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Da DNA a donna

Intimo bianco o intimo nero? Dipende dall’impatto emotivo che vogliamo creare!

È stato divertente leggere in Internet le risposte brevi a questa domanda. Quella che mi ha fatto sorridere di più è stata quella di un uomo che ha scritto: “Nel dubbio meglio non metterlo”.

Battuta simpatica e cosa anche possibile da realizzare con la giusta preparazione e con un clima atmosferico adatto.

Intimo bianco donnaProvate ad immaginare di slacciare un abito intero, farlo scivolare a terra e far venire fuori un corpo nudo e crudo… ops, volevo dire nudo e sodo! Ma non sempre è possibile girare senza intimo e allora quando dobbiamo scegliere tra un intimo bianco e un intimo nero cosa preferiamo indossare?

Al di là della questione del contrasto, cioè pelle bianca intimo nero e viceversa, sarebbe interessante sapere quali immagini fa sorgere il colore bianco o nero. Escludiamo, per ora, gli intimi monocolore o a fantasie.

Il bianco di solito viene giudicato roba da ospedale o roba della nonna o roba da ragazzine, ma bisogna fare dei distinguo. Che in ospedale si indossi prevalentemente il bianco può essere anche vero, nonostante il più delle volte non si indossi proprio nulla. Che sia roba della nonna, dipende… certo, se parliamo dei mutandoni siamo d’accordo, ma oggi i veri mutandoni non li indossa più nessuno, nemmeno le donne in sovrappeso. Infine, che sia un colore da ragazzine non mi sembra per nulla vero, le adolescenti scelgono fantasie e tagli da far sognare, altro che!

Insomma, l’intimo bianco non ha nulla da invidiare all’intimo nero in quanto ad intensità erotica e sexy appeal.

Ma cosa possiamo dire sull’intimo nero? La prima Intimo nero donnacosa è che con questo colore si potrebbe anche girare per casa senza apparire mezze nude. In fondo, il nero, “veste” e vestendo ci si può presentare con meno imbarazzo agli occhi di estranei. La carica sessuale cha ha in sé, secondo me deriva dalla qualità aggressiva del colore. In generale, se ci si veste di nero appariamo più aggressive e forti che se ci vestissimo di bianco. Il colore bianco è simbolo di purezza, il nero di mistero… sono dati di fatto.

E allora, cosa scegliamo, bianco o nero?

Beh, dipende… dipende dall’impatto emotivo che vogliamo creare. Dipende da chi ci troviamo davanti, da ciò che vogliamo raggiungere. Vogliamo solo stuzzicare o provocare esplicitamente? Vogliamo solo far “vedere senza toccare” o vogliamo far vedere, liberarci e godere?

Insomma… l’abbigliamento intimo, quando non è solo per sé, quando non è solo una questione pratica ma qualcosa per l’altro, è qualcosa di intricato e intrigante. A voi la scelta.

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Amore

La questione della suocera: consigli per l’uso!

La maggior parte delle coppie è afflitta dalla questione suocera, su questo non c’è dubbio.

Abbiamo due macro-tipologie di suocera: la madre di lui e la madre di lei. Le dinamiche sono diverse tra suocera-genero e suocera-nuora. Tra le due la più conflittuale e dolorosa è sicuramente quella tra suocera e nuora, poiché la rivalità tra due donne non ha paragoni rispetto alla rivalità tra uomo e donna, checché se ne dica.

Vediamo cosa succede quando una sposina ha a che fare con la madre di lui.

suocera moglie marito consigli famiglia problemi divorzio crisi mammaInnanzitutto la sposa deve convivere con l’accusa e il rancore della suocera per averle portato via il figlio. Oh, certo, non lo dirà apertamente (anche se a volte succede anche questo), ma lo farà capire, lo esprimerà attraverso mille tattiche “disturbanti” la quiete coniugale… tipo quegli inutili inviti a cena con la scusa di “far trovare tutto pronto e non perdere tempo”. E mille altre tattiche, che ognuna di noi può riscontrare nella propria vita familiare.

