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Cinema

C’è Emma Marrone per la prima serata di Maria De Filippi

Maria de Filippi si riprende la prima serata del sabato sera di Canale 5 e per l’occasione crea il suo personalissimo Sanremo. Infatti, la nuova edizione di Amici (l’undicesima), seguitissimo talent show targato Mediaset, avrà come grandissima novità, per cercare di conquistare maggior share al sabato sera, il ritorno dei “big” di Amici, cioé di tutti coloro si sono aggiudicati le precedenti edizioni. Così alla competizione dei giovani del 2012, si aggiungeranno sfide di altissimo livello che coinvolgeranno prima fra tutte la vincitrice di Sanremo: Emma Marrone, che dopo l’oops al sabato sera di Raiuno, durante Ballando con le stelle, sembra averci preso gusto a passare il sabato sera in TV.

Emma aprirà questa nuova edizione con un duetto con il grande Charles Aznavour, dopo di lei torneranno sul palco di Amici 11 anche Marco Carta, Valerio Scanu, Alessandra Amoroso e altri talenti esplosi dopo l’esperienza alla corte di Maria De Filippi. Durante la serata, poi, ci sarà spazio per Luciana Littizzetto, che di sicuro non farà mancare qualche stoccata a Belen Rodriguez e alla sua farfallina sanremese. Visto che la bella argentina, da sempre “protetta” di Maria De Filippi, per l’occasione si unirà al corpo di ballo di Amici e sarà presenza fissa in tutte le puntate.

E per finire, i talenti in gara saranno giudicati da una giuria d’eccezione che così come durante il Festival di Sanremo potrà dare la “golden share” e, dunque, essere un elemento decisivo per la vittoria finale. Nel corso della prima serata al “banco dei giurati” vedremo: Cristian De Sica, Riccardo Scamarcio e Federica Pellegrini che torna in prima serata davanti ad un vasto pubblico dopo la sua presenza sul palco dell’Ariston. Non resta che attendere le 21 per vedere se ancora una volta Maria De Filippi abbia trovato il giusto mix per generare un programma di successo.

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Gossip

L’oops di Anna Tatangelo ferma il matrimonio con Gigi D’Alessio

Gigi D’Alessio tira il freno a mano nella sua storia d’amore con Anna Tatangelo! A quanto pare, il noto cantautore napoletano, che per vivere con Anna ha deciso di “lasciare” la precedente famiglia non ha più la fretta di sposarsi, che aveva dimostrato alcune settimane fa. A sentire i ben informati sulla coppia, dopo quanto accaduto a Ballando con le stelle l’atmosfera tra i due sembrerebbe essersi raffreddata. Infatti, in attesa che arrivi il divorzio per Gigi D’Alessio, non è ancora tempo di parlare nuovamente di matrimonio.

Ciò che avrebbe fatto scattare la gelosia del cantautore sarebbero state le foto di Anna Tatangelo in compagnia del suo maestro di ballo, il bel ballerino Stefano Di Filippo con cui la cantante e (ormai) showgirl era stata paparazzata in atteggiamenti molto intimi. A questo va poi aggiunto l’oops che ha mostrato a milioni di spettatori il seno florido (seppur rifatto) di Anna. Insomma, tutti elementi che hanno fatto propendere Gigi a rallentare i preparativi per un futuro matrimonio.

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Cinema

Uscite al cinema del 30 marzo: i film consigliati da PinkDNA

Che ne sarà del cinema con l’arrivo della primavera? E’ proverbiale in Italia l’abbandono della sala chiusa appena il sole comincia a splendere e la giornata a diventare più lunga. Ma si potrebbe dare ugualmente una sbirciatina alla programmazione di questa settimana, magari le sere ancora fresche e qualche titolo interessante potranno spingere quale curioso o alcuni cinefili a frequentare ancora la sala cinematografica.

cinema film consigliatiTanto per cominciare facciamo una panoramica della comicità internazionale che questo venerdì invaderà il cinema. Prima ovviamente l’Italia che propone (stancamente?) una commedia firmata fratelli Vanzina, con un cast che vanta un grande passato me che evidentemente con la crisi si adatta a far di tutto: Diego Abatantuono, Lino Banfi, Vincenzo Salemme e Christian De Sica sono i protagonisti di Buona Giornata, un film corale che racconta di una singola giornata italiana vissuta da Milano a Napoli, passando per Roma, Firenze, Bari e Potenza. A rispondere alla nostra comicità ci pensano i cugini d’Oltralpe che dopo il colpo gobbo messo a segno con Quasi Amici, ripropongono una commedia intelligente ed elegante con Il mio miglior nemico: in cui Isabelle Huppert e Benoît Poelvoorde si inseguono e si scontrano a colpi di battute, differenze sociali e grandissimo humor.

