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Amore

Genitori separati: come favorire la serenità dei figli

Separazioni e figli contesi sono oggi una realtà molto diffusa, situazioni difficili che quasi sempre vanno a discapito del benessere dei più piccoli e indifesi. La separazione dei genitori è, per tutti i membri della famiglia, tra gli eventi di vita più stressanti. I bambini vivono la rottura del nucleo familiare come ingiusta, si sentono tristi e amareggiati.

Spesso provano rabbia verso i genitori e possono ritenere uno dei due colpevole nell’aver determinato questa decisione. Quando una coppia si separa è importante che entrambi i coniugi mettano da parte il loro rancore ed i loro personali interessi per mettere al primo posto i bisogni dei loro figli.

Per alleviare lo stress al quale i bambini vanno incontro è fondamentale che i genitori adottino particolari accorgimenti, di seguito elencati, che favoriscono una migliore separazione:

• Il momento più significativo è comunicare la rottura. E’ fondamentale utilizzare nel colloquio un linguaggio adeguato all’età del bambino e scegliere un momento ed un luogo adatti. E’ importante essere chiari e trasparenti perché i bambini avvertono quando qualcosa non va e il non capire cosa sta succedendo li getta nell’angoscia e nell’insicurezza;

• E’importante comunicare la decisione insieme, in modo tale che il bambino possa vedere l’accordo dei genitori;

• Fornite rassicurazioni sul vostro amore per loro, amore che nessuna separazione con il genitore potrà cambiare;

• Rassicurate sul fatto che la separazione è una decisione vostra e loro non c’entrano (i bambini possono sviluppare un senso di colpa a riguardo, sentendosi loro responsabili dell’allontanamento dei genitori);separazione e figli

• Favorite il dialogo con il vostro bambino aiutandolo ad esprimere ciò che pensa e quali sono i suoi sentimenti rispetto alla separazione;

• Evitate sempre di parlar male dell’altro genitore, di usare i vostri figli come giudici sui comportamenti o come spie contro l’ex-coniuge;

• Non litigate e non alzate la voce davanti a loro;

• Fate in modo che il bambino mantenga il più possibile le sue abitudini (stessa casa, stessa scuola, stesse regole);

• Fate in modo che il bambino veda regolarmente il genitore che non vive con lui e lo senta ogni qualvolta ne ha bisogno;

• Cercate di mantenere aperto il dialogo con l’altro genitore rispetto alla vostra responsabilità genitoriale: prendete insieme le decisioni importanti e laddove il livello di conflittualità lo permetta, cercate di essere entrambi presenti ad eventi in cui il bambino è protagonista.

E’ necessario che la coppia coniugale non dimentichi che in seguito alla separazione resta comunque coppia genitoriale; è fondamentale che entrambi i genitori trascorrano quanto più tempo possibile insieme ai loro figli e che entrambi si preoccupino di fornire le giuste rassicurazioni.

Quando gli adulti si rendono conto di non riuscire a gestire la situazione, dovrebbero rivolgersi, a tutela del bambino, ad uno psicologo o psicoterapeuta che li aiuti a trovare la giusta linea educativa che favorisca la serenità del bambino.

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Amore

San Valentino last minute? Con Day Use adesso si può

San Valentino è ormai alle porte e ancora una volta è importante pensare ad un regalo giusto per stupire il nostro partner. Un regalo che non si limiti ad essere un dono effimero che si consuma in pochi giorni, come dei cioccolatini o delle rose, ma al contrario una sorpresa che esca fuori dai normali canoni e che rimanga impressa per sempre nei ricordi.

Bene, ma cosa inventarsi? Un’idea affascinante ed innovativa viene da Dayuse Hotels, società leader nel campo delle prenotazioni di camere e capace di offrire la soluzione giusta per vivere giornate da favola. Ma attenzione, non stiamo parlando del solito sistema di prenotazione, bensì di un nuovo concetto di intendere il soggiorno in hotel: sfruttarlo nelle ore diurne.

Chi è impegnato per lavoro, ma vuole comunque day use hotel san valentinoritagliarsi momenti di intimità con il proprio compagno o la propria compagna, non sempre può prenotare un hotel per almeno 24 ore complete e con pernotto annesso. Questo perché comporterebbe, all’atto pratico, un’assenza dal lavoro per due giorni consecutivi.

Ben più facile sarebbe, dato che San Valentino quest’anno cade di giovedì e quindi proprio nel centro della settimana, potersi assentare solo per qualche ora e tornare a casa in serata.

