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Banca dati per il lavoro: un’opportunità per i giovani genitori precari

Da poco è stata istituita presso l’Inps la “Banca dati per l’occupazione dei giovani genitori precari” così come preannunciato dal Decreto del Ministero della Gioventù del 19 novembre 2010. Uno strumento che guarda al futuro, a cui possono accedere giovani madri e padri alla ricerca di un’occupazione stabile. Imprese private o società cooperative, che siano disposte ad assumere con un contratto a tempo indeterminato gli iscritti alla banca dati, riceveranno un incentivo di 5 mila euro per un massimo di 5 dipendenti ad azienda. Il fondo totale a disposizione ammonta a 51 milioni di euro.

mamma lavoroMa quali requisiti bisogna avere per iscriversi alla banca dati? È necessario avere un’età inferiore ai 35 anni, essere genitore di un figlio minore (legittimo, naturale o adottivo) ed essere titolare di un rapporto di lavoro precario: subordinato a tempo determinato, in somministrazione, intermittente, ripartito, di inserimento, collaborazione a progetto o occasionale, accessorio, collaborazione coordinata e continuativa (difficile immaginarne altri!).

Come fare per iscriversi? Collegandosi al sito del Dipartimento della Gioventù o a quello istituzionale dell’Inps, solo però dopo avere effettuato l’autenticazione dei dati attraverso l’inserimento di un codice Pin che gli interessati provvederanno a farsi rilasciare dall’Inps. Al termine della compilazione della domanda, l’utente riceve un codice identificativo univoco (Ciu) che gli permette di aggiornare il suo profilo.

Riuscirà la banca dati ad arginare il fiume in piena delle giovani madri che lasciano il posto di lavoro dopo la gravidanza? Il tasso di occupazione delle donne single è del 86,5% circa, quello delle donne che vivono in coppia con figli si aggira intorno al 51,5%.

 

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