La madre vuole ancora il figlio maschio accanto a sé, in un modo o nell’altro, e la nuora per quanto graziosa, educata, dedita alla famiglia possa essere, resta pur sempre colei per la quale il figlio ha lasciato le braccia calde del covo materno. È sul petto della moglie che si distende per trovare conforto e piacere, non più sul petto della madre. Ahimé, che destino crudele!, dice la suocera. Da qui, appunto, nasce pian piano una sottile e subdola rivalità con la nuora, che si esprime principalmente attraverso la manipolazione. La manipolazione si attua attraverso le cene inutili, oppure attraverso la cura dei bambini, quando ci sono, oppure attraverso qualche manutenzione in casa richiesta al figlio, oppure attraverso la premura di stirare per la nuora cosicché poi il figlio possa andare a ritirare la biancheria così da passare un po’ di tempo con lei, ecc. Insomma, sono veramente infinite le occasioni per manipolare la situazione con la scusa della disponibilità e del bene dell’altro.

Questo è il punto da smascherare senza pudore se non si vuole vivere una vita da inferno. Purtroppo non sempre è possibile, innanzitutto perché lui, il marito della sposa, nega che esista il problema; eh sì, spesse volte lui non si rende conto della situazione e questo fa sentire la moglie sola di fronte alla rivalità subdola della suocera. Altre volte, è la donna stessa a non rendersi subito conto della manipolazione. All’inizio potrebbe farsi ingannare dalla benevolenza e dalla disponibilità della suocera, ma poi arriva sempre il momento in cui si aprono gli occhi, e a volte è troppo tardi, perché ormai la suocera ha preso troppo potere e ha praticamente distrutto la pace coniugale.

Poi abbiamo la seconda categoria di suocere, quelle che sono suocera famiglia moglie marito problemi coppiala madre di lei. Qui, diciamo che la rivalità si svolge “in famiglia”, nel senso che il rapporto madre-figlia è un rapporto principalmente di continuità, piuttosto che di rivalità, anche se appare come rivale.
Ed è a motivo di questa continuità che per il genero vale il detto: conosci la madre per capire come è e come sarà la figlia. È così, non c’è nulla da fare e le donne più invecchiano e più tendono ad assomigliare alla madre, non solo fisicamente, ma soprattutto in quelle che sono le dinamiche psicologiche.

In presenza di una suocera invadente, il genero di solito lascia fare, come sempre, perché ritiene che sia un problema tra madre e figlia nel quale lui non è tenuto a mettere becco. Questo suo atteggiamento di indifferenza è spesso giustificato dalla volontà implicita delle due donne, della madre-figlia, che tendono a tagliarlo fuori. Qui è la donna a dover fare i conti con la propria madre, non in quanto figlia, ma in quanto moglie e madre a sua volta. La lotta è tra maestra e discepola e le pressioni della madre si concentrano principalmente sul confronto tra quello che farebbe lei (che è sempre il meglio) e quello che fa la figlia (che è spesso inadeguato). E i meccanismi di manipolazione tra madre e figlia si sprecano.

In conclusione possiamo dire che la condizione della donna è sempre difficile, perché lei stessa è causa del proprio male e del male quotidiano. Dobbiamo ammetterlo, mie care amiche donne, dobbiamo ammetterlo perché come dice una fonte autorevole “la verità vi renderà liberi”.

Ecco, quindi… fare verità sui nostri meccanismi psicologici è un primo passo verso la libertà.

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Amore

Profumo di Vulva, essenza all’intimo femminile

Da qualche anno è in commercio una essenza all’intimo femminile, cioè il cosiddetto Profumo di Vulva.

vulva profumo donnaPotete visitare il sito ufficiale www.vulva-original.com e vedere quanto successo abbia avuto. 5 mila “I like”, 460 “Follow” e 19 G+. Questo solo per il sito di Vulva, poi anche tutti i siti che hanno parlato di questo prodotto hanno avuto molte “reazioni positive”. È stato chiesto anche a me di parlare di questo “Profumo”, che in effetti non è un profumo, ma una essenza… da usare in privato, mi raccomando, non sognatevi di spruzzarlo addosso al mattino prima di andare al lavoro, a meno che non vogliate attirare tutti i maschi che vi passano vicino. Già, perché sembra che questo profumo sia una bomba erotica per tutti coloro che l’hanno odorato. In alcuni commenti che ho letto in Rete si dice che un solo spruzzo ha come effetto 4-5 seghe di seguito! Meglio del viagra, praticamente. E ad un costo modesto, cioè una ventina di euro.

