguardo di altre persone, a partire dall’età di due mesi in poi.

Il dottore Ami Klin, direttore del Marcus Autism Centre in Atlanta, ha dichiarato: “Abbiamo trovato un costante calo di attenzione verso lo sguardo degli altri,  negli infanti, dai 2 fino ai 24 mesi, con successiva diagnosi di autismo. Per prima cosa, questi risultati mostrano che ci sono differenze misurabili ed identificabili, già prima dei sei mesi. Ed in secondo luogo, abbiamo osservato un declino della fissazione dello sguardo, nel corso del tempo, piuttosto che una vera e propria assenza”.

L’autismo è un termine generico, che indica una serie di contenitori-alimentari-di-plastica-novici-per-la-salute-dei-bambiniproblemi di sviluppo, che coinvolgono le abilità sociali e comunicative, che possono essere lievi o gravemente invalidanti.

Gli scienziati, i cui risultati appaiono sulla rivista “Nature”, hanno spiegato che quello, che hanno osservato, non era visibile ad occhio nudo, ma misurabile solo e attraverso apparecchiature specializzate.

Prima che riescano a strisciare o a camminare, i bambini esplorano il mondo attentamente, cercando in esso, osservando i volti, i corpi e gli oggetti, così come gli occhi delle persone che li circondano. Il contatto visivo gioca un ruolo fondamentale nelle interazioni sociali e di sviluppo e, come i ricercatori hanno spiegato, sulla base della qualità del contatto visivo, è possibile identificare, precocemente, i neonati a rischio.