Un piano perfetto, direte voi, ma come è possibile sfruttare i comfort di un Hotel di lusso solo nelle ore diurne, passando un San Valentino indimenticabile a prezzi vantaggiosi? Semplice, basta avvalersi del servizio offerto da Day Use.

Sul sito web www.dayuse-hotels.com potremo trovare un folto parterre di soluzioni adatte a tutte le nostre esigenze: dagli hotel con centro benessere immersi nella tranquillità e lontani dal frastuono delle metropoli, a quelli situati nei luoghi più affascinati d’Italia, fino ad arrivare ad hotel dal design più moderno e ricercato.

Due esempi su tutti fanno capire quanto Dayuse si avvalga di strutture esclusive e seducenti: l’hotel 5 stelle The Gray di Milano, caratterizzato da un arredo particolare e strabiliante, fatto di letti sospesi, vasche idromassaggio circolari e bagno turco privato; e lo Château Monfort, dallo stile più classico, che trae ispirazione dal mondo incantevole delle fiabe e delle più grandi opere liriche.

day use hotel offerta san valentinoInsomma veri e propri paradisi dove passare il 14 febbraio in una cornice indimenticabile: luoghi capaci sia di rinnovare la passione con il partner e sia di essere un eden che ci consenta di vivere per un giorno in pieno relax.

Il tutto senza stravolgere la nostra vita, restando nella più totale discrezionalità e con un occhio sempre attento alla spesa.

Infatti la soluzione day use è meno costosa del pernottamento tradizionale in hotel e, se questo no bastasse, fra le garanzie Dayuse rientrano: migliori tariffe garantite, prezzi scontati dal 30% al 70% e cancellazione gratuita fino all’ultimo minuto. A tutto ciò si aggiunge la possibilità di prenotare anche il giorno stesso e senza carta di credito, con pagamento direttamente in hotel al momento dell’arrivo.

Originalità, flessibilità e risparmio, per un servizio che ci consente di passare un San Valentino più unico che mai. Non resta che scegliere la location che ci emoziona di più fra le oltre 400 soluzioni e i 90 hotel da prenotare in Italia a disposizione sul sito.

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Amore

Rapporto di coppia in crisi? Ecco le 5 regole per relazioni durature

Fare il modo che la nostra relazione d’amore sia stabile e duratura nel tempo, è certamente una delle cose che ci prefiggiamo di realizzare ogni volta che iniziamo un rapporto con un nuovo partner.

Ogni volta ci sembra sia quella giusta e ci ripetiamo “chissà, forse con lui andrà meglio”. Beh, da oggi non è più necessario arrovellarsi il cervello per individuare le tattiche migliori per far andare a gonfie vele un rapporto.

È uno studio scientifico a darci la soluzione, con cinque regole per l’amore eterno. Quali sono le regole? È presto detto, eccole sintetizzate in cinque semplici punti:

– l’apertura

– la positività

– la sicurezza

– la divisione dei compiti

– la condivisione delle reti sociali

A proporre questa soluzione è l’Università dell’Illinois, che in uno studio condotto da Brian Ogolsky e dal titolo “A meta-analytic review of relationship maintenance and its correlates” spiega le cinque regole dell’amore eterno.

Lo studio di Brian Ogolsky ha avuto amore 5 regole rapporto coppia duraturotanta risonanza  da essere pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships e per realizzarlo Ogolsky si è basato su una meta-analisi di trentacinque studi e 12273 report scientifici sui rapporti di coppia.

Ma cosa significano le cinque regole sopra riportate? Andiamo per gradi ed analizziamole una per una.

Con apertura si intende l’ascolto delle ragioni e delle varie sensazioni del partner, con un attento studio su se stessi per evitare di parlare spesso ed esclusivamente delle proprie ragioni/emozioni.

Per la positività, invece, il discorso si snocciola sull’interazione e, più in particolare, l’impulso di creare un’interazione con il nostro partner che sia orientata al divertimento, ovviamente con ironia e ottimismo… insomma positività!

La sicurezza è un altro aspetto da non sottovalutare ed è da intendersi, semplicemente, come la capacità di rassicurare il nostro compagno sulla nostra voglia di impegnarci a lungo termine; questo si traduce proprio come sicurezza.

Sulla divisione dei compiti è lo stesso Ogolsky a darci una pillola di saggezza, spiegando che “per fare in modo che un rapporto duri è importante anche dividere le faccende domestiche e gli oneri della convivenza, la nostra quarta regola”.