Che dire? Profumo di Vulva è adatto a un “pubblico” amante degli odori. Ognuno si eccita a modo suo. Io personalmente preferisco vista e tatto, agli odori e sapori, ma è questione di gusti, ovviamente. Fosse per me, Viva Eros, la società che ha prodotto questa essenza potrebbe anche fallire, ma per fortuna non siamo tutti uguali e a quanto pare, di gente che ama odori e sapori ce n’è molta.

Il senso dell’odorato, come quello del gusto, è un senso molto primitivo, molto animale… molto carnale, nella sua forma viva, fatta di secrezioni, sudore, puzze… è quella roba lì, grezza e crassa… molto impulsiva. Legata alla fase orale, dove la bocca ha un ruolo fondamentale nella sopravvivenza. Attraverso la bocca assumiamo il cibo, che abbiamo prima odorato e che poi assaporiamo.

Questo Profumo di Vulva mi rimanda al comportamento degli animali, cioè a quel “segnare il territorio” per questioni di potere o per questioni di branco. Un profumo che potrebbe essere classificato come stile underground, se non fosse per la confezione elegante, poco adatta, secondo me, meglio sarebbe stata una grafica diversa, magari con dei graffiti e qualche animale tipo una tigre o una pantera.

Sembra che questa essenza venga usata soprattutto dagli uomini per eccitarsi… sempre nei commenti ho letto critiche tra i maschietti che davano degli sfigati a coloro che non avendo a disposizione una vulva vera si accontentano dell’essenza. Ma questo potrebbe essere semplicemente una lotta tra maschi per la contesa delle femmine.

Ma le donne lo usano? Ho letto che qualcuna lo ha usato durante il rapporto per stuzzicare di più il partner… forse era qualcuna con una secrezione ormonale blanda… mah.

Ad ogni modo, bando alle chiacchiere!  Se siete amanti degli odori non vi resta che provarlo.

 

http://www.youtube.com/watch?v=R8MPT8HokTo

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Amore

La qualità della gelosia è strettamente legata alla qualità dell’amore

La volta scorsa ho parlato della gelosia come qualità morale, come una qualità tra altre qualità che va a formare la nostra persona nella sua interezza. Negavo il principio secondo il quale la gelosia viene considerata una sorta di patologia della sfera psicologica, per cui la gelosia è causata da disistima, vuoto esistenziale, insicurezza, ecc.

gelosia qualità coppia amore carattere tradimentoPer comprendere cosa sia la gelosia dobbiamo capire cosa significa amare… immagino la vostra perplessità, più che lecita dal momento che sono millenni che si indaga sul tema dell’amore e ad oggi non abbiamo ancora una risposta definitiva e mai l’avremo, perché l’amore non esiste.

Capisco che è un’affermazione forte, ma cercate di seguirmi nel ragionamento.

Quando dico che l’amore non esiste, intendo dire che non esiste come “cosa”, come “realtà” a se stante. L’amore non è in alcun luogo, l’amore è semplicemente una parola per definire un certo tipo di relazione tra due persone (o più persone). Si parla di amore materno, di amore universale, di amore per gli animali, ecc. Il “sostantivo” amore ha bisogno di una specificazione, che nel nostro caso è amore di coppia.

Ma dire amore di coppia, o amore coniugale, non basta ancora. Questo amore coniugale è stato troppo spesso e troppo a lungo semplificato e “stereotipizzato”.

L’amore coniugale, o amore di coppia, andrebbe, per ogni singola coppia, specificato, andrebbero descritte le modalità di espressione di questo amore, innanzitutto. Perché è la “qualità” dell’amore a darci la misura della “qualità” della gelosia. Se l’amore di coppia vuole essere un amore esclusivo, inevitabilmente tutti coloro che insidiano questa esclusività sono visti come delle minacce… ed è giusto che sia così, perché così è. L’esclusività ha delle implicazioni e delle conseguenze molto forti, delle quali occorre essere pienamente consapevoli.

Questo non significa che non bisogna avere rapporti con altri, ci mancherebbe, ma tutti gli altri rapporti dovranno avere delle modalità tali da non minacciare l’amore di coppia esclusivo, il quale è tanto forte quanto fragile e di conseguenza va custodito e preservato, quello che dovrebbe fare la fedeltà, appunto.

