Tanti veli a Londra 2012: da Wojdan Shaherkani a Tahmina Kohistani

“Avevo molta paura” ecco cosa ha provato Wojdan Shaherkani, vera e propria star di questa giornata olimpica. La judoka ha segnato la storia delle Olimpiadi e del proprio Paese, l’Arabia Saudita, diventando la prima donna saudita a partecipare ad una competizione olimpica, con tanto di cuffietta per coprire i capelli, così come prescrive la sua religione.

veli olimpiadi londra 2012 ragazzeDa mesi Wojdan è al centro di una contesa che le contestava la partecipazione al torneo, proprio per il problema del velo: come avrebbe potuto fare a combattere con i capelli coperti, considerando che il velo, l’Hijab, avrebbe potuto danneggiarla durante l’incontro? La Federazione judo ha posto il veto perché con il velo l’atleta poteva finire addirittura strangolata.

Chi però era fortemente intenzionato a far partecipare la Shaherkani ai Giochi di Londra non ha mollato escogitando il sistema che ha salvato la moralità religiosa islamica, permettendo all’atleta di muoversi in perfetta sicurezza: una cuffietta disegnata appositamente da una stilista olandese.

A fine incontro, durato poco più di un minuto durante il quale l’atleta malese ha messo a tappeto subito la saudita, gli applausi erano tutti per lei, Wojdan, applausi di incoraggiamento e di ammirazione per una giovanissima donna, appena 18 anni, che forse inconsapevolmente ha fatto la storia del suo Paese, diventando un simbolo e un potenziale esempio per tutte le altre che verranno. La federazione saudita ha però rifiutato di far presenziare l’atleta alla conferenza stampa, facendo circolare solo dei comunicati ufficiali in cui è riportato il pensiero della ragazza: “Sono molto orgogliosa”.

E ha ragione di esserlo! Anche Mark Adams, portavoce del CIO, ha rilasciato dichiarazioni di soddisfazione: “E’ un simbolo molto importante.” I giornalisti tuttavia non si sono potuti avvicinare alla ragazza, sommersa da domande e richieste subito dopo l’incontro: posta a debita distanza e scortata da guardiani maschi ha lasciato il campo intimorita e scossa dalla confusione che si è creata intorno al suo incontro. Con lei, il padre, arbitro di judo e artefice della passione di sua figlia per questo sport, ha seguito ogni momento di questa “uscita pubblica” diWojdan.

venerdì, però, si sono aperte anche le gare di atletica a Londra 2012 e mai come quest’anno le donne velate hanno attirato l’attenzione. Iraq, Yemen, Giordania, Qatar, Afghanistan, Libano, e ancora Isole Comore, Kiribati, Laos, Isole Cook, Turkmenistan,Vanuatu e Nepal. Donne che vengono da Paesi in cui sono sottomesse hanno gareggiato, il più delle volte con risultati scadenti, con le donne più forti al mondo, senza differenze, tranne che per l’abbigliamento, rigorosamente rispettoso delle esigenze sociali e religiose dei singoli. E per chi era presente, quella mattina è stata una giornata davvero epica, in pieno stile e spirito olimpico.

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