E infine, ma non per importanza, la condivisione. Questa è da intendersi come condivisione degli amici e dei contatti sociali, così da non escludere l’amore dalla nostra vita sociale. Quante volte ci è capitato di farlo? Bene, riflettiamoci allora.

Questi sono i “5 comandamenti” dello studio firmato da Ogolsky, ma voi… voi che pensate? Credete siano una buona idea? Diteci la vostra!

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Amore

Orgasmo femminile: 1 donna su 5 è abile a fingere

Questo dato spaventerà sicuramente tanti uomini, ma è così: 1 donna su 5 (parlando ovviamente delle donne sessualmente attive) non ha mai provato un orgasmo!

Questo è il dato emerso da una ricerca, riportata sul quotidiano inglese The Sun, in cui è stata pubblicata una serie di interviste fatte a un gruppo di esperti del settore, i quali hanno spiegato i motivi che impediscono alle donne di provare piacere durante i rapporti sessuali.

Tra le principali cause, strettamente fisiche, del mancato orgasmo, ci sono l’utilizzo dei farmaci e lo stress. I farmaci antidepressivi e contro l’emicrania (ogni tanto ne soffriamo davvero) posso, infatti, avere un effetto devastante sulla vita sessuale delle persone, tanto da portare a rendere l’orgasmo impossibile da raggiungere.

Inoltre, se si è troppo stressati, pensierosi o preoccupati (magari dall’ossessione stessa di non riuscire a raggiungere il piacere) il cervello suggerisce al nostro corpo di non lasciarsi andare.

orgasmo femminileAltri fattori che possono impedire il raggiungimento dell’orgasmo sono l’alimentazione e gli alcolici. Condizioni mediche come il colesterolo alto possono, infatti, inibire le prestazioni sessuali, a causa delle placche di grasso che possono andare a intasare le piccole arteria che portano il sangue agli organi genitali.

Per quanto riguarda gli alcolici, invece, e soprattutto i superalcolici, se bere qualche bicchiere in più può aiutare a lasciarsi andare e ad essere disinibiti, il troppo alcool può diventare un analgesico, che blocca gli impulsi sensoriali ed esercita un’azione sedativa sul cervello.

Infine, ma non per importanza, l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo può dipendere anche dalla mancanza di sufficienti preliminari. Secondo la ricerca del The Sun, solo il 20% delle donne raggiunge il piacere massimo in modo regolare con il rapporto completo; il restante, invece, è stimolato anche da altri fattori.

Insomma, in conclusione… da tutto ciò si deduce l’abilità delle donne nel fingere!

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Amore

Cofanetto 50 sfumature di grigio: sexy regalo per un caldo Natale

Ci siamo, dicembre si sta lentamente inoltrando verso il 25 e a breve comincerà la corsa ai regali. Già, ma cosa regalare? Tra crisi di Governo, IMU, bollette salate e rata della macchina, le finanze a disposizione questo Natale non sono molte.

E se avevamo pensato di regalare ad una nostra amica magari l’ultimo iPhone uscito, dovremo ripiegare verso qualcosa di diverso.

Ma allora… perchè non scegliere qualcosa di carino, originale e un po’ piccante? Magari che resti nel tempo? Beh, chi vi scrive ci ha pensato un po’ ed ha deciso che, alle sue due migliori amiche, farà lo stesso regalo: il cofanetto di 50 sfumature di grigio.

Ma il cofanetto, come già vi abbiamo descritto tempo fa (trovate il link all’articolo in coda al post), non conterrà solo i libri… e no! O meglio, per le ragazze meno osé potete scegliere di regalare la normale trilogia del romanzo erotico firmato E.L. James; ma se volete davvero stupire e se qualche vostra amica ha un po’ la passione per gli oggetti sexy, allora potete osare e buttarvi sul cofanetto con i sexy toys.

Di che stiamo parlando? E’ presto detto. cofanetto trilogia 50 sfumature di grigioSe acquistate il cofanetto speciale di 50 sfumature di grigio, troverete al suo interno anche una vera e propria collezione di oggetti del piacere, a dirla tutta gli stessi usati dal protagonista del libro Christian Grey.

Siete curiose di saperne di più? Beh vi basta consultare l’articolo che avevamo già scritto sul cofanetto di 50 sfumature di grigio e che trovate a questo link: 50 Sfumature di grigio: kit di sexy toys in uscita col cofanetto.