Risponde a Francia e Italia l’Inghilterra che il 30 marzo arriverà sugli schermi con Marigold Hotel, una commedia dal retrogusto amaro che parla dell’anzianità, di come accoglierla, di come accettarla e in alcuni casi di come sfruttarla per cambiare un’ultima volta la propria vita. Tra i deliziosi interpreti illustri abbiamo Maggie Smith, Bill Nighy, Tom Wilkinson e Judy Dench. A replicare colpo su colpo arriva il cinema da popcorn, che per questa settimana ci offre due film che promettono di fare un sacco di soldi e di ricevere un sacco di critiche. Da una parte c’è l’americano La Furia dei Titani, sequel dell’economicamente fortunato Scontro fra Titani del 2010, in cui ritroviamo accanto a Sam Warthington/Perseo, anche Liam Neeson/Zeus, Ralph Finnies/Ade e la new entry Rosamund Pike nei panni della principessa guerriera Andromeda (?). Nel film sono passati 10 anni dalla sconfitta del kraken da parte di Perseo e questi cerca di vivere tranquillamente la sua vita allevando da solo il figlioletto Helios. Ma nulla è semplice per un semi-dio e un nuovo conflitto tra dei e titani arriverà a disturbare la quiete casalinga dell’eroe.

Torniamo in Europa e dall’altra parte troviamo invece un horror spagnolo, Paranormal Xpereince 3D, che a partire dal titolo vuole strizzare l’occhio al successo planetario di Paranormal Activity con l’aggiunta del 3D. Ancora Italia al cinema e questa volta con un titolo impegnato, Romanzo di una Strage, film di Marco Tullio Giordana che racconta dell’inizio degli anni di piombo, tragica pagina della storia italiana che ebbero inizio simbolicamente dalla strage di Piazza Fontana e dalle contemporanee esplosioni a Roma e Milano. Il film, con tono polemico ma disilluso, si conclude sentenziando che, dopo 33 ani di processi, la strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura che causò la morte di 17 persone, per la giustizia italiana non ha responsabili. Nel cast del film Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino e Luigi Lo Cascio.

Infine per chi ama l’arte in tutte le sue forme, dalla Polonia arriva I colori della Passione, bellissimo film documentario di Lech Majewski che racconta un viaggio nel dipinto di Pieter Bruegel, La salita al Calvario del 1564. Nella pellicola i personaggi del quadro prendono vita e ci raccontano la storia della crocifissione di Cristo, ma anche quella del quadro e del suo processo di creazione. Tra gli interpreti illustri Charlotte Rampling e Rutger Hauer.

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Da DNA a donna

Archetipi femminili, l’amazzone dentro di noi

La donna amazzone è un archetipo e come tale voglio trattarlo qui. Non parlerò di fashion, della moda fatta da abiti con tessuti di pelle, o frange di cuoio, o stivali e stivaletti, ecc. Al di là degli intenti dell’industria della moda, che sono prettamente di tipo economico, il desiderio di indossare un capo stile amazzone è solamente espressione di un qualcosa che si ha già dentro. Che poi, certo, viene enfatizzato e “sdoganato” dalla moda.

amazzoneE non parlerò nemmeno delle beghe di coppia, che stando alle statistiche sembra che il 30% degli uomini si lamentino dell’eccessiva aggressività della donna nei loro confronti. Le questioni matrimoniali e, più in generale, le relazioni con l’altro sesso sono anch’essere conseguenza, o meglio, espressione di ciò che già si ha dentro.

Quindi, sgombrato il campo, come si suol dire, da ciò di cui non parlerò qui, unicamente perché è conseguenza di una causa, ora dobbiamo capire meglio cosa ci sia sotto il modello della amazzone.

