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Bloomberg contro Banksy: deve essere fermato!

Mentre lo street artist Banksy continua ad incantare la città di New York, e continuerà a farlo per tutto il mese di ottobre, sembra che dai piani alti qualcosa, di quello che fa questo anonimo artista, non vada tanto a genio al sindaco in scadenza di mandato Bloomberg, che ha accusato l’artista di rovinare la proprietà privata.

La sua richiesta è quella dettata dal pugno di ferro: deve essere fermato. Ma come si fa a catturare una persona sconosciuta, la cui vera identità è un mistero e che per di più ha il totale sostegno della popolazione della Grande Mela?

A difesa di Bloomberg dobbiamo specificare che qualsiasi azione di arte urbana, e quindi di street art, non autorizzata è di fatto un’azione illegale, chi la compie va considerato un vandalo e quindi è passibile di punizioni che corrispondono al danno arrecato alla cosa pubblica. Su questo principio il Sindaco attuale di NY, ripetendo le parole del suo illustre predecessore Rudolph Giuliani, ha detto dei Graffiti: “un segno di perdita di controllo e di degrado e violano la proprietà breaking_news_pink_p2di qualcuno o la proprietà pubblica… non dovrebbero essere permessi”.

Ancora a favore di Bloomberg, diciamo che il lavoro di Banksy si sposta da parete a parete, con poco riguardo per ciò che  pubblico e ciò che è privato, tuttavia, nonostante questo, giornali, blog, siti e riviste inneggiano all’artista europeo, e metà della popolazione newyorkese è alla continua caccia delle sue opere nelle strade della città.

Avranno un bel da fare quindi le forze dell’ordine a coprire, agli occhi dei cittadini, le tracce del passaggio di Banksy!

 

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