Io l’ho trovato un regalo interessante… e voi? Che ne pensate?

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Amore

WhatsApp: da app del momento a lato oscuro dell’amore. Ma si può guarire!

Il punto di non ritorno – ora lo so – fu quando mi lasciai alle spalle il mio Samsung a tastierina per fuggire insieme ad un altro cellulare, stessa marca ma nuova generazione, un  Touch Screen trovato in offerta al supermercato.

Fu così, senza un vero perchè, che entrai in punta di piedi nell’universo Smartphone. E cos’è questa magia che tu sfiori lo schermo e succedono le cose? Solo gli sportelli bancomat fino a quel momento erano capaci di tale potere, costringendoci peraltro ad appoggiare i polpastrelli su video colonizzati da germi di varie provenienze e screziati da aloni misteriosi.

Ci misi poi almeno un anno a capire che il touch era solo la punta dell’Iceberg, lo stesso ghiacciaio che seguendo la deriva dei tempi stava per affondare il Titanic del mio freddo distacco dagli oggetti tecnologici.

Il fatto è che per me, all’epoca, un telefono era un telefono e serviva – appunto – per fare telefonate, ovvio (lo stesso passaggio lento lo attraversai quando ci misi un anno ad accettare che un cellulare poteva mandare messaggi, messaggi! E dopo fu il baratro). Mentre per andare on line il PC era lo strumento necessario con annessi e connessi.

Ma accadde quello che doveva. E così whatsApp privacy messaggi gratiscome l’uomo scoprì il fuoco e la ruota, con inconsapevole naturalezza, prima di tutto io compresi che la parola Android non era pericolosa, che non rischiavo bollette da chiamate in Alaska in orario di punta solo a pronunciarla.

Si trattava di un “sistema operativo” (non son nemmeno troppo sicura di quel che sto dicendo, chiedo venia), in particolare del MIO sistema operativo, che mi permetteva l’accesso al web. E che addirittura godeva di molti estimatori e altrettanti detrattori, ponendosi direttamente in gara con la Apple e i suoi incommensurabili i-Phone, oggetti di un culto che non avrei mai pensato di poter frequentare un giorno.

In ogni modo oggi ero parte di una grande famiglia ora, ero omologata e potevo pensare che in futuro sarei stata in grado di affrontare sicuramente nuove frontiere tecnologiche.

Il vero unico sicuro momento decisivo fu però quando un’amica mi propose di “scaricare WhatsApp”. Scaricare da dove? Come? E soprattutto perché? “Messaggi gratis, capisci? Sempre!” Messaggi gratis. L’oasi della digitatrice furibonda, il Nirvana della Vestale dell’sms, la salvezza delle mie ricaricabili e del conto in banca. Fino a quel momento non esisteva offerta o promozione che io non avessi potuto stracciare in quattro e quattr’otto. Senza contare il salasso dei periodi di innamoramento, le centinaia di messaggini civettuoli di buongiorno, buon pranzo, buonanotte, cosa fai? Mi pensi? Ma quanto mi pensi? Ora tutti gratis.

Ma. Occorreva innanzi tutto che anche l’altro interlocutore avesse accesso all’APP (altra misteriosa parola, negata alla mia generazione e ora assorbita per osmosi e per sopravvivenza) e possedesse quindi uno Smartphone. Cominciai a dividere inconsciamente il mondo in due categorie: quelli che erano al passo con i tempi e quelli che no. E che continuavano a pagare gli sms, costringendo pure me a farlo se volevo frequentarli.

whatsApp messaggi gratisLentamente WA (così, amichevolmente, un po’ come FB per gli amici) si insinuò nella mia vita, usi e costumi, con discrezione. Ho sempre odiato le chat, il sovrapporsi nevrotico di domande e risposte, le intrusioni non ponderate a tutte le ore, e soprattutto la reperibilità non ricercata. Ebbene sì. Se WA permetteva di scambiare anche foto, file e pure mappe, è vero che denunciava implacabilmente la mia presenza e pure l’orario della mia ultima visita. Indiscreto. Anche perché non è che a me importi molto saperlo degli altri. In generale.