Innanzitutto l’epoca delle donne amazzoni come epoca nella quale le donne erano dedite alla guerra, alla cavalleria, al tiro con l’arco, ecc., fa parte della storia e non è semplicemente un simbolo astratto o un concetto. Se vi interessa saperne di più su quell’epoca vi rimando alla pagina di Wikipedia.

Bene, detto questo, arriviamo al nocciolo della questione.

Dalla storia, cioè dalla realtà e dall’esperienza, dall’agire, in definitiva, noi estraiamo modelli, che a lungo andare diventano archetipi.

Archetipo deriva dal greco ὰρχέτῦπος, dove tipos sta per “modello”, “marchio”, e arché sta per “originale”. Ora, ciò che pensava Jung, e ciò che pensa ancora molta parte della psicologia che ad esso si ispira, è che gli archetipi indicano le idee innate nell’inconscio umano (personale e collettivo) e hanno una derivazione mitologica. Secondo Jung e altri l’archetipo si manifesta come un simbolo che ha la forza di condizionare la vita delle persone; e il condizionamento deriva dalla sua intrinseca carica emotiva. (Detto proprio in sintesi).

Questa è la tipica visione magica della vita, la quale oltre ad alcuni benefici produce anche molte conseguenze negative. La visione magica non può, e soprattutto non vuole, sviluppare il senso critico proprio della razionalità; questo però facilita la manipolazione della mente e della vita delle persone da parte di alcuni per questioni spesso di potere, di interesse e di piacere derivante dal potere sugli altri.

Ma dovremmo capire che non ci sono idee innate, amazzone donna archetiponon c’è un simbolo, un archetipo che ci domina e che ha influenza su di noi; l’umanità, nel suo vissuto genera idee e simboli, ma si parte sempre dalla realtà, dalla materia, dagli eventi e poi si astrae. E poi, certamente, dopo avere astratto, l’archetipo (il modello originale) che ne viene fuori è capace di influenzare chi ne viene a contatto… e così si perpetua l’archetipo.

Ma veniamo a noi. Gli studi in questa materia ci propongono vari modelli femminili. C’è chi usa uno schema a quattro per un modello di donna, che può essere: madre, matrigna, vergine o seduttrice. C’è chi addirittura ne identifica 12 di modelli: la Madreterra, la Madredivina, l’angelo, la guida spirituale, la musa, la sibilla, l’eretica, la saggia, la guaritrice, l’allevatrice, la strega, l’erotica, l’amazzone.

Vorrei citare qui una classificazione che trovo chiara e facilmente accessibile, quella di Linda Schierse Leonard nel suo libro La donna ferita. Modelli e archetipi nel rapporto padre-figlia.

La Schiersepropone due macro-categorie: la fanciulla eterna e l’amazzone corazzata. Poi divide la prima in: l’adorabile bambola, la ragazza di vetro, l’avventuriera, l’emarginata; la seconda in: la diva, la figlia obbediente, la martire, la regina guerriera.

Trovo interessanti le considerazioni di Linda Schierse e di facile lettura, consiglio di leggerlo se riuscite ancora a trovarlo in libreria, perché è datato 1985. Comunque, se non trovate questo titolo specifico vi invito a cercare qualcosa sull’argomento, se vi interessa, ma credo non possa non interessare le lettrici che da tempo mi seguono e che sanno quanto sia insistente sul principio “Conosci te stesso”, cioè sull’importanza che ha la comprensione profonda di sé per vivere meglio e in modo più libero e consapevole.

Ora, se posso sintetizzare le varie teorie e modelli femminili, sapendo di semplificare eccessivamente al limite del banale e per questo chiedo venia, potrei dire che alla base del tipo amazzone ci sta una donna per la quale l’orgoglio è il nucleo essenziale del suo essere.

Questo orgoglio potrà poi esprimersi in vari modi e in varie forme, anche patologiche (d’altronde tutto ciò che fa parte della natura umana può diventare patologico). Ma è l’orgoglio la cifra, a mio parere, che determina l’animo amazzone.

