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Man of the Week

Robert Pattinson – Man of the year 2011

Chiudiamo questo 2011 in bellezza…

L’idea è quella di una rubrica che chiuda la settimana e dia il ben venuto al week end in compagnia di un uomo dei sogni che ci addolcisca, almeno in parte, l’amaro che lasciano stanchezza fisica e stress mentale dopo una settimana di duro lavoro, fuori o dentro casa. Tutto questo per 52 settimane l’anno; un bel vedere, non c’è che dire! Alla fine, in base ai commenti e alle condivisioni eleggeremo l’uomo dell’anno, con qualche sorpresina, ma pensiamo a partire…

Iniziamo col primo dream man

Per salutare il 2011 e rifarci gli occhi in quest’ultimo week end dell’anno, chi meglio dell’uomo vampiro più desiderato al mondo (persino Fiorello lo imita): Robert Pattinson.

Ma, conosciamolo meglio…

Robert Douglas Thomas Pattinson, nato a Londra il 13 maggio del 1986, adorato dalle teenager (e dalle loro mamme) ha raggiunto la celebrità interpretando il personaggio di Edward Cullen nelle trasposizioni cinematografiche della saga letteraria Twilight.

Inizia a 15 anni la sua carriera d’attore di teatro interpretando alcuni ruoli importanti lavorando col Barnes Theatre Company di Londra. Cattura immediatamente l’attenzione di un agente cinematografico e nel 2004 comincia ad ottenere ruoli professionali anche se secondari. Lo ricordiamo nel 2005 nel ruolo di Cedric Diggory nel quarto capitolo della saga di Harry Potter in Harry Potter e il calice di fuoco (lo ricordiamo un pò meno nel 2007 in Harry Potter e l’Ordine della Fenice in quanto dire che ha fatto una piccola comparsata è già troppo).
Il 2007 è però il suo anno fortunato; infatti, dopo un lungo casting, viene scelto per il ruolo da protagonista di Twilight, diretto da Catherine Hardwicke, dove interpreta i panni del vampiro Edward Cullen, prima pellicola dedicata alla saga di Stephenie Meyer.

Da quel momento in poi, la sua fama è andata crescendo e la sua strada continua ad essere sempre in discesa. Tra le interpretazioni più importanti ricordiamo nel 2010 il ruolo da protagonista nel film biografico tratto dal romanzo di Guy de Maupassant intitolato Bel Ami accanto a Uma Thurman, e nel 2011 è stato protagonista del film diretto da David Cronenberg dal titolo Cosmopolis (che la 01 Distribution porterà in Italia non prima dell’estate 2012)

Robert è anche musicista, in particolare ama il piano e ha scritto diverse canzoni, alcune delle quali sono entrate a far parte della colonna sonora ufficiale di Twilight: Never Think e Let me sign. Ha un gruppo musicale che si chiama Bad Girls in cui ricopre il ruolo di chitarrista/pianista, ma con cui non ha mai inciso nulla.

Cosa aggiungere… un dolcissimo 2012 a tutte voi, in compagnia dell’avvenente Rob Pattinson.

 

 

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Bellezza & Salute

Scoperti collegamenti tra la celiachia e la depressione: vittima predilette le donne

La celiachia agevola la depressione. È la notizia, un po’ allarmante, che emerge da una ricerca portata avanti dalla Penn State University di University Park (Usa), dell’Università di Syracuse e della Drexel University di Filadelfia (Usa), che hanno raggiunto interessanti risultati presto resi noti da una pubblicazione sul Chronic Illness.

CeliachiaI ricercatori d’Oltreoceano hanno dimostrato che anche chi gestisce questo disturbo secondo le prescrizioni e seguendo un’alimentazione priva di glutine, subisce una maggiore quantità di stress, con tutta la serie di problemi che ne conseguono: depressione e problemi associati all’aspetto fisico, al peso e alla forma.

I soggetti maggiormente sottoposti a questo tipo di ‘controindicazione’ sono prevalentemente donne, anche se gli studiosi non sono ancora riusciti a cogliere i rapporti causali tra i disturbi alimentari, la depressione e lo stress.

