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Caso Melania Rea: i segreti di Salvatore Parolisi e della Caserma Clementi

Si torna a parlare dell’omicidio di Melania Rea, la donna di Somma Vesuviana uccisa nell’aprile dello scorso anno da Salvatore Parolisi, e se ne torna a parlare a Quarto Grado, il programma condotto da Salvo Sottile, in onda  su rete 4.

A distanza di quasi un mese dalla condanna all’ergastolo del caporalmaggiore, accusato di aver ucciso la moglie con 35 coltellate, spuntano altri contributi inediti sulla vicenda; in particolare sulla vita di Salvatore Parolisi all’interno della Caserma di Ascoli Piceno, che potrebbe nascondere la chiave per trovare il movente dell’omicidio della donna.

La puntata inizia subito con la presentazione dei casi che verranno trattati durante la puntata, cioè quello di Melania Rea, Sarah Scazzi e Yara Gambirasio. Si parla subito del caso Melania rea.

Sabrina Scampini inizia con il ricordare la condanna all’ergastolo del caporalmaggiore e, subito dopo, si parte con un rvm. Dopo aver fatto per sommi capi il punto della situazione (che vede la Caserma Clementi oggetto di dubbi su presunti sporchi traffici), ci si chiede principalmente il perché Salvatore Parolisi, subito dopo la denuncia della scomparsa della moglie, al posto di collaborare con le forze dell’ordine è scappato in Caserma (si presume l’abbia fatto per cancellare delle tracce che collegherebbero la Caserma al delitto).

salvatore parolisiSi torna in studio e Sottile chiede un pare si allo psichiatra Picozzi, che ha dubbi su un possibile collegamento tra il movente del delitto e la Caserma Clementi e, in seguito, viene ascoltato anche il legale di Parolisi, che afferma che non è arrivato nessun provvedimento militare nei confronti del caporalmaggiore.

Si torna a parlare della Caserma e, a questo punto, c’è un intervento davvero particolare: viene mostrata l’intervista ad un’ex soldatessa (rigorosamente di spalle e che con voce camuffata) che racconta di quanto fosse rimasta stupita dalla tranquillità e la serenità che Parolisi ha mostrato subito dopo il delitto di Melania; tutto ciò aggravato dal fatto che, mentre il caporalmaggiore era sorridente in Caserma, continuava a mostrarsi addolorato e in lacrime davanti a giornalisti e televisione.

Inoltre, la donna intervistata racconta che, quando ancora il cadavere di Melania Rea non era stato ritrovato, entrando in una stanza ha visto il caporalmaggiore in atteggiamenti da “casca morto” con un’altra donna; cosa che ha ovviamente stupito ancora di più l’ex soldatessa. Niente viene detto, però, riguardi i presunti misteri della Caserma, di cui pare non ci a nessuna traccia.

Si torna in studio e la parola viene dati ai legali di entrambe le parti. Mentre l’avvocato della famiglia Rea sostiene l’impossibilità di un comportamento del genere da parte di un uomo che è in apprensione per la scomparsa della moglie, l’avvocato di Parolisi sostiene che ognuno reagisce a suo modo al dolore: c’è chi parte, c’è chi va a ballare (tutto ciò ha dell’assurdo) e c’è chi piange, quindi non si può giudicare una persona dalla sua reazione

Intanto, l’intera parte della puntata dedicata al caso Melania Rea  è accompagnata dal collegamento con l’inviata Alessandra Borgia che, con il Colonnello Michele Vicari, descrive ed “esamina” la Caserma Clementi di Ascoli Piceno.

La parola va ora all’inviato di Panorama Carlo Abbate, che concentra la sua attenzione sul perché Parolisi non dovrebbe raccontare i presunti segreti della Caserma, vista la condanna all’ergastolo che comunque non gli lascia scampo.

La trasmissione, a questo punto, si sposta sul caso Sarah Scazzi.

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