È su questo che dobbiamo riflettere, mie care amiche, se vogliamo capire meglio certi nostri desideri, certe voglie e ambizioni e, anche, certe frustrazioni. Spesso si attribuisce all’orgoglio una connotazione negativa, ma io credo sia sbagliato, l’orgoglio è la forza interiore dell’individualità e questa non andrebbe mai e poi mai considerata una cosa negativa.

I comportamenti negativi di persone orgogliose derivano da altre cose, da altri limiti, magari da un senso di inferiorità mascherato da orgoglio, o da invidie e cattiverie… queste sì sono cose negative; ma il vero orgoglio personale non è quello che vuole schiacciare l’altro, piuttosto quello che tratta l’altro come individualità, il quale dovrebbe a sua volta essere altrettanto orgoglioso.

Un’amazzone ha uno spirito combattivo e ama combattere con nemici alla pari, non con controparti piagnucolose. La donna amazzone ama comandare, ma, al tempo stesso, ama e brama colui/lei che sarà capace di dominarla. Il vero piacere dell’amazzone sta nella lotta, non nella vittoria fine a se stessa.

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Gossip

A Laura Maggi la copertina di Playboy Italia

La Bassa Bresciana aspetta trepidante davanti alle edicole della zona, perché sembra proprio che sul numero di Aprile 2012 di Playboy Italia in copertina sfodererà tutto il suo “esibizionismo” Laura Maggi, ormai divenuta da semplice barista sexy, la barista più conosciuta, invidia e chissà quant’altro d’Italia.

Laura Maggi Aprile 2012L’intraprendente barista, dopo le settimane di foto e polemiche sul Web e l’intervista con abitino super-sexy per Le Iene, riesce ad arrivare, come già era nell’aria da qualche settimana, sulla rivista maschile più letta al mondo. Di certo, per chi ha già fatto parecchi calendari non sarà difficile abituarsi alle luci del set di Playboy, la discussa Laura Maggi mostrerà con naturalezza tutto quanto Madre Natura e un buon chirurgo plastico (nemmeno tanto) le hanno donato.

A lato una foto scatta di recente e pubblicata sulla pagina Facebook della sexy barwoman; sembra proprio che Laura non perda occasione per mostrare abitini a dir poco “leggeri”, anche quando ancora la primavera non è arrivata del tutto.

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Cinema

Antonella Elia alla conquista dell’Isola dei Famosi, esce Nina Moric

Antonella Elia, Aida Yespica, Manuel CasellaMax Bertolani, Andrea Leotska ecco i nomi dei cinque finalisti che si giocheranno la finale dell’edizione 2012 dell’Isola dei Famosi. Alla fine, tra i cinque restano anche le tre “regine” che negli ultimi giorni non hanno fatto altro che litigare furiosamente l’una con l’altra. Mentre alla fine lo spirito di sopravvivenza e di convivenza degli uomini ha messo “d’accorto” Manuel Casella e Max Bertolani.

Antonella EliaCapitolo a parte merita la vera animatrice dell’Isola dei Famosi 9: Antonella Elia, che avendo ben poco da mostrare rispetto ad altre concorrenti più giovani e dalle misure dirompenti, ha puntato tutto sul suo carattere e sulla sua imprevedibilità; cosa che al pubblico sembra essere piaciuta, anche se il rincorrersi di televoti che prima eliminano l’una e poi l’altra è una dinamica molto più simile ad una lotteria che ad un reale “indice di gradimento”.

andrea lehotskaAlla fine a pagare dazio nell’ultima puntata è stata Nina Moric, prima salvata e poi costretta ad abbandonare l’isola. Mentre Andrea Leotska, capace di generare il finimondo con un sol filo di fiato, si è aggiudicata la prova che l’ha mandata direttamente in finale. Vedremo da qui alla prossima settimana cosa accadrà.

Di sicuro, le signore dell’Isola con il traguardo ormai in vista non lasceranno nulla di intentato. Speriamo solo che nel tentativo di annientarsi a vicenda non favoriscano gli ultimi due maschietti rimasti, perché Manuel Casella Max Bertolani sembra che sotto sotto si augurino proprio questo, così da raggiungere il massimo obiettivo con il minimo sforzo sindacale.

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Da DNA a donna

Come fai a mangiare un elefante intero? Un pezzetto alla volta!

