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Amanda Knox rivela di aver pensato al suicidio mentre era in carcere

Amanda Knox ha rivelato di aver pensato al suicidio, dopo la condanna per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. La ragazza americana ha passato quattro anni in cella a Perugia, dopo essere stata accusata per l’omicidio della ventunenne compagna Meredith, prima che il verdetto prendesse una diversa piega nel 2011.

Nelle sue memorie, che saranno pubblicate alla fine di questo mese, la venticinquenne rivela che ha pensato di soffocarsi con una busta di plastica. La scioccante rivelazione è una delle tante nel libro di 484 pagine “Waiting to be Heard” (“Aspettando di essere ascoltata”).

Knox rivela anche, che mentre viveva a Perugia, amanda knox suicidio carcere“la marijuana era diffusa come la pasta”. Inoltre, Amanda aggiunge: “Ho cominciato a capire come ci si possa sentire imprigionati dentro la propria vita, così disperati da volerne fuggire, anche se questo significa non esistere più”.

Knox e Raffaele Sollecito furono accusati di aver ucciso Meredith nel 2009, ma la coppia è stata liberata nell’ottobre del 2011, dopo che le indagini hanno preso una diversa piega.

Meredith fu trovata semi-nuda, con 43 ferite da coltello, e con la gola tagliata, nella casa che condivideva con Knox, nel Novembre del 2007.

Secondo i reports, il libro non include fatti della sua vita dopo il processo, o le sue reazioni di fronte alla corte giudiziale. Amanda Knox aggiunge:“quando Meredith fu assassinata ed io arrestata, fu così scioccante. Mi sentii paralizzata”.

Dal suo ritorno, nel 2011, a Seattle negli Stati Uniti, Knox ha voluto evitare i riflettori. Ma ora la ragazza, pubblicamente alla rete televisiva americana Abc, ha affermato di aver passato un brutto periodo e di aver dovuto sostenere pensieri ed emozioni forti: “Vengo colta di sorpresa e tutto ad un tratto mi sento sopraffatta da un sentimento di impotenza e disperazione e paura persino della speranza”.

Knox ha scritto che ha passato la maggior parte del tempo in prigione nella cella, e aveva il permesso di uscire solo un’ora al giorno. Nel libro, lei dichiara: “la mia guardia voleva sapere con chi avevo fatto sesso, come mi piaceva – e se volevo farlo con lui”.

 

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