Ucraina: sciolti i Berkut e destituiti i consiglieri di Yanukovich

Evolve ancora la situazione in Ucraina, e per fortuna sembra che i cambiamenti delle ultime ore siano volti a far calmare le acque e ad evitare ulteriori violenze.

Il ministro dell’Interno ucraino ad interim, Arsen Avakov, ha annunciato lo scioglimento del corpo speciale di polizia anti-sommossa, che si era reso responsabile della feroce repressione della rivolta di Kiev durante le scorse settimane a danno dei manifestanti pro europeisti. Il corpo di polizia è anche chiamato ‘Berkut’, in lingua locale ‘Aquila’. In pratica si tratta di circa quattromila effettivi, che non rispondono ad un comando centrale unificato ma alle dirette dipendenze delle direzioni regionali del dicastero. Ancora una volta via Facebook, Avakov ha scritto: “Il ‘Berkut’ non esiste più. Ho appena firmato l’ordinanza numero 144, datata 25 febbraio 2014, per la sua chiusura”. La proposta di legge corrispondente alla legge che viene nominata nella dichiarazione sul social network era sta presentata domenica alla Rada Suprema, il Parlamento di Kiev, dai nazionalisti di Svoboda, tra le principali forze di opposizione contro il regime di Viktor Yanukovich. I Berkut erano nati dalle reminiscenze delle forze speciali della polizia dell’Ucraina sovietica ed erano chiamati anche baschi rossi.

Intanto sul sito ufficiale della Presidenza, il presidente ad interim Oleksandr Turchynov ha reso noto di aver destituito 42 consiglieri che facevano capo al suo predecessore, il filo-russo Viktor Yanukovich, che adesso è in fuga mentre viene ricercato per omicidio premeditato di massa.

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