Lega Nord in realtà comanda Rosy Mauro, mentre Umberto Bossi nicchia

La politica italiana è capace di riservare sempre grandi e impensabili sorprese. Ormai i nostri “politicanti” ci hanno insegnato che basta mettere una persona normale in un partito e si tramuterà nel peggiore dei truffatori del mondo. Ne è la dimostrazione il caso Lusi, ex tesoriere della Margherita, che ha sempre fatto parte dell’AGESCI, dei boyscout per capirci, e che ormai da settimane è assurto alle cronache come colui che sottraeva al bilancio del proprio partito “qualche soldo” per comprare case, auto e pagare qualche cena a base di caviale, ostriche e champagne.

Spenti i riflettori su questo caso ecco scoppiare la bomba “verde”. Guardia di Finanza e Carabinieri irrompono nella sede della Lega Nord in via Bellerio per sequestrare documenti relativi alla gestione dei finanziamenti che il partito ha ricevuto, ops i finanziamenti sono illegali… si chiamano rimborsi elettorali. Sembra che il tesoriere Francesco Belsito tenesse una contabilità non molto chiara, con cui copriva spese non autorizzate fatte direttamente da lui, che come macchina di rappresentanza aveva affittato una Porsche, oppure da altri esponenti del cerchio magico. Cioè dei più stretti collaboratori del Senatur Umberto Bossi. Sì, infatti, già prima della malattia e ancor di più dopo, attorno al leader incontrastato della Lega Nord ruotavano alcuni personaggi, molto più simili ad avvoltoi che ad angeli, ed oggi capiamo bene il perché.

Sembra, infatti, che venissero regolarmente distratti dei fondi dalla cassa per le spese di questo o di quello. La prima ad essere nell’occhio del ciclone è l’attuale vicepresidente del Senato, Rosy Mauro detta la nera, che secondo le dichiarazioni delle due segretarie di Bossi in quel di Roma, Daniela CantamessaNadia Dagrada, per la persona e la famiglia del Senatur era sempre stata considerata un vero pericolo. Si stabilì affianco la casa di Bossi subito dopo la malattia e divenne una sorta di ombra del segretario leghista, ora dimessosi a seguito dello scandalo, tante le storie che girano attorno a questa donna “manovratrice”: dai soldi per l’amante, a quelli per società in odor di collusione con ‘Ndrangheta, passando per soldi a sindacati leghisti… Insomma, in buona sostanza lei aveva accesso diretto alle casse, con buona pace di Belsito.

Ovviamente, tutta questa vicenda ha scatenato un putiferio in Rete, visto che i leghisti si sono sentiti letteralmente traditi da chi ha sempre definito “Roma Ladrona”. E l’animo dei fedelissimi della “Padania Libera” sarà ancor più triste a leggere le notizie di oggi, che riguardano centinaia di migliaia di euro utilizzati per far condurre ai componenti della famiglia bossi una vita agiata e per molti versi semplificata. Fra tutte queste spese, da accertare, spiccano l’acquisto di un’Audi A6 e di una Smart per il Trota, alias Renzo Bossi, oltre 100.000 euro pagati per una laurea in una scuola privata di Londra; 900.000 euro per la scuola dell’infanzia fondata dalla moglie di Bossi e dulcis in fundo circa 25.000 euro per dei lavori di ristrutturazione della casa di Gemonio, di cui Bossi e famiglia dicono di non saper nulla…

Insomma, anche in Padania non è che proprio tutti avessero le mani puliti, a vedere i primi risultati di questa inchiesta e a leggere le dichiarazioni delle segretarie di Bossi, che dicono di aver più volte avvisato il Senatur dei rischi che correva lasciando fare alla coppia Belsito-Mauro. Adesso, dopo le dimissioni da segretario confederale della Lega Nord di Umberto Bossi, il partito è affidato ad un triumvirato, di cui fa parte anche l’ex Ministro dell’Interno, Roberto Maroni ormai da un po’ di mesi in netto contrasto con l’ex leader. Sembra che proprio a Maroni e al sindaco di Verona Tosi sia affidata la rinascita leghista, in quanto, entrambi erano da mesi in rotta di collisione col cerchio magico, forse perché avevano capito prima di altri che quanto stava accadendo non era certo edificante.

Non resta che attendere i risultati dell’inchiesta per capire se anche i leghisti hanno fatto i “ladroni”, e soprattutto, il 5-6 maggio per comprendere quanto questo scandalo abbia danneggiato la credibilità del movimento, disgregando la base dei suoi elettori, che almeno in parte dicono di non credere a quanto successo… Ma si sa, spesso sono più quelli che restano in silenzio, di quelli che invece si presentano davanti alle telecamere delle diverse Tv che stanno affollando i “bunker” padani in questi giorni.

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