Turchia e Costituzione: un enorme passo indietro per l’uguaglianza tra uomo e donna

In un momento storico dove la lotta per i diritti femminili è sempre più una priorità, non solo di donne che si sono stancate di essere considerate inferiori ma anche per le associazioni di tutto il mondo, la Turchia va in controtendenza.

donne turchia uomini costituzioneLo Stato della penisola dell’Anatolia infatti sta vivendo un momento politico molto importante, dal momento che l’Assemblea Costituente ha appena redatto una nuova costituzione che, se approvata dal parlamento, sarà la guida della nazione per molti anni a venire. In questa revisione e riscrittura della costituzione però l’assemblea ha declassato la donna, da “uguale” a “complementare” all’uomo all’interno della famiglia e dello Stato.

Ecco come recita la nuova costituzione: << lo Stato assicura la protezione dei diritti della donna, sotto il principio della complementarità con l’uomo in seno alla famiglia, e in qualità di associata all’uomo nello sviluppo della Patria>>. In questi termini che possono sembrare positivi e accondiscendenti, la donna non è più un cittadino normale, uguale all’uomo e indipendente da esso, bensì un complementare, una parte dell’uomo, che da esso dipende e che con esso acquista significato.

Inutile sottolineare che la comunità internazionale e soprattutto Amnesty International e l’Associazione tunisina delle donne democratiche hanno fatto già sentire la propria voce, definendo queste righe costituzionale lesive per la dignità della donna in quanto sopprimono il principio di uguaglianza trai sessi rifiutando completamente i diritti della donna ad essere una individualità. La costituzione nella sua interezza e questo articolo in particolare verranno ufficializzati solo dopo la votazione del parlamento in seduta plenaria, tuttavia la situazione resta critica.

Se dopo la primavera araba, dopo le iniziative donne turchia rispetto dirittiinternazionali, dopo lo sport, la politica, la medicina che si aprono alle donne è ancora possibile concepire questo tipo di pensiero legittimato giuridicamente e politicamente, è proprio vero che la strada per l’uguaglianza è ancora tantissima da percorrere.

Il problema di fondo è lo status mentale di chi scrive la legge, il pensiero così fortemente radicato in una ottusa tradizione che vuole le donne inferiori all’uomo, quando invece basterebbe guardare la realtà di ogni giorno per capire quanto l’uomo e la donna siano indispensabili l’uno all’altra, senza distinzione di merito e di sesso, semplicemente prendendo atto della necessità, al mondo, di entrambe le parti, dell’equilibrio tra le parti e della pari dignità di cui queste parti dovrebbero godere.

La Turchia è sull’orlo di una grandissima involuzione politica e sociale, ed è tristemente probabile che questo rischio diventi presto realtà. L’unica speranza risiede, a quei livelli, nel confronto internazionale e nell’intercessione delle associazioni internazionali.

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  1. Arianna

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