Quindi, in questa ottica, la gelosia non è altro che la reazione a una potenziale minaccia.

Prima di reagire, tutte noi, facciamo delle valutazioni, gelosia amore coppiavalutiamo se effettivamente ciò a cui siamo profondamente legate, cioè l’amore esclusivo, sia minacciato, sia in pericolo, se rischiamo di perderlo. Dopo queste valutazioni, e solo dopo sottolineo, possiamo permetterci di “reagire”, cioè di fare scattare la gelosia. Se lo facessimo prima la gelosia sarebbe qualcosa di infondato e molto probabilmente di patologico.

Ma voi direte, cosa c’entra tutto questo con la gelosia come qualità morale?

Siccome dicevo che le qualità morali sono quelle qualità legate alla vita complessiva di una persona, voi capite bene come la gelosia sia legata al nostro modo di vivere l’amore, che è il nostro modo di relazionarci all’altro. Diventare consapevoli della qualità del nostro modo di amare ci porterà a diventare consapevoli del nostro modo di reagire alle minacce e ci permetterà di diventare consapevoli della nostra gelosia.

E allora la domanda da farci… come vedete noi qui di domande ce ne facciamo molte… la domanda da farci non è tanto “sono gelosa non sono gelosa, lo sono tanto o poco”, quanto piuttosto chiederci: come amo il mio partner o la mia partner e come lui o lei ama me”, “qual è la qualità del nostro amore”?

Se riuscissimo a dare una risposta soddisfacente sulla qualità del nostro amore, riusciremmo anche a dare una risposta sulla qualità della nostra gelosia e, in definitiva, a comprendere un po’ più noi stesse, riusciremmo ad essere un po’ consapevoli di noi stesse, di ciò che stiamo facendo e di cosa semmai vorremmo fare o non fare.

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Amore

La gelosia è una qualità morale

La gelosia è fondamentalmente la paura di perdere ciò che si pensa di avere, nel nostro caso di perdere o di non possedere totalmente la persona che amiamo. Parliamo quindi della nostra gelosia verso il partner e non della gelosia rivolta verso di noi.

gelosia carattere coppiaSono state dette molte cose su questo sentimento, esse si basano fondamentalmente sul principio che la gelosia è causata da una nostra mancanza psicologica. In parole povere: non abbiamo abbastanza stima di noi stesse, siamo troppo dipendenti dall’altra persona, abbiamo un vuoto interiore, siamo dominate dall’insicurezza, ecc.

Ora, se tutto ciò fosse vero, e in alcuni casi è proprio vero, allora il problema non sarebbe la gelosia in quanto tale, ma una fragilità psicologica che coinvolge tutte le sfere della vita; sarebbe un disturbo della personalità da curare per ritrovare un equilibrio e una vita serena. Ma qui siamo nel campo della patologia e le patologie vanno ovviamente curate. Ma la gelosia, in sé, non è annoverata nell’elenco delle patologie, nessun medico o psicologico scriverebbe su una cartella clinica: diagnosi = gelosia. Ma allora perché “patologizzare” la gelosia con i discorsi sull’insicurezza, disistima, vuoto esistenziale?

Io vorrei proporre un approccio diverso alla gelosia e considerare la gelosia per ciò che in realtà è, cioè una qualità morale, al pari della generosità o dell’egoismo, della temperanza o dell’intemperanza, ecc.

Le qualità morali sono quelle qualità legate alla ragazza gelosavita complessiva di una persona. L’insieme del nostro essere e della nostra esistenza, la struttura della nostra vita quotidiana, i pensieri che ci accompagnano durante la giornata, gli stimoli ai quali ci sottoponiamo, i desideri che coltiviamo, le scelte concrete che facciamo, i sì e i no che diciamo, ecc… Ecco, tutto questo ci fa essere in un determinato modo, ci fa essere ciò che siamo, e ciò che siamo è manifesto attraverso le qualità che ci sono proprie. Qualità che si sono create durante il processo di crescita e che quotidianamente andiamo ad alimentare o meno o a crearne delle altre.