Infatti non si è potuto stabilire se lo stress che colpisce le celiache sia responsabile dei disturbi dell’alimentazione e della depressione; o se, al contrario, chi soffre di celiachia sia più propenso a una forma di depressione che, in conseguenza allo stress, porta ai disordini alimentari. In ogni caso, questa importante rilevazione potrà supportare le ricerche, sia nel senso della cura contro questa brutta malattia, che contro i disturbi alimentari, le allergie alimentari e il morbo di Crohn.

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Bellezza & Salute

Protesi mammarie Pip: un ritocco cancerogeno

Da quando le Vip hanno cominciato a sostituire alcune parti del corpo con pezzi di ricambio plastificati, la moda si è diffusa anche tra le comuni mortali. Così oggi, accanto alle donne Vip che sono al sicuro nella maggior parte dei casi, ci sono le donne Pip che ultimamente non se la passano bene. Pip è un acronimo che sta per Poly Implants Prothesis, ossia un tipo di protesi mammaria utilizzata in numerosi Paesi europei che, in questi giorni, sta facendo parlare di sé perché si sospetta sia cancerogena.

seno con protesiIn barba a quello che dagli organi competenti continua a essere definito un “sospetto”, l’allarme Pip è scoppiato in Francia a ridosso delle festività natalizie, mentre in Italia a scoppiare sono state circa 24 protesi mammarie dal 2005 a oggi.

La pericolosità delle protesi Pip sta nel fatto che: l’involucro di cui sono rivestite è di materiale scadente e non linea con le norme vigenti in merito, perciò tende a lacerarsi facendo fuoriuscire il silicone; inoltre, gli elementi di cui la protesi è composta sarebbero cancerogeni.

Presunta o reale che sia, l’ipotesi del rischio cancerogeno delle protesi Pip ha ovviamente richiesto un intervento deciso del Ministero della salute, in Francia come in Italia. La Francia ha invitato le donne che hanno le protesi incriminate – circa 30.000 – a tornare dal chirurgo plastico per l’espianto. Per non creare allarmismi che potrebbero risultare vani, l’Italia invece ha caldamente consigliato alle donne con protesi Pip di sottoporsi a dei controlli medici, aggiungendo che, in alcuni casi particolari, il reimpianto sarà a carico del servizio sanitario nazionale.

Ricordiamo, inoltre, che la mastoplastica additiva protesi mammarie cancerogenenon è solo un intervento che soddisfa una richiesta estetica, ma anche una soluzione necessaria in caso di motivazioni legate a problemi di salute. Alle donne che rientrano in quest’ultimo caso, è data priorità di controllo e intervento.

La prudenza non è mai troppa e la prevenzione è sempre necessaria, quindi donne Pip: effettuate tutti i controlli del caso ricordando che purtroppo, contrariamente a quanto cantavano gli Aqua in Barbie girl, life in plastic non è sempre fantastic

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Moda

Veglione: che abito scegliere? I consigli più fashion fra paillettes e abiti dorati delle migliori firme della moda

Stanche del solito nero che ci rifilano i commercianti per la notte del 31 dicembre?

Non preoccupatevi, stavolta la moda detta legge: comprate solo abiti in paillettes!! Balmain, D&G, Prada, Armani, sono tutti concordi per una festa scintillante grazie ai loro capolavori sartoriali.

pradaPer uno sparkling style completo e low cost, il marchio londinese Top Shop, propone una vasta gamma di abiti brillanti tra cui il mini-dress colorato, l’elegante monospalla dorato e il classico tubino con manica lunga e collo alto, tutti rigorosamente ricoperti di paillettes. Anche Zara espone abiti, magliette e pochette sbriluccicanti: ottimo il prezzo, meno la varietà di scelta tra colori e modelli.

Salendo di prezzo troviamo i migliori stilisti alla carica. Prada sceglie l’effetto squame per far brillare il 2012 femminile: azzurro, arancio e giallo per un risultato fuori dal comune dedicato a donne che vogliono osare sull’estetica e sui prezzi! Scelta di tessuti lamè è invece, quella di Balmain, che sorprende con uno stile anni ‘80 grazie a pantaloni glitterati e tute slimfit per donne magrissime.