Ogni giorno dovremmo essere sensibili a qualcosa di nuovo, dedicare almeno un angolino della nostra mente ad un concetto diverso: riesaminare l’ABC dell’universo, partendo dalle sue basi. Un’idea utile, considerando che se non viene guidata da qualcuno o qualcosa la nostra attenzione proprio non riesce a stare ferma e a concentrarsi. Non solo sui dettagli ma anche sui macro-concetti.  Anzi, forse l’esistenza di idee astratte è proprio più difficile da rispolverare.

giornata mondiale lentezza 2012Questo perché siamo una specie adattabile. E la duttilità se ci ha salvato dall’estinzione immediata, evitandoci di trovarci chiusi in bacheca di vetro, accanto alla ricostruzione del Tirannosauro, temo che invece ci abbia fornito un favoloso lasciapassare per un futuro di evoluzione verso il peggio. Dunque che tutto l’universo benedica le iniziative come la Giornata Mondiale della Lentezza. E la rete di pensiero che sta creando intorno al mondo.

Arrivo in ritardo a parlarne, mi adeguo alla tempistica. Lenta ma inesorabile peraltro. Malgrado impegni, scadenze e inciampi. La Giornata infatti festeggiava il 26 marzo, nientemeno che la sua sesta edizione. E non è inutile ricordarlo ugualmente. Per alcuni motivi. Il primo appunto è che in questi casi credo sia meglio gettare un seme che nessuno. Il secondo, forse più istituzionale, nasce dal fatto che per fortuna, come ogni Lunedì che si rispetti, anche questo 26 marzo introduce un’intera settimana di azioni slow. Un vero lusso. Rivoluzionario. Eversivo.

Un progetto “open source” e in progress, ideato e portato avanti dall’associazione “Vivere con lentezza”, di Pavia, che si raggruppa intorno alla community del sito omonimo dal 2006.

Non si tratta semplicemente di fare resistenza, addirittura attrito, rispetto agli obblighi stressanti e impellenti che ognuno sente su di sé. Anzi. Dovrebbe essere una  “riflessione collettiva sui danni economici, ambientali e sociali del vivere a folle velocità, in un momento difficile di grandi trasformazioni, confusione e incertezza”.

Oggi come oggi non sono più solo i Governi a dirci a cosa dobbiamo pensare. Anzi. Ho in mente un’azione collettiva come Occupy: partita da New York e Wall Street e diffusasi da sola, per l’iniziativa dei singoli (e delle associazioni), in giro per il mondo.

Ma questo è un caso completamente diverso. lumaca lentezzaNon si tratta di protestare, diritto sacrosanto e ora come ora necessario come l’acqua. Si tratta di percepire. Il tempo che passa, veloce o lento, come scegliamo noi. Che ci lascia crescere, come dovrebbe essere inscritto nel DNA di ognuno, o ci fa invecchiare. L’incubo di tutti, la fine della corsa. Oggi la lentezza è un non-valore. È un deficit. Non sei “smart”? Non sei produttivo al 100% secondo gli standard imposti dal rotolare delle cose? E allora sei un perdente. O perlomeno uno di quelli che appunto arriverà ultimo.

Una logica agonistica da pista di atletica che non tiene conto dei fattori primari. La gara, i criteri, le finalità, almeno nei principi di base, le dovremmo decidere noi. E secondo le nostre possibilità. Da superare. Ma non da infrangere come la barriera del suono. Che fine ha fatto la saggezza di mia nonna e il caro vecchio “Chi va piano, va sano e va lontano?”. O come si direbbe in Africa appunto “Come fai a mangiare un elefante intero? Un pezzetto alla volta”.

Non si tratta di rinunciare all’etica multitasking, che intrappola soprattutto noi donne, perse tra una lavatrice, il lavoro, la famiglia (di qualunque natura sia) e magari uno shampoo ogni tanto. Bensì di imporsi a se stessi come padroni delle cose. E pure del “tempo inutile”, il tempo non produttivo. L’ozio, oserei dire, se non temessi la discesa di un fulmine sulla mia testa.