La gelosia, allora, non è altro che una qualità in mezzo ad altre qualità. E’ una qualità alla quale ci siamo “educate” in un determinato modo, magari patologico o equilibrato, ma che possiamo decidere di coltivare o meno, di coltivare in un certo modo o in un altro… Tutto dipende da ciò che vogliamo essere, da ciò che scegliamo di essere.

Non dobbiamo sostenere uno spontaneismo infantile, perché questo non è altro che la manifestazione di una personalità immatura; dobbiamo piuttosto “prendere in mano la nostra vita”, come si suol dire e cercare di capire cosa stiamo facendo, cosa siamo e dove vogliamo andare. È il principio della consapevolezza di sé, sul quale tanto insisto nei miei post.

Per ora vi lascio con questi spunti di riflessione, la prossima volta cercherò di descrivere le caratteristiche della gelosia e il suo significato in quanto qualità morale.

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Amore

Tra sguardo e cuore: cosa succede quando guardiamo una persona che ci piace?

Qui entriamo nel mondo dei messaggi non verbali, cioè dei messaggi che invia il nostro corpo. Questi sono principalmente di tre tipi: posturali, gestuali e, quello che interessa a noi qui, visivi.

sguardo amore occhi cuoreSi chiama oculesica la scienza che studia il comportamento dell’occhio, del contatto attraverso gli occhi. Esso studia la forma degli occhi, la distanza tra loro, il colore, ecc. La vista, insieme all’udito, è uno dei canali di ingresso delle informazioni dal mondo esterno più importante del nostro corpo. Addirittura l’occhio umano è capace di rispondere ad un milione e mezzo di segnali simultanei. Ma l’occhio è solo la parte hardware, diciamo così, una parte importantissima, ma insieme all’hardware c’è sempre un software e, nel nostro caso, lo sguardo possiamo considerarlo come il software attraverso il quale manifestiamo le nostre emozioni agli altri e riceviamo emozioni dagli altri.

Si usa dire che lo sguardo è lo specchio dell’anima e in effetti è così. Se sappiamo osservare con attenzione lo sguardo di una persona possiamo sapere, o almeno intuire, molte cosa di lei. Capiamo se lo sguardo è attento o distratto, o ossessivo e invadente, oppure riservato o sfuggente. Dallo sguardo capiamo se l’altro è arrabbiato o triste o felice. Anche studiando la direzione dello sguardo possiamo capire alcune cose importanti, che la oculesica si premura di descrivere dettagliatamente.

Ma cosa succede tra sguardo e cuore? Voglio dire, cosa succede quando guardiamo una persona e soprattutto quando siamo guardate da una persona che ci piace? Succede che il cuore comincia a battere forte perché siamo emozionate da quello sguardo, perché ci piace averlo addosso o posarlo addosso.

Di solito scoppiano scintille tra sguardo e cuore, come se ci fosse una linea ad alta tensione tra gli occhi e il nostro centro emotivo. Quello sguardo ci penetra nel cervello e fa accelerare il battito cardiaco e procura uno stato di eccitazione generale e “localizzato”. Ci sentiamo sciogliere, ci sentiamo penetrare da quello sguardo, ci sentiamo avvolgere… Tutte espressioni che rimandano ad azioni del corpo intero, ma che in questo caso si concentrano tutte nella potenza dello sguardo.

E questo sguardo ci fa sentire preziose, importanti, desiderabili, amabili… e tutto si schiude, anche il nostro sguardo si schiude e diventa “tondo”, morbido, dolce. E insieme allo sguardo che si apre sentiamo anche l’anima aprirsi e rilassarsi. E allora tutto diventa bellissimo… ed è dolce perdersi.

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Amore

Innamoramento a prima vista: istruzioni per l’uso

Sull’innamoramento a prima vista occorre fare una distinzione fondamentale. I casi in cui l’innamoramento è unidirezionale, cioè solo uno si innamora, e i casi in cui l’innamoramento è bidirezionale, entrambi si innamorano reciprocamente a prima vista.

amore a prima vistaPer una e per l’altra categoria andrebbero fatti discorsi diversi, perché diverse sono, ovviamente, le implicazioni e, soprattutto, le conseguenze.

