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Attentato di Boston: le storie di Martin Richard e Krystle Campbell

Mentre la Polizia e l’FBI lavorano per definire i mandanti e gli esecutori del sanguinoso attentato di ieri al traguardo della Maratona di Boston, si cominciano a conoscere le storie delle vittime e degli angeli di quei tragici momenti. Due storie colpiscono più di altre, quelle di due vittime delle bombe: il piccolo Martin Richard morto ad 8 anni mentre aspettava l’arrivo del papà e quella della giovane Krystle Campbell che per uno scambio di persona è stata data per viva fino a dopo 12 ore dall’esplosione.

Boston_Attentato_MortiLa storia simbolo dell’attentato resterà sicuramente quella di Martin e della sua famiglia. Infatti, Martin, la mamma e la sorellina erano in attesa dell’arrivo di papà Bill Richard, tutti e tre sono stati investiti dall’esplosione e la famiglia è stata letteralmente stravolta. Martin a soli 8 anni è morto colpito in pieno dalle schegge della bomba, la mamma è tra coloro che versano in gravissime condizioni e lottano contro la morte, con grossi danni alla testa e al cervello; ed infine, la piccola sorellina di Martin ha perso una gamba, ma fortunatamente non rischia la vita.

Insomma, la più classica delle famiglie americane è stata spazzata via dall’attentato e questa immagine, è quella che più turna i sonni di americani e occidentali in genere, essere colpiti in un momento di normalità e di gioia come l’arrivo della maratona ieri a Boston.

Con la storia di Martin Richard si intreccia quella di Krystle, una giovane ragazza che per uno scambio di persona è stata data per salva fino a quando il papà entrato nella camera di ospedale in cui doveva essere la figlia, ha trovato nel letto l’amica Karen e non la figlia. Solo dopo i medici hanno capito l’errore commesso e la giovane Krystle Campbell era invece tra le tre vittime dell’attentato, centrata in pieno dall’esplosione. Un incubo, che nessuno mai vorrebbe vivere… prima la speranza e poi la disperazione di aver perso la giovane figlia.

Due storie simbolo di quest’America ferita, molti dicono allo stesso modo dell’11 settembre, che intanto cerca i colpevoli e una ragione, per farsi forza e reagire all’ennesimo vile attacco, senza senso, senza alcun tragico senso…

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    mogol_gr
    17 aprile 2013 Reply

    Basta con le maratone.

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