Sembra proprio che la faglia su cui poggiano molti Paesi dell’area del Mediterraneo, tra cui la nostra Italia, sia diventata molto ballerina. Così dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia il 20 e il 29 maggio, con annesse tutte le repliche o scosse di assestamento, che dir si voglia, che tolgono il sonno alla popolazione. E dopo, le numerose scosse avvertite nel nord della Calabria, sull’altipiano del Pollino, che preoccupano la popolazione, anche a seguito dei tanti allarmi su un “possibile” terremoto distruttivo (superiore al settimo grado della scala Richter per intensità) che coinvolga Calabria e Sicilia orientale.

Ecco che le scosse fanno tremare anche altri Paesi: ieri dall’Egitto alla Turchia passando per la Grecia, sono state avvertite molte scosse, alcune di forte intensità. Come quella di 6,1 gradi della scala Richter, molto vicina a quella distruttiva del primo sisma in Emilia Romagna con epicentro nei pressi di Medolla, che ha colpito Oludeniz località turistica sul Mar Egeo, fortuna ha voluto che l’epicentro fosse in mare e che dunque i danni alla popolazione e alle cose siano stati contenuti. Ma se ciò non bastasse ecco altre scosse tutte superiori al quarto grado Richter, che hanno colpito Rodi (in Grecia) e Sharm el Sheik (in Egitto). Per fortuna solo tanta paura e pochi danni, ma a preoccupare è l’inquietante concomitanza di terremoti in questo periodo.