Alcuni ricercatori che si dedicano allo studio del fenomeno dell’innamoramento a prima vista, di solito partendo dall’osservazione degli animali, in alcuni casi addirittura degli insetti, ma generalmente dei mammiferi, arrivano a dire che è un fenomeno spiegabile su base fisico-chimica-endocrina, spazzando via qualsiasi residuo di romanticismo… al quale, tra l’altro, siamo maledettamente attaccate.

La Natura segue le sue proprie leggi e la legge regina della Natura è la conservazione della specie. Quindi, gli scienziati ci dicono che quando veniamo fortemente attratti “a prima vista” da una persona, tanto da sentirci “innamorate”, in realtà in noi sta agendo la “potenza della natura”, che attraverso reazioni chimiche e ormonali ha individuato il soggetto come “potenzialmente” adatto alla riproduzione e quindi alla migliore conservazione della specie.

Questi meccanismi biologici sono sicuramente validi nel regno animale e anche in noi umani che, volenti o nolenti, siamo pur sempre fatti di corpo biologico e quindi soggetti alle leggi naturali dei corpi biologici, ma… ed ecco che arriva la consolazione per molte mie lettrici… ma, noi umani siamo fatti non solo di corpo, ma anche di mente e nella mente si registrano, diciamo così, delle tracce culturali e delle tracce psicologiche.

Perciò, noi, a differenza di qualsiasi animale, per ragazza innamorata uomo idealespiegare il fenomeno dell’innamoramento a prima vista dobbiamo tenere conto non solo del nostro istinto biologico, ma anche e soprattutto dei nostri condizionamenti culturali e delle nostre caratteristiche psicologiche. Quindi, se io mi “innamoro” di un uomo a prima vista, prima ancora di chiedermi se mi sono innamorata perché lo ritengo l’uomo migliore per farci un figlio sano, bello e forte, dovrò chiedermi, se voglio indagare sul perché sono così fortemente attratta, in caso contrario, viviamoci il momento “poetico” e non pensiamoci più… dicevo, dovrò chiedermi quali sono le “cose” che mi stanno attraendo e perché.

Occorre fare un’analisi di noi stesse e dell’altra persona; è l’occasione giusta per intraprendere, qualora non si fosse già fatto prima, un percorso di conoscenza di sé, in modo da essere un po’ più consapevoli di ciò che ci sta capitando e in modo che, passato lo scombussolamento iniziale, noi possiamo scegliere con maggiore consapevolezza l’altra persona.

E se l’attrazione è reciproca, e non malauguratamente unidirezionale, iniziare un rapporto serio che potrebbe portare anche ad una unione stabile (matrimonio o convivenza) e da ultimo alla decisione di fare un figlio insieme.

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Amore

Sexy toys: i giocattoli del piacere

Avete mai pensato di utilizzare i sexy toys per aumentare il vostro piacere sessuale, solitario o di coppia che sia? E Perché no?
Con i giocattoli possiamo scatenare la nostra fantasia e dare il via a piaceri non ancora esplorati. E sono molti, credetemi.

sexy toys giochi eroticiPossiamo utilizzarli da sole, nei nostri momenti di intimità con noi stesse, mentre siamo a letto o mentre facciamo il bagno e ci viene una certa voglia… oppure possiamo utilizzarli durante il rapporto sessuale. Essi non devono essere considerati dei corpi estranei, ma semplicemente degli strumenti che possono aumentare il piacere. Certo, se si è in due l’uso del sexy toy deve essere accettato da entrambi… mai fare qualcosa che non sia gradito, soprattutto a letto!

I toys si dividono per categorie, abbiamo dildi, vibratori, anali, palline, ecc. In commercio possiamo trovare forme e dimensioni diverse, anche colori diversi, materiali di diversa consistenza… c’è veramente l’imbarazzo della scelta.

Potete acquistarli online oppure nei vari sexy shop offline. Attenzione, non dovete immaginare questi negozi come ambienti bui e ambigui, ormai la maggior parte dei sexy shops offline sono normalmente visibili, con vetrine a vista dove trovate esposti dei capi sexy. Infatti, essi non vendono solamente toys, ma anche abbigliamento sexy, calze, gonne, scarpe, top, bigiotteria e vari accessori per il piacere, lubrificanti, oli, profumi, oltre a dvd e riviste.

Quindi, non abbiate timore ad entrare in un sexy shop, anche solo per semplice curiosità. Nella maggior parte degli negozi sexy i commessi (o le commesse) sono spesso giovani molto educati e discreti, che all’occorrenza sanno consigliarvi con competenza e con garbo.