In tema di pret-à-porter: piume, perline, strass e cristalli si aggiungono all’effetto lamè degli abiti Chanel con cappelli al seguito per non passare inosservate! Forme simili sono quelle di Salvatore Ferragamo, ma con un’attenzione in più alla zona del decolleté, ovviamente lasciato scoperto per sedurre.

Cascata d’oro per la donna di Vivienne Westwood, che balmainbigs’ispira al mondo rockettaro sempre in versione brillante. Per Dolce & Gabbana la scelta cade sullo spezzato composto da leggings paiettati in colore fluo, alternati ad una giacca classica e viceversa, per non essere monotoni o troppo vistosi.

Notte di capodanno davvero speciale secondo le migliori firme, ma come reagiranno i clienti vista la crisi?

Ai telegiornali hanno annunciato che gran parte degli italiani rimarrà a casa per la sera del 31 dicembre. Il risparmio non deve, però, scoraggiarvi dall’acquisto di un abito… nella notte di passaggio tra il 2011 e il 2012 si può fare economia su tutto, ma sull’abbigliamento assolutamente no! Proprio perché sarete le regine della casa non potete certo presentarvi in maglione rosso e leggings, sembrereste delle nonne. Così il mio consiglio è: per chi può permetterselo, il bellissimo abito Armani con gonna destrutturata è d’obbligo; per chi invece non vuole far collassare il proprio marito prima ancora dell’inizio del nuovo anno, tanti accessori in paillettes sono la soluzione. Coprispalla, fermagli per capelli e bracciali renderanno la vostra mise unica ed economica: buon 2012 a tutte!!

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Lavoro

Abolizione dell’albo dei giornalisti pubblicisti: categoria a rischio?

La manovra Salva Italia prevede l’abolizione dell’albo dei giornalisti pubblicisti, preservando solo quello dei giornalisti professionisti, ovvero quelli che hanno sostenuto e superato l’esame di Stato.

giornalisti pubblicisti abolizione alboIn realtà la manovra non è rivolta solo ai più di 80.000 pubblicisti che potrebbero trovarsi dequalificati, ma tutti quegli ordini che non prevedono esame di Stato per stilare i propri elenchi. La data fatidica è il 13 agosto 2011, dopo la quale chi non avrà sostenuto l’esame per accedere all’albo dei professionisti non potrà più svolgere regolarmente il suo lavoro, pena una denuncia per esercizio abusivo della professione. Tutto questo ovviamente in via teorica, o meglio, se la manovra dovesse passare a tutti gli effetti. La notizia tutta via non è nuova, poiché il provvedimento era già inserito nella finanziaria dello scorso Governo Berlusconi, che però ritirò subito la mozione, recuperata poi nell’attuale manovra del Governo Monti.

Quello che affligge in queste ore gli 80.000 pubblicisti italiani è: cosa succederà loro? Cosa sarà di quei pubblicisti più o meno giovani che lavorano, alcuni anche da anni, senza il prestigioso titolo di giornalista professionista, senza i privilegi che il titolo concede, ma con la stessa professionalità e lo stesso impegno? In che modo si potrà dunque avere accesso alla professione, una volta entrata in vigore la nuova norma? Purtroppo gli stessi vertici dell’Ordine non riescono ancora a dare risposte convincenti, ma si possono fare congetture plausibili.

La prima soluzione possibile al problema è una ‘semplice’ sanatoria, in modo da ricollocare i pubblicisti desautorizzati.

Seconda ipotesi plausibile è l’istituzione di un esame di Stato per i pubblicisti esistenti, permettendo loro di passare a giornalisti professionisti, ma questa soluzione porterebbe comunque ad un beneficio momentaneo, senza risolvere il problema a lunga scadenza.

Infine, l’ultima delle ipotesi può essere la liberalizzazione della professione a scapito poi dell’esistenza dell’Ordine stesso, il quale in questi momenti è oggetto di curiosità poiché sembra appartenere a quel bagaglio di antichità e burocrazia che zavorrano l’Italia negli aspetti più vari della sua caratterizzazione socio-economica.

