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Lotto: leggenda e marketing per un sistema vincente!

Manuela Marta Merico Web & Media Pubblicato il 17 settembre 2012, alle 15:06

Quando ero più piccola e sentivo parlare della Lotto, azienda di abbigliamento tecnico-sportivo, rabbrividivo. Perché? Mio padre, amante di questo marchio, soprattutto perché poco costoso, mi appioppava sempre delle maxi tute sintetiche con questa specie di otto squadrato, che solo a vederlo mi stava antipatico.

Zhero Gravity GrCon il passare degli anni, mi sono ricreduta molto sull’azienda e soprattutto sul design di questo marchio proprio grazie ai nuovi modelli. Avendo in famiglia un maestro di tennis, ho notato che spesso mio zio, indossava le scarpe Lotto e diceva che erano comode e traspiranti; poi girovagando sul web ho scoperto che Lotto si è dedicato molto ai giovani in quest’ultimo decennio.

Se pensiamo proprio alle scarpe, prima erano adeguate solo all’uso tecnico, ora sono anche da passeggio, come il modello Wayne che è una sneaker alta con al lato una bandiera inglese. Sempre sul web ho scoperto, finalmente, che il fantomatico otto squadrato è invece un logo ottenuto sovrapponendo due campi da calcio, tutt’ora rimasto invariata tranne che nella scarpa Zhero Gravity (la prima scarpa da calcio senza lacci), dove è disegnato a metà.

Tante novità per un’azienda nata nel 1973 e che per anni ha conservato un pò la fama di marchio leggenda, come i campioni che la indossavano a quei tempi; ad esempio Dino Zoff nella nazionale italiana dal 1968 al 1983.

Il merito di queste innovazioni va in parte al designer Francesco Torresan e al direttore della comunicazione e marketing, Alberto Fraticelli, mossi entrambi dalla voglia di unire la matrice performance alla scarpa lifestyle e viceversa. Per ora sembra che i mercati stiano rispondendo bene, ricordiamo che la tennista Schiavone ai Roland Garros nel 2010 ha scelto proprio Lotto come sponsor di un torneo per lei vittorioso.

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Manuela Marta Merico

ME, MY SELF AND I: MANUELA MARTA MERICO Adoro danzare fin da quando ero piccola e, questo, ha portato ad accrescere la mia creatività personale: dalla comunicazione alla cultura in generale. Dopo aver tentato la carriera militare, ho mollato tutto per un sogno: diventare personal shopper ed esperta di moda. Il mio ruolo di blogger in Pink Dna è in piccola parte la realizzazione di questo obiettivo.

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