Ma tornando invece al progetto promosso dall’ Associazione ” Vivere con Lentezza”, sul sito è possibile trovare una lista delle iniziative messe in atto in tutta Italia, ma anche a Londra e New York, tra le metropoli frenetiche per eccellenza, come si può leggere anche sulla pagina gemella in inglese, www.goslowbehappy.com. Oltre che sugli immancabili social network Facebook, Youtube e Twitter. Che a dire il vero rappresentano vagamente gli Apostoli tecnologici della fretta, considerandone l’uso. Ma non voglio essere troppo petulante.

relax casa lentezza tranquillitàE sarà proprio la Londra dell’aplomb reale a ricevere quest’anno il premio per l’impegno concreto nel migliorare la vita dei cittadini. Non Londra in sé, intendo. Ma gli abitanti del sobborgo cittadino di Hackney, perché appunto come si diceva è dal microscopico, dal piccolo che partono le rivoluzioni vere. Il merito è quello di essersi dedicati a molte attività tempo-compatibili per gli abitanti. Il premio? Un “P(e)ace Rider”, un contachilometri inverso per biciclette ideato dall’italiano Francesco Argenti, un attrezzino dedicato a segnalare il superamento del limite di velocità dei 14 km orari (9 miglia).

I miei propositi per la serata? Una cena preparata con cura, lenta e concentrata sui sapori dell’immediato anziché sulle cose da fare dopo. Scrivere qualunque cosa io debba scrivere senza usare orribili abbreviazioni adolescenziali. Non fare tre cose in una volta, ma solo una, e cominciarne un’altra solo quando ho finito la prima. Per consigli e suggerimenti, rimando però agli “Slowmandaments” del sito ufficiale.

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Bellezza & Salute

La cioccolata aiuta a dimagrire? Secondo una ricerca scientifica pare di si

Chi ha detto che il cioccolato fa ingrassare? E se invece oltre a tutte le sue note proprietà benefiche che agiscono sull’umore, sulla circolazione e sul cuore, riuscisse anche a favorire il dimagrimento? Detto in questi termini sembra assurdo ma in realtà è proprio il risultato di una ricerca dell’Università della Columbia di San Diego, che con una ricerca compiuta su un campione di 1.000 persone ha rilevato dati molto interessanti pubblicati su Archives of Internal Medicine.

cioccolata dimagrire peso dietaIn poche parole chi mangia più cioccolato è risultato più magro! I ricercatori americani hanno infatti concluso che, anche se la quantità di grassi e zucchero che compongono la cioccolata non sono un toccasana per la bilancia, quest’alimento divino, specie se fondente, è in realtà anche ricco di sostanze che favoriscono la perdita di peso.

A far fede a queste tesi ci sono gli indici di massa corporea (BMI è il rapporto tra il peso e l’altezza moltiplicata per se stessa: se inferiore a 25 indica un peso normale) delle 1.000 cavie: ad ognuno è stato chiesto qual è il proprio consumo settimanale di cioccolato e, contrariamente a quello che si è sempre sostenuto, a quantità maggiori di cioccolata consumata, corrispondevano indici di massa corporea più bassi. Ovviamente chi di noi, interrogato su quanti ‘peccatucci’ di gola commette, è completamente sincero nella risposta? Resta appunto da verificare questo, ovvero quante delle persone più in carne abbiano detto la verità sulla quantità di cioccolata consumata settimanalmente.

Per cui la scusa “mangio cioccolato per dimagrire” è ancora lontana dalla verità, ma qualche studio più approfondito potrebbe portare la gioia eterna nel cuore e nel palato dei più golosi!

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Moda

Desigual inventa un nuovo modo di fare shopping

Thomas Meyer e Manel Adell, creatori del marchio più allegro del mondo, sanno sempre come sorprenderci. Non bastavano i 560 milioni di fatturato del 2011, gli innumerevoli negozi sparsi in tutto il mondo e la linea Cirque Du Soleil con pezzi di stoffa presi dai veri abiti degli acrobati… Ebbene i fondatori hanno pensato di creare un negozio-show room dove provare, scegliere e acquistare i propri capi senza portarli a casa. A sentirlo così sembrerebbe una fregatura e, invece, si tratta di un comodissimo metodo per evitare il riassortimento del punto vendita, poichè l’ordine viene direttamente inviato alla casa di produzione che spedisce tutto all’indirizzo del cliente.

desigualNon solo comodità per gli addetti alla vendita che non dovranno più rompersi la schiena con scatole e cartoni, ma soprattutto clienti più felici di non dover portar buste e bustarelle in mano e in giro per le vie della città.

