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Amanda Todd: vittima del cyberbullismo, suicida a 14 anni

“Stay Strong”  rimanere forte, è la frase tatuata sul braccio di Amanda Todd, la ragazza 15enne di Vancouver che si è suicidata lo scorso 10 ottobre, dopo aver pubblicato un video shock in cui annunciava di voler metter fine alla sua vita.

Purtroppo, Amanda non è riuscita a trovare pace nella sua breve esistenza e la frase sul braccio è stata coperta dai tagli.

Tutto è iniziato circa un anno fa, quando la ragazza conosce un uomo tramite Facebook. Al ragazzo bastano pochi complimenti per conquistare la giovane Amanda, che accetta di mandargli delle foto in cui è nuda.

Inizia così l’incubo della giovane canadese, perseguitata da quelle foto che dopo un anno sono state pubblicate su Internet e inviate a tutti i suoi amici e famigliari.

“Non posso più riavere quelle maledette foto … sono lì fuori per sempre” scrive Amanda, assillata da un pensiero che la logora lentamente e la costringe a cambiare scuola per la vergogna e le ingiurie postate di continuo sul suo profilo Facebook.

vittima del cyber bulllismo a 15 anni

Intanto, gli unici rimedi al dolore diventano l’alcol e la droga. Un vortice che ingloba Amanda e la porta a  fare ancora scelte sbagliate, a incontrare altri uomini e ricevere nuove delusioni. Errori che portano con se nuovamente minacce e spingono Amanda verso il tentativo di suicidarsi.

A seguire arriverà la terapia, ma non aiuterà molto Amanda, che cadrà ancora nell’overdose.

“Perché devo pagare così per gli errori che ho commesso?”.

Amanda continua ad essere perseguitata sul web e si sente sempre più sola.

Quando si hanno 15 anni tutto si amplifica, il primo amore può sembrare la storia della tua vita e una delusione può diventarne il dramma più grande. Purtroppo, per Amanda, il mondo era tutto un dramma e nessuno le ha mai dato ascolto.

Nemmeno quando ha cercato di dire a tutti quanto fosse depressa e in difficoltà.

Il suo grido di aiuto dura 8 minuti e 55 secondi, racchiusi in un video di YouTube (che troverete alla fine dell’articolo). Lei non parla: è possibile vedere solo parte del volto della ragazzina che fa scorrere 74 biglietti in cui racconta di essere vittima di quello che oggi si definisce “cyberbullismo”.

Ma Amanda non è che un’altra vittima di un mondo indifferente, quello della scuola: un mondo in cui se non sei accettata, allora significa che non sei parte di niente e non hai amici.

È doloroso guardare il video pensando di non aver potuto fare nulla per aiutare Amanda, è inaccettabile lasciare che una 15enne si tolga la vita perché nessuno ha risposto al suo grido di aiuto.

Non posso non pensare ad una frase  di Gustav Birth:

“Ogni persona che incontri sta lottando con i propri problemi. Sii gentile con lei. Non potrai risolverli al suo posto ma la tua gentilezza forse la incoraggerà a non rinunciare. La tua gentilezza può essere un miracolo che stava aspettando. Spesso, senza saperlo, facciamo veri miracoli”.

Purtroppo, Amanda non ha mai ricevuto quel sorriso che avrebbe potuto salvarla.

watch?v=ej7afkypUsc

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2 Comments

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    marianne
    15 ottobre 2012 Reply

    Si tratta di una tragedia quello che è successo a questa ragazza e la sua famiglia. Come madre sono costernato e un po 'frustrato. Il mio compagno e ho installato il software libero sassreport che permette di monitorare l'attività dei nostri figli su Internet. Questa volta siamo in grado di rilevare se il bambino sta vivendo cyberbullismo. L'ho trovato qui sassreport [dot] com

  • avatar image
    laura
    17 ottobre 2012 Reply

    quando in casa si deride ..senza far capire la gravità dell'atto..del gesto compiuto..il ragazzo afferra il meccanismo di sfottò nei confronti del più debole..si certo la società..la scuola devono fare la loro parte.ma il buon esempio parte esclusivamente dalla famiglia.che è l'esempio ....il risultato è sotto gli occhi di tutti..una ragazzina fragile che si affacciava al mondo dei coetanei..vittima un ragazzo privo di sensibilità rubandole la vita.

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