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Alghe e cosmesi? Si, ma senza danneggiare all’ambiente!

Chi ha detto che le alghe marine sono solo buone per il sushi? Molti di voi sapranno che molti ceppi di alghe sono ricche di vitamine e minerali che sono una manna dal cielo per applicazioni cosmetiche.

Il vero problema, sollevato negli ultimi mesi, è però l’uso cosmetico di ingredienti ricavati da coste, fondi marini e oceani che rischia di compromettere l’equilibrio marino, già messo in serio pericolo e prossimo al collasso dall’industria alimentare. A differenza di quest’ultimo, però, molte delle aziende attive nel settore cosmetico sono molto attente alla sostenibilità dell’ecosistema marino.

L’Organic Monitor, società inglese di ricerche di mercato specializzata nel rispetto dell’ambiente, testimonia infatti con un rapporto come le industrie cosmetiche siano molto attente al tema della sostenibilità, che sarà ampiamente dibattuto durante il forum per la sostenibilità cosmetica, in programma a Parigi il prossimo 21 Novembre.

L’attenzione nella fattispecie sarà alghe marinerivolta ai sistemi di allevamento e acquacoltura. Pratiche già utilizzate ad esempio nel caso dei salmoni impiegati della norvegese AquaBioTechnology, o le alghe della tedesca OcenaBasis, coltivate nel Mar Baltico. Altre società come la Lipote e BitechMarine impiegano processi di biotecnologia per raccogliere principi attivi di bellezza da risorse marine.

Ma la vera avanguardia è rappresentata dall’azienda americana Heliae, che invece di strappare al mare le alghe marine sta creando in laboratorio nuovi ceppi ricchi di vitamine così da evitare i rischi e rappresentare un modello perfetto di eco sostenibilità.

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