La cosa assume però tutta un’altra colorazione quando mi inoltrai in una inquieta e instabile liason con un uomo sfuggente. E, mea culpa, fui proprio io, travolta nel gorgo dei messaggini ad oltranza a costo zero, che lo spinsi al passo fatale. Che divenne l’economico proseguimento di romantiche mail e telefonate di ore. A quel punto, guardandomi indietro che dignità che recuperavano i tanto sviliti sms! Indici di tutta la  “grandeur” di un corteggiatore che non aveva a cuore la lunghezza e la quantità dei suoi messaggi, purché  tu ne fossi felice.

Ora, dato che non ti costa niente, che valore potrà avere pure  il Cantico delle Creature se lo spedisci in comode dispense via chat? E così via di iconcine, cuoricini, animaletti adorabili come non si dica. Un click ed è fatta, anzi, lo sfiorare della punta di un dito, ecco.

Ma la trappola non scatto a questo punto. Quello che accadde fu altro. Sono perfettamente consapevole del mio Lato Oscuro da “control freak”. Dammene la possibilità e io divento peggio del Grande Fratello, per questo,  conoscendomi, mi tengo alla larga da tutti i possibili sistemi. Quanto è meglio pensare “Occhio non vede, cuore non duole?” A questo per fortuna mi ha portato la maturità. E per questa ragione evito come la peste profili Facebook di aspirabili fidanzati o compagni periodici. Non voglio sapere, ecco tutto. Idem per la dieta: non si compra il barattolo di Nutella per mangiarne un cucchiaino al mese. Non si compra e non si mangia e basta.

Quindi che WA mi sbattesse sotto al naso continuamente “Ultima visita di Gino alle ore 18.02” (e non era on line per chiacchierare con me dato che mi aveva appena salutato al telefono, ad esempio), o peggio “Ultima visita di Pino alle ore 04.03” (ma che diavolo ci faceva a quell’ora? Con chi chattava che non ero io?) trasformò una comoda APP nell’anticamera di un incubo di cui parlai anche con la mia psicologa, che costernata non fu in grado di replicare altro se non “E lei non ci guardi”. La faceva facile lei.

Chi tra voi non ha mai controllato, e per il puro gusto di controllare e rimestare il coltello nella piaga, quale sia stato l’ultimo messaggio che la vostra metà ha inviato su WA? E chi non si è mai indignato trovandolo on line e non per voi? Del genere, se è online “Con chi diavolo sta chattando?”. Oppure se è offline “Cosa diavolo sta facendo se non sta chattando?”. E così si va di interpretazione anche se non c’è nulla da interpretare insomma.

Il fatto è poi che io tendo a parlare di tutto, whatsApp amore problemiquindi naturale che a “chiamiamolo_Gino” ad un certo momento, ridacchiando chiacchierina, chiesi “Ma con chi chattavi l’altra notte alle 3?”. Fu allora che sentii gli artigli del gattino che scivolavano giù lungo il vetro del mio silenzio carico di aspettative. Skreeeeeek… “Mah, no, non chattavo, era che avevo il telefono in carica e se è in carica è on line, quindi è ovvio che WA mi dichiara accessibile”.

No caro, non funziona così. Ci ho pensato, ho fatto anche le prove, e pure con lui, al ristorante, mentre aspettavamo i tortellini alla panna. E alla fine pure “chiamiamolo_Gino” si è dovuto arrendere all’evidenza. Se WA dichiara ONLINE tu sei ONLINE e basta. Ma in ogni caso non mi rispose, lasciandomi in balia di sotterranei dubbi a proposito di ballerine di burlesque e rapaci ventenni. Ma non andai oltre. Perché a volte è meglio non sapere.

Così lo lasciai la prima volta. Poi la seconda e anche la terza. E sempre cancellavo il suo numero in modo da non aver più possibilità di andare a vedere quel maledetto righino. “Ultima visita di chiamiamolo_Gino ore…”

Credevo di essere la sola matta a pensarci, nessuna amica mi aveva mai confessato niente del genere. Ma poi, cercando in rete per questo post trovai alcune cose, alcune confortanti, altre, come questa, a dire poco agghiaccianti. Praticamente un servizio di “stalking” on line a pagamento, come il detective privato Tom Ponzi solo in versione hacker. Non rivelerò il nome, ma butterò lì con nonchalance solo questo paragrafino:

“Tracciamento Whatsapp – Abbiamo capito che alcune delle conversazioni più intime tra le persone hanno luogo su Whatsapp, su iPhone e Android. Per questo motivo abbiamo creato il tracciamento whatsapp in modo da poter monitorare tutte le attività di messaggeria sul telefono… e per non farti perdere i particolari succosi!

