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Calabria: tangenti e corruzione in crescita, la crisi non ferma l’illegalità

La crisi non sembra fermare il malaffare, così da uno studio condotto da Demoskopica, su commissione della BCC di Rende, rivela che in Calabria la corruzione è in crescita del 61% e oltre 15.000 imprese hanno subito richieste di mazzette e bustarelle.

Secondo lo studio condotto per il 54% degli intervistati la corruzione sta aumentando, per il 41% è rimasta costante, solo l’1,5% ritiene che sia un fenomeno che non esista. Tra i settori più soggetti a vessazioni come le mazzette vi sono l’edilizia in primis, che per ovvie ragioni tra controlli e autorizzazioni è uno dei settori più facili da attaccare per velocizzare pratiche o chiudere un occhio; poi ci sono l’agricoltura e i servizi. A chiedere le bustarelle sarebbero politici e funzionari che hanno il potere di bloccare o sbloccare una pratica.

Ma fortunatamente aumentano anche le denunce, a significare che qualcosa si muove; ma al contempo analizzando il dato delle denunce sembra che negli ultimi anni la corruzione sia aumentata del 61% un dato impressionante.

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