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Caso Marò: l’attenuante della buona fede eviterebbe la pena di morte

Sembrano giungere buone notizie sul caso dei due Marò Salvatore Girone e Massimo Latorre. A dare una luce positiva sulla vicenda sarebbe il ministro degli Esteri indiano Salman Kurshid che, durante un dialogo con dei giornalisti a Mosca, avrebbe spiegato come nella legge indiana esista l’attenuante “cruciale della buona fede”.

Se una persona agisce in buona fede – avrebbe sottolineato Salman Kurshid – non c’è colpevolezza penale“. Uno spiraglio dunque si apre nella complessa vicenda dei due Marò detenuti in India e il capo della diplomazia indiana ha voluto chiarire anche come l’agenzia investigativa nazionale scelta per le indagini, non Caso Marò attenuante buona fede pena di morte girone latorreagirà in base al Nia act, ma in base al provvedimento della corte suprema.

Questo significherebbe che non si andrebbe ad agire secondo il sistema che prevede la pena di morte per episodi di terrorismo, ma secondo quanto deciso dal tribunale speciale creato ad hoc, che poi “deciderà se ha competenza sul caso o se trasmetterlo ad un altro tribunale“.

Speriamo di ricevere presto notizie confortanti dall’India.

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