XXXX per iPhone rivela ISTANTANEAMENTE cosa stanno facendo il tuo partner, i tuoi figli o i tuoi impiegati–velocemente, segretamente e semplicemente.

Lasciami fare una domanda – quanto pensi di poter resistere soltanto con la fiducia?

Se sei preoccupato dai segreti del tuo partner, dalle attività sospette di un dipendente o dalle azioni di tuoi figlio, XXX può aiutarti a controllare e a registrare OGNI cosa che fanno con il proprio iPhone.

Può essere difficile tenere traccia di un iPhone. Questo perché ci sono molti programmi che permettono di ‘coprire i propri segreti’.”

Aaaaargh! Cosa dire a questo punto? Che la follia è contagiosa e non ha limite? Non voglio vivere con quest’incubo. Chi mai vorrebbe. Ma anche se Internet  rema contro le store d’amore, ecco balenarmi almeno per WA la parvenza di un rimedio. La soluzione? Aprire Whatsapp ad occhi chiusi per non vedere quello che non si vuole vedere, poi andare su “Impostazioni Chat”, e dopo “Impostazioni avanzate”.

Lì trovare “Data e ora dell’ultima…” e DISATTIVARLE. Ecco che per magia nessuno vedrà più quando vi siete loggati e voi non vedrete più l’ultimo login di nessuno. Il che è piuttosto onesto direi. Anche se non risolve. Perché qui in fondo non si parla di APP. Si parla di scegliere la persona giusta.

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Amore

Facebook Us: l’amore si dichiara con la timeline di coppia

Ormai si sa, Facebook è un fenomeno sociale che non ha più confini; proprio all’inizio del mese scorso, il social network più utilizzato del mondo ha festeggiato il raggiungimento di ben 1 miliardo di utenti.

Quanti di questi utenti fanno coppia su Facebook? Tanti! E proprio per loro, il team di Mark Zuckerberg ha creato una nuova funzionalità, la quale consiste in una sorta di diario di coppia.

Questa nuova funzionalità, disponibile sul social network da pochi giorni, è stata denominata Facebook Us, e consiste in una specie di diario nel diario, una timeline di coppia dove vengono raccolti tutte le interazione tra i due utenti.

facebook usDunque, gli aggiornamenti di stato con i tag della propria dolce metà, le foto in cui figurano entrambi, i commenti ai rispettivi post, compariranno tutti in un’unica bacheca, che avrà le stesse sembianze di un classico profilo Facebook, e in cui l’immagine del profilo sarà formata per metà dall’immagine di un utente, e per l’altra metà da l’immagine dell’altro.

In realtà, però, la novità non è tanto nuova; questo sia perché Facebook Us non sembra essere altro che una versione rivisitata dei vecchi “dettagli di amicizia“, sia perché in realtà non è un diario riservato solo alle coppie di Facebook, ma a tutti gli utenti amici (attenzione, dunque, se avete qualcosa da nascondere… anche se su Facebook è comunque difficile).

Se volete avere un’idea più chiara di tale funzionalità, andate a vedere voi stessi sul vostro profilo!

 

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Amore

Uomini e donne: sentimenti ed emotività a confronto

Uno degli stereotipi più comuni è che le donne siano emotive e gli uomini no, o che le femmine siano più emotive dei maschi.

In molti pensano che le ragazze siano più capaci di “comprendere” gli altri, che interpretino ciò che accade più col cuore che con la mente, provino più facilmente paura, gioia o altre emozioni e che spesso le provino “per un niente”, e che siano emotivamente più espressive (piangano di più, si agitino, etc.), siano meno aggressive, etc.

Ma è davvero così? Quanto emerge dagli studi effettuati a tal proposito, in parte sfata e in parte conferma lo stereotipo.

Quando sono i soggetti stessi a valutare la frequenza con cui provano una certa emozione, o la esprimono a livello fisiologico, verbale o non verbale, le femmine riportano emozioni più intense dei maschi, una maggiore espressività, una maggiore propensione a condividere le proprie emozioni con gli altri, una maggiore frequenza di eventi interpersonali antecedenti dell’emozione; ma quasi nessuna differenza significativa nel tipo specifico di emozione riportata.

Il grado di espressività facciale è maggiore nelle donne: le emozioni da loro provate sono espresse da maggiore attività dei muscoli facciali e sono più facilmente riconosciute come tali da chi le osserva; nei rapporti interpersonali, le donne sorridono di più, guardano di più, si avvicinano di più all’interlocutore. Le donne, inoltre, risultano essere più capaci di decodificare accuratamente le emozioni negli altri.

