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15enne suicida: non si tratta di omofobia, i compagni smentiscono

Dopo il caso di Amanda Todd, anche in Italia si è consumata un’altra vicenda di cyberbullismo, che ha avuto come vittima, questa volta, un ragazzo romano di 15 anni, deriso e perseguitato per la sua presunta omosessualità.

Il giovane, che aveva l’abitudine di utilizzare un abbigliamento magari un po’ eccentrico (spesso caratterizzato dal colore rosa), smalto alle unghie e, in alcuni casi, anche trucco sul viso, è stato letteralmente preso di mira da un gruppo di suoi compagni liceali, i quali, addirittura, non accontentandosi di chiamarlo “il ragazzo dai pantaloni rosa“, avevano creato un suo falso profilo Facebook con il nome del ragazzo storpiato al femminile, all’interno del quale venivano attuate pesanti prese in giro (con ben 39 “mi piace”).

Il ragazzo, lo scorso martedì, una volta tornato da scuola, non riuscendo più a reggere le pressioni alle quali era continuamente sottoposto, ha deciso di togliersi la vita impiccandosi.

Immediato è stato l’avvio dell’inchiesta da Parte della Procura di Roma, ma al momento ancora non ci sono indagati. Intanto, la vicenda ha sensibilizzato l’intera popolazione italiana, il Gay Center (che ha chiesto al Ministro dell’istruzione Profumo di indire una giornata di lutto nelle scuole) e vari personaggi politici, tra cui, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’ex Governatore della regione Lazio Renata Polverini, i quali hanno espresso il loro dolore per ciò che è avvenuto, e il Presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, che ha affermato: “Non è giusto morire a 15 anni. Oggi piangiamo la vita spezzata di un ragazzino, l’ennesima vittima dell’ignoranza e dei pregiudizi”.

15enne suicidaMentre l’Italia intera, però, sta gridando all’omofobia (tanto che L’italia dei Valori ha chiesto subito un’apposita legge), a distanza di pochi giorni dal suicidio, parlano il nonno e i compagni del ragazzo, affermando che il ragazzo non era affatto gay ma, anzi, innamorato di una ragazzina.

In una lettera indirizzata ai direttori dei giornali, i compagni di Andrea (questo il nome del giovane) scrivono che mai nella loro scuola c’è stato un episodio di omofobia e che è stata sempre rispettata l’originalità e la personalità di Andrea, in quanto era proprio il suo punto di forza. Sul ragazzo poi aggiungono che non era omosessuale ma, piuttosto, era innamorato di una ragazza dall’inizio del liceo, cosa che ha affermato anche in nonno del giovane.

In una recente intervista il nonno ha dichiarato “È stato schiacciato dalla calunnia. E lui era troppo sensibile, non ha resistito. Mio nipote era innamorato di una ragazzina, purtroppo non corrisposto. Me lo posso immaginare perché hanno messo in giro tutte quelle chiacchiere, volevano metterlo in cattiva luce davanti a quella ragazzina, qualcuno gliela voleva soffiare.”

Il resto della famiglia è chiusa nel dolore.

 

 

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