Gli animi, inutile sottolinearlo, sono molto tesi e sicuramente si verificheranno agitazioni nell’ambiente, tuttavia per adesso nulla ancora di certo si può dire. Aspettiamo il 20 gennaio quando dall’Ordine stesso arriveranno le prime certezze e le attese risposte.

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Musica & Spettacolo

X-Factor ecco i finalisti

Arrivano dopo una magistrale interpretazione di Morgan della canzone “Lontano lontano” di Luigi Tenco, i tre finalisti dell’edizione targata Sky di X-Factor. Grande qualità e grande equilibrio tra i quattro semifinalisti (Francesca, Nicole, Antonella, i Moderni), fino all’ultimo voto e a pochi minuti dalla mezzanotte ecco “l’insindacabile” giudizio del pubblico.

I giudici di X-Factor

I tre finalisti del programma “migrato” dalla Rai in cerca di libertà e qualità (e ce n’è stata davvero tanta) sono: Antonella della squadra di Arisa, eterea e perfetta nell’esibizione di questa sera con tanto di difficile balletto; Francesca della squadra di Simona Ventura, entusiasta per la giovanissima e talentuosa cantante della sua squadra; i Moderni della squadra di Elio, felicissimo per questi eclettici ragazzi non sempre intonati, ma di sicuro spettacolari. Resta fuori dalla finale la giovanissima Nicole, visibilmente commossa tra le braccia di Simona Ventura e prima ancora era stata eliminata Jessica, che ha però avuto l’opportunità di cantare il proprio inedito.

I tre finalisti giovedì prossimo si “giocheranno” un contratto da 300.000 euro con Sony Music, per poter produrre il proprio disco. Vedremo nell’ultima puntata del talent show chi trionferà e se riuscirà a seguire i passi di Marco Mengoni e di Giusy Ferreri, cui X-Factor ha aperto le porte del successo.

 

 

 

 

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Gossip

Mel Gibson e il divorzio da 300 milioni di euro con Robyn Moore

Povero Mel, da essere l’attore più quotato d’America è ora divenuto quello con l’accordo di divorzio più alto del continente! Circa 300 milioni di euro che dovrà dare alla sua ex moglie Robyn! Non avendo mai sottoscritto un accordo prematrimoniale, l’attore si è trovato impreparato al colpo dopo ben 28 anni di matrimonio.

Mel Gibson divorzio Robyn MooreRobyn Gibson dal 2009 covava rancore nei confronti del marito a causa di una bambina concepita con Oksana Grigorieva e subito aveva presentato domanda di separazione. Ci son voluti due anni affinché  la legge facesse il suo corso e decidesse una retta così alta per Robyn e la riconquista del cognome da nubile, Moore.

Ugualmente difficili erano stati gli accordi per la custodia della figlia “illegittima”, dato che la musicista russa aveva denunciato alle forze dell’ordine di aver subito maltrattamenti dal signor Gibson, per ricevere una retta di mantenimento per la figlia.

Da anni Mel Gibson non ha un momento di pace a causa dei suoi errori e della cattiveria degli altri, così anche questo Natale è stato poco felice: i media lo hanno già deriso per aver superato la cifra di 76 milioni di euro che nel 1989 Steven Spielberg dette alla moglie Amy Irving per il divorzio.

Si spera che il 2012 gli porti un po’ di fortuna e di buon senso, per non cacciarsi più nei guai!

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Gossip

Justin Timberlake convola a nozze con Jessica Biel?

La quiete dopo la tempesta. Era solo agosto quando si vociferava di una rottura definitiva per Jessica Biel e Justin Timberlake, e ora invece trapela la notizia di una proposta i matrimonio, ufficiale e pubblica, che il cantante ha fatto all’attrice durante queste feste natalizie (che la coppia ha trascorso nel Wyoming).

Jessica Biel e Justin TimberlakeNel bel mezzo di un’asta di lusso nel resort da sogno Amangami di Jackson, Justin si è inginocchiato davanti a Jessica chiedendole di diventare la signora Timberlake. A far trapelare la notizia sono stati proprio i partecipanti all’asta che hanno diffuso il rumor. Dalla coppia quindi non è arrivata ancora una smentita o una conferma ufficiale, ma sembra che la bella coppia convolerà a nozze già nel 2012. I mesi scorsi sono stati abbastanza duri per la coppia, almeno da quello che si mostrava all’esterno, perché Justin è stato assorbito dal suo lavoro, che l’ha portato a collaborare a stretto contatto con Madonna.