Nei maschi si osserva, tendenzialmente, una maggiore reattività fisiologica (ad esempio una maggiore attività cardiaca). Nei bambini, sempre come tendenza generale, non sono presenti queste differenze.

L’interpretazione dei dati sopra menzionati non è difficile: maschi e femmine sono diversi nella misura in cui le emozioni che provano, o che riportano, sono “filtrate” dalle loro modi di pensare le emozioni: differenze individuali e storie personali rivestono certamente un ruolo centrale, ma questi “modi di pensare” prevedono regole diverse nell’esibizione delle emozioni, valutazione diverse degli eventi, modalità diverse di espressione, coping e comunicazione delle emozioni.

Le diversità sono riconducibili ai valori uomini donne rapporti emotività amore sentimenticulturali interiorizzati che definiscono le emozioni in rapporto all’identità di genere e di ruolo sessuale. Le strategie di coping sono molto correlate all’identità di genere (maschile, femminile): così, ad esempio, la distrazione come strategia di coping nei confronti di un evento negativo, quale potrebbe essere la fine di una relazione, caratterizza di più i maschi e le femmine “maschili” piuttosto che quelle “femminili”.

La tristezza, per esempio, più intensa e frequente nelle femmine (ed il fatto che loro ne parlino di più), è spiegabile pensando che la valutazione di impotenza e la tendenza a cedere passivamente ad un evento sono tendenze più accettate per il ruolo femminile, piuttosto che per quello maschile; viceversa, gli episodi di rabbia, l’aggressività, l’opporsi fattivamente agli eventi negativi sono più accettati per i maschi.

Allo stesso modo, l’espressività emotiva è un tratto che definisce il ruolo femminile, mentre la razionalità caratterizza quello maschile.

In sintesi, le ricerche finora condotte dimostrano non tanto che uomini e donne sono emotivamente diversi, quanto che essi aderiscono allo stereotipo che li vuole diversi e ciò in tutti quei casi in cui l’identità di genere influisce sulle emozioni provate e comunicate.

Poiché le emozioni sono processi adattivi e soggetti a regolazione, per comprenderle in maniera adeguata è necessario considerare il contesto sociale e interpersonale in cui uomini e donne le provano e le comunicano.

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Amore

Predictor Fertility: l’alleato per affrontare serenamente la maternità

Quando siamo certe di una relazione e da tempo conviviamo con il nostro amato partner, è naturale che lentamente nella nostra mente si insinui quella dolce e rosea idea di avere un bambino.

Un processo naturale e un desiderio, che noi donne già sentiamo con il sopraggiungere dei 25/30-anni e che rappresenta un passaggio fondamentale da intraprendere con la persona giusta.

Tuttavia non sempre volere un bambino significa riuscire a concepire una creatura, non è così automatico. A volte, infatti, può essere necessario più tempo del previsto, per una serie di circostanze che possono variare di caso in caso e di coppia in coppia.

Ciò che dobbiamo tenere a mente, comunque, è che concepire un bambino rappresenta un’esperienza importantissima e disegna una tappa fondamentale nella vita di una donna e del suo partner. Perciò è necessario intraprendere quest’esperienza con la più grande serenità di cui si dispone, senza lasciarsi prendere da sentimenti di sconforto, ansia o nervosismo e ricordando che si è sempre in due a incamminarsi lungo il percorso della gravidanza.

Il passaggio successivo è la conoscenza del proprio corpo. Da una parte e dall’altra, è bene riconoscere che, se il concepimento tarda ad arrivare, ci può essere qualche accortezza da tenere e un passo o due in più da compiere insieme, per raggiungere il sogno di un bambino.

Ecco perché può essere utile avere un piccolo aiuto come Predictor® Fertility, che ci sostenga e accompagni in questo dolce percorso.

I nuovi Predictor® Fertility sono  dei test di fertilità Femminile e Maschile, molto semplici da utilizzare e ideali per chi desidera un risultato rapido da consultare nell’intimità del proprio giaciglio coniugale.

Ma entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire quali siano le finalità dell’uno e dell’altro test.

Il test di fertilità femminile serve a valutare lo stato della fertilità di noi donne e può essere usato in ogni fase del ciclo (preferibilmente dopo l’ovulazione); si basa sulle urine e dà i suoi risultati in un tempo di 5 minuti.

