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Berlusconi barzellettiere, Bersani vigile urbano… e Grillo si prende l’Italia

Mancano ormai 5 giorni alle elezioni politiche del 24-25 febbraio e sembra proprio che tutti si vogliano giocare il tutto per tutto, anche toccando il fondo. Silvio Berlusconi come ormai ci ha abituato punta sul nazional-popolare tra barzellette e gaffe su donne in politica. L’ultima ad un convegno di Coldiretti in Sicilia, dove racconta che lui aiuta il contadino, mentre la CGIL lo fa cornuto, per dirla in estrema sintesi, ma la barzelletta è durata quasi 5 minuti buoni, in cui anziché parlare del futuro dell’Italia si è solo sogghignato.

Pierluigi Bersani, invece, ospite ieri a Repubblica TV, si è definito un uomo capace di far dialogare anche Monti e Vendola, che stanno passando la campagna elettorale a punzecchiarsi e denigrarsi. Bersani ha così evidenziato che riuscirà a fare il vigile urbano tra i due qualora per governare il Paese ci fosse necessità dell’allargamento della coalizione al Senato, cosa ormai più che necessaria a sentire i ben informati, a meno di un reale “voto utile” in Lombardia di alcune frange montiane che si sposterebbero sul PD dandogli la vittoria in una regione chiave.

Mario_Monti_2Mentre Mario Monti stretto tra il teatrante e il pragmatico, cerca di giocare il jolly qua e là, cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Anche se ieri ha utilizzato toni molto forti, definendo il precedente Governo (quello Berlusconi per intenderci) come una massa di cialtroni, toni insoliti per un “tecnico” che si definisce moderato. A dimostrazione che la campagna elettorale si sta accendendo, forse per merito di Beppe Grillo che con il suo urlare in faccia alla gente sta svegliando anche la politica.

Già perché lo Tsunami Tour sta letteralmente calamitando l’attenzione di un mare di italiani, lo dimostrano le piazze che accolgono Beppe Grillo e gli attivisti del Movimento 5 Stelle in qualsiasi città, dal Nord al Sud: piazze piene, tanta gente e tanti voti, per un movimento che al primo colpo potrebbe salire sopra quota 20% diventando il secondo o terzo partito.

In tutto questo polverone si vedono poco Ingroia e Giannino, abbandonati dalla par condicio, ma a quanto pare neanche capaci di animare le piazze. Vedremo nel corso della settimana quale altre mosse e trovate ci regaleranno i sei candidati premier.

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