Detto questo… ora godetevi il piacere!

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Amore

Esiste l’uomo giusto?

Esiste l’uomo giusto? Quante volte ci siamo fatte questa domanda, ma insieme a questa dovremmo anche domandarci “giusto per cosa?”. Perché un uomo non può essere giusto per tutto, magari è un buon marito ma un pessimo padre o viceversa, come magari potrebbe essere un uomo ordinatissimo, ma ci tratta con freddezza.

esiste l'uomo giusto ?Quindi la domanda di fondo è: cosa vogliamo da un uomo? Tutto non possiamo volere, perché non è possibile avere tutto da una sola persona. L’esperienza ci ha insegnato a scendere a dei compromessi. I compromessi vengono percepiti come delle rinunce, ma più che rinunce vere e proprie essi sono piuttosto l’accettazione di una scala di valori, o meglio, di una scala delle priorità. In questa scala noi mettiamo in cima le caratteristiche e le qualità più importanti, per poi degradare verso le qualità meno determinanti per la serenità della coppia e della famiglia.

Quindi, alla domanda “esiste l’uomo giusto?” possiamo rispondere “sì, esiste!”. È possibile trovare l’uomo giusto ed è possibile stare bene con qualcuno, basta non pretendere tutto da lui. In questo credo stia il segreto di una coppia felice. Voi cosa ne pensate?

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Amore

La favola del Principe Azzurro: consigli per l’uso

Il principe azzurro è un personaggio tipo che appare in molte fiabe tradizionali, come Biancaneve, La bella addormentata e Cenerentola.

favola principe azzurroEgli è un giovane uomo, un principe, non uno qualunque, ed  è bello, coraggioso e romantico. Soccorre la damigella, fragile, che è in pericolo, per esempio, è vittima di incantesimi o prigioniera di un orco cattivo. Superando un certo numero di prove riuscirà alla fine a liberarla ed inevitabilmente sboccerà l’amore tra lui e lei.

Ora chiediamoci per quale motivo ancora oggi alle bambine viene letta o fatta vedere in DVD, questa fiaba? Perché le donne, in età adulta e peggio ancora le mamme che propinano questa fiaba alle loro figlie, desiderano ancora il principe azzurro (o qualcuno simile) per se stesse e per le loro bambine?

Perché, ammettiamolo, molte donne ancora oggi desiderano in cuor loro un bell’uomo che le liberi da qualcosa o da se stesse e del quale innamorarsi perdutamente. Come mai le donne non hanno ancora compreso che non sono più prigioniere di incantesimi e di draghi, che esse non sono prigioniere o di sicuro non lo sono né più né meno di quanto possano esserlo gli uomini.

Come mai da una parte rivendicano la parità di diritti e dall’altra leggono La bella addormentata alla propria figlioletta? Non si rendono conto che in tal modo insinuano nella mente fragile della bimba una percezione errata di sé? Quando le donne smetteranno di farsi del male da sole?

E se c’è proprio qualcuna che non riesce a rinunciare a leggere principe azzurroe a mostrare le fiabe di vari principi azzurri alle bambine, allo stesso modo allora dovrebbero leggerle e mostrarle ai maschietti, altrimenti questi maschietti, che solitamente crescono con il calcio e le costruzioni, quando impareranno ad agire da principi azzurri? Se a loro, maschi, non è mai stata letta la fiaba del principe azzurro (perché è roba da femminucce), da adulti tutto sapranno fare fuorché il liberatore, il protettore e il romantico.

Le donne e le madri sono responsabili del perpetuarsi di questa disparità di trattamento tra le bambine e i bambini. E così facendo tirano su delle donne che si porteranno dentro un ideale di uomo per il quale gli uomini non sono stati educati, oltre ad una percezione di sé come donna, debole e mancante di una parte, bisognosa di salvezza.

Credo sarebbe ora di smetterla con i principi azzurri e le damigelle o le povere bambine. Che le bambine siano educate seriamente a diventare donne del III millennio e i bambini a diventare uomini del III millennio. Al bando Biancaneve, Cenerentola e La bella addormentata.

Non è più tempo per noi donne di fare le belle addormentate.