Il test di fertilità maschile, invece, serve per valutare lo stato di fertilità dei maschietti e va utilizzato 3 giorni dopo l’ultima eiaculazione; si basa sullo sperma e dà i suoi risultati in un tempo di 5 minuti.

Ovviamente è bene ricordare che, in ogni caso, i test Predictor non vanno a sostituire il parere del medico e sono soltanto degli utili alleati per la gravidanza, che misurano i principali indicatori (ma non tutti) di fertilità.

Infatti, quando si incontrano dei problemi, è bene considerare che ci sono differenti domande da porsi. In primis da chi e da cosa  possano dipendere eventuali ritardi nel concepimento. In realtà la statistica ci dice che le percentuali fra uomini e donne sono praticamente uguali. Le difficoltà nel concepire sono riconducibili: per il 36% alle donne, per il 35% agli uomini, per il 16% ad entrambi e per il 13% a cause non chiare.

E allora come fare ad individuare le soluzioni? È bene ricordare che la fertilità si riduce con l’età e di conseguenza anche l’efficacia che possono avere i relativi trattamenti da utilizzarsi.

Rivolgersi ad un medico e chiedere il suo consiglio, diviene una scelta da non rimandare. Infatti un dottore specialista o ginecologo sarà certamente in grado di indicarci i corretti esami di accertamento da eseguire, per raggiungere una corretta diagnosi del problema.

A questo punto potremmo chiederci quali siano i principali problemi di fertilità per la donna e per l’uomo.

Fra quelli femminili rientrano i problemi ormonali o dell’ovulazione. Se la riserva ovarica è bassa (ad esempio a causa dell’età), se abbiamo una menopausa prematura o se siamo affette da un malfunzionamento dell’ipotalamo, l’ovulazione diventa difficile e di conseguenza questo si riflette su alcuni livelli ormonali (come l’ormone follicolostimolante, FSH che il test Predictor Fertility Femminile va a rilevare. E’ uno degli ormoni che il corpo femminile impiega per regolare il ciclo e produrre gli ovuli maturi nelle ovaie).

Dal punto di vista maschile, invece, le cause possono essere riconducibili ad un basso numero di spermatozoi nel liquido seminale, che comporta un abbassamento delle possibilità per uno spermatozoo di riuscire a fecondare l’ovulo (la concentrazione dello sperma è l’indicatore della fertilità maschile che il rispettivo test Predictor Fertility va ad individuare).

Insomma, è chiaro come il mondo della fertilità rappresenti davvero una dimensione complessa e quanto sia fondamentale intraprendere il cammino della gravidanza insieme al proprio partner.

Quindi avere un alleato come Predictor Fertility, che ci dia la possibilità di eseguire un primo screening sullo stato della fertilità nella sicurezza e tranquillità delle nostre mura domestiche, può essere davvero un aiuto in più per affrontare serenamente il concepimento.

 

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Amore

50 Sfumature di grigio: kit di sexy toys in uscita col cofanetto

Siete delle tipe con gusti un po’ “particolari”? Non sapete ancora cosa chiedere per regalo al vostro compagno o ragazzo? Non preoccupatevi, ci pensa E.L. James, la scrittrice inglese autrice del bestseller Cinquanta sfumature di grigio.

Come? La James ha ben pensato di aggiungere un regalino particolare al cofanetto che contiene il set dei suoi ultimi romanzi: si tratta di un kit di sex toys (tanto per coronare i sogni proibiti di tutte le lettrici).

Gli oggetti del piacere sarebbero gli stessi utilizzati dal protagonista Christian Grey nella sua stanza segreta.

A parte la perplessità nell’apprendere la notizia, mi chiedo se davvero le fan della trilogia delle sfumature arriverebbero alla frusta! Ma poi mi chiedo anche: e se invece E.L. James avesse colto nel segno?

Non dimenticate che prima di diventare famosa era una comune casalinga del westside londinese e quindi conosce bene le “frustrazioni” di una desperate housewife!

La curiosità è tanta e, cercando sul Web, si può facilmente  scoprire cosa contiene il kit realizzato dalla Lovehoney. Fra i curiosi oggetti compaiono le palline Ben Wa d’argento, conosciute anche come palline delle geishe (per maggiori info, internet potrà aprirvi un nuovo mondo di giocattoli che sicuramente ignoravate!), immancabili le classiche manette, le maschere, i frustini e tanto altro ancora!

Non resta che aspettare che si avvicinino le feste natalizie!