Le ragazze che fanno sport a livello agonistico sono lesbiche?

donne sportRispondere a questa domanda è un po’ come voler camminare su un tappeto di cactus senza farsi male; infatti, qualsiasi risposta potrebbe essere smentita dall’esperienza personale che ognuna di voi ha. Per esempio, se dicessi che quasi tutte le ragazze che giocano a calcio sono lesbiche, ci sarà qualcuna che dirà che non è vero, perché nella sua squadra bla bla bla.

Però qualcosa dobbiamo pur dire su questo tema e quello che possiamo dire è che ascoltando e leggendo alcune testimonianze qua e là si può sicuramente evincere che la maggior parte delle ragazze che si dedica a sport tipicamente maschili sono lesbiche o almeno bisessuali.

Affermare questo non mi sembra di veicolare uno stereotipo, ma semplicemente constatare che la carica “maschile”, che trova espressione in certi sport, è presente, per forza di cose, negli uomini e nelle donne che praticano questi sport.

Sentire dentro di sé una certa “potenza” porta a scegliere attività, professionali come sportive, che permettano di “dare sfogo” a questa energia.

Ora, che i maschi abbiano per natura questa potenza in sé è un dato di fatto, così come è un dato di fatto che ne siano sprovvisti i gay, soprattutto quelli esili e fragili. Ma è anche un dato di fatto che alcune femmine ne siano provviste e quelle che ne sono provviste sono quasi sempre lesbiche e alcune bisex, mentre la quasi totalità delle femmine eterosessuali ha un  livello di “potenza e forza” molto minore.

Sono dati di fatto, aspetti dei quali possiamo constatarne l’esistenza nella vita di tutti i giorni, poi certo possono esserci delle eccezioni, ma sono appunto eccezioni.

Quindi, in ambito sportivo troviamo molte ragazze lesbiche/bisex soprattutto negli sport di squadra; in questi, diversamente dagli sport individuali, si deve creare un gruppo affiatato per poter vincere e quindi la condivisione di tempi, allenamenti, emozioni, sentimenti, spogliatoi, ecc. favorisce rapporti molto intimi; le ragazze fanno gruppo, formano un corpo unico, sono tutte unite contro le avversarie, per cui tra loro deve esserci molto affiatamento.

Tant’è che quando sorgono gelosie tra di loro, e dico gelosie non semplicemente invidie, tutta la squadra e il livello di rendimento ne risente. Questa è una dimostrazione del fatto che tra di loro c’è un rapporto molto stretto e oggetto di dinamiche psicologiche complesse.

Tra i tanti interventi su questo argomento che ho letto in rete vorrei qui riportane uno che ho trovato su gay-forum (http://www.gay-forum.it/forum/index.php/topic/17337-sport-da-lesbiche/) e che mi sembra particolarmente interessante pur nella sua brevità; a mio parere e per la mia esperienza rispecchia abbastanza bene la realtà:

“Io in ogni caso sono dell’idea che in generale le ragazze lesbiche, almeno in adolescenza, siano più sportive delle etero (in generale, poi non vuol dire che tutte le lesbiche siano sportive) e quindi poi in un ambiente sportivo c’è una percentuale di lesbiche maggiore che non nella popolazione generale, ma credo che per forza di numeri, il numero delle etero sia sempre superiore, tranne forse nel calcio. Anche se io mi sono fatta l’idea che nel calcio il numero di lesbiche sia abbastanza alto a partire da squadre sopra i 14 anni. Sembra stupido ma ho avuto la sensazione che alcune mie amiche lesbiche si siano avvicinate al calcio in tarda età (15-16 anni) proprio per poter conoscere altre lesbiche, quindi se altre fanno questo ragionamento poi è normale che si allarghi il fenomeno donna calciatrice –> lesbica”.