Inoltre, durante le riprese di Amici di letto (2011), si è vociferato a lungo di un flirt tra il nostro e la sexy coprotagonista Mila Kunis, che l’avrebbe sedotto durante le riprese. Tuttavia questa bella notizia rimette la situazione in piedi e così Justin ha capito, a quanto pare, che Jessica è quella giusta per lui. In attesa di un annuncio ufficiale, aspettiamo di sentire il profumo di fiori d’arancio!

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Musica & Spettacolo

Wherever you are: la canzone di cento donne per i compagni in Afghanistan

Non si tratta di un nuovo singolo di Bublè, bensì del brano inciso dal coro Military Wives per i compagni, mariti e fidanzati attivi nella missione in Afghanistan.

Wherever you areCento donne si sono riunite sotto la guida del maestro Gareth Malone per il programma “The Choir” della BBC presentando la canzone “Wherever you are” alla Gran Bretagna e al resto del mondo.

Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di sostenere le famiglie che hanno perso un loro caro e i soldati rimasti feriti in guerra, grazie alle vendite dei dischi. Persino il Governo ha rinunciato ad incassare l’Iva dalla vendita, per permettere il massimo degli incassi. Il disco ora è in vetta alle classifiche e il brano “Wherever you are” è diventato un best seller natalizio degli ultimi quattro anni. In copertina il CD presenta un papavero come simbolo della rinascita e della speranza, mentre il brano musicale è stato arrangiato dal compositore Paolo Mealor già noto per composizioni corali al Royal Wedding di Kate e William.

Il capitano Chris Dudley dei Royal Marines ha ringraziato dicendo che questa canzone arriva ai cuori della gente e mostra come sia difficile per le famiglie a casa attendere il rientro dei propri cari.

Nel video del brano “Wherever you are” c’è tutto l’amore delle donne che attendono il rientro dei loro mariti e l’impazienza dei figli che già guardano al futuro preparando striscioni di “Bentornato papà”. E’ un video intenso e commovente: le foto sul campo di battaglia si alternano alla fitta corrispondenza tra i militari e le famiglie le cui parole sono state scelte per comporre proprio il testo della canzone.

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Gossip

Kim Kardashian, altri guai all’orizzonte…

Per la bella Kim Kardashian e per tutta la famiglia più nota dello showbiz, non è un periodo facile. Esclusa la gioia per la gravidanza di  Kourtney e per quella “paventata” di Khloe,  i grattacapi non mancano di certo. Infatti, dalle udienze con gli avvocati per il divorzio dal giocatore NBA Chris Humpries alla gestione di questa fase con i media che manipolano ogni dichiarazione e perseguitano l’intera famiglia, per la bella Kim i fattori di stress non mancano di certo.

Kim Kardashian A tutto ciò si va ad aggiungere un’indagine per sfruttamento del lavoro minorile! Già, perché a quanto pare alcuni dei prodotti griffati Kardashian, che negli Stati Uniti spopolano soprattutto tra le ragazzine di buona famiglia, sono realizzati in Cina sfruttando ragazzini minorenni; gli unici in grado di realizzare prodotti “in miniatura”. Ovviamente, questa forza lavora sarebbe anche sottopagata e costretta a lavorare in condizioni disdicevoli. Proprio per questo in tanti stanno chiedendo, soprattutto alla più nota delle sorelle, di verificare quanto di questo sia vero e di “cancellare” queste fabbriche che sfruttano i bambini e gli operai, per affidare la produzione della griffe “Kardashian” ad imprenditori onesti.

Le sorelle Kardashian per il momento “nicchiano” dietro un “non sappiamo se sia vero, verificheremo“, ma vedremo se al termine dell’indagine si farà davvero qualcosa per aiutare questi poveri ragazzini costretti a lavorare, anche 12 ore al giorno, per un tozzo di pane. Si dice che Kim abbia voglia di maternità, allora non resta che sperare che si senta responsabile anche di questi bambini, come farebbe una vera donna e una vera mamma.