Il nuovo metodo di shopping non ha ancora un nome brevettato, ma è già in prova nel punto vendita di Barcellona e presto si sperimenterà a Ginevra. Le collezioni presenti comprenderanno linea uomo, donna, bambino con il marchio spagnolo, quelle di Christian Lacroix for Desigual e quelle del Cirque Du Soleil for Desigual.

Desigual è come sempre fuori dal comune, non segue le mode, non apre negozi nel centro delle città, ma nelle vie periferiche, perchè dice Adell: “Ci piacciono e funzionano i luoghi di transito. Chi parte è molto attratto dall’idea di comprarsi un nostro capo perchè diamo allegria. Il glamour dei quadrilateri della moda non ci interessa”.

Allora alle fan del marchio è proprio il caso di dire “La vida es chula”, che significa “la vita è cool”, proprio come l’ultima sede Desigual che si inaugurerà presto sulla spiaggia di Barcellona.

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Cinema

Jennifer Lawrence: la perfetta protagonista di Hunger Games

E’ alta e biondissima, occhi chiari, curve al posto giusto, sorriso sempre a fior di labbra: è Jennifer Lawrence. Si è affermata agli occhi dei critici già nel 2008, a soli 18 anni, quando per The Burning Plane ha vinto il premio Mastroianni al Festival di Venezia.

Jennifer lawrenceNel 2011 la consacrazione hollywoodiana è avvenuta con la nomination agli Oscar come migliore attrice protagonista per il suo intenso ruolo in Un Gelido Inverno, non ha vinto ma ha portato a casa fama e successo. Aveva anche partecipato lo scorso anno a X-Men L’Inizio nel panni di Mistica, il mutante muta-forma tutto blu dai capelli rossi e gli occhi gialli. Adesso è decisamente il momento della consacrazione per il grande pubblico, adesso è il momento di Hunger Games in cui lei interpreta Katniss, una straordinaria combinazione di forza e dolcezza che sta rastrellando dollari su dollari, con un film che è balzato al terzo posto della classifica mondiale per il maggiore numero di incassi nel primo week end di programmazione (ai primi due posti ci sono Avatar e Il Cavaliere Oscuro).

Nel film, tratto dal primo romanzo della trilogia The Hunger Games di Suzanne Collins, Katniss è una coraggiosa ragazza appartenente al 12esimo distretto di Panem. Come ogni anno ogni distretto deve pagare un tributo di un giovane e una ragazza che andranno poi a sfidarsi a Capitol City, in un reality all’ultimo sangue in cui soltanto un giocatore vincerà. La bella Jennifer interpreta questa giovane donna volitiva, tenace e incredibilmente forte che si sacrificherà per la sorella quando sarà estratta a sorte per partecipare al gioco. La Lawrence concentra in sé tutte le caratteristiche che fanno di Katniss il ruolo adatto a lei. In Un Gelido Inverno è una ragazza determinata a salvare la propria casa e la propria famiglia, mentre nel ruolo di Mistica in X-Men L’Inizio sarebbe dovuta essere molto sensuale e infida.

Confrontando questi due ruoli è facile constatare come, jennifer lawrence hotnonostante la sua bellezza, Jennifer sia più adatta a ruoli combattivi anziché a ruoli da femme fatal; e sembra quindi normale che dal fan più accanito della saga letteraria di Hunger Games, al critico più feroce, tutti inneggiano alla grande performance della giovanissima (21 anni) attrice americana. Ad ogni modo la sua giovinezza le dà margine di miglioramento in ogni tipo di ruolo e noi crediamo che con le sue doti non sia difficile arrivare molto in alto. Al momento sta lavorando accanto a Robert De Niro e Bradley Cooper in L’orlo argenteo delle nuvole di David O. Russel (il regista nominato all’Oscar per The Fighter) e ha appena completato le riprese dell’horror thriller House at the End of the Street in uscita a fine 2012… ma sappiamo che sentiremo ancora parlare di lei, della sua bellezza e soprattutto del suo innato e grandissimo talento.