Abbiamo il piacere di ospitare sulle nostre pagine una succulenta intervista a Giovanna Griffo, nota fotografa “romana”, che con il suo sito Max Artis ha praticamente rivoluzionato il mondo del Web dedicato alla fotografia in Italia. La sua passione per la fotografia come arte, e la sua capacità di far conoscere gli strumenti per rendere ogni scatto un qualcosa di unico, la rendono una delle fotografe più conosciute e stimate nel paronama nazionale e non solo.

Giovanna Griffo Autoritratto

Lo splendido sorriso di Giovanna in un autoritratto.

Giovanna Griffo, cos’è la fotografia?
La fotografia per me è una grandissima, immensa, devastante, sconfinata espressione della sensibilità, dell’amore per il mondo e la vita, della voglia di “sentire”, della capacità di emozionarci anche di fronte alle piccole cose della vita, di fermarci un attimo a guardare quei gesti sui quali nessuno si sofferma, sulla luce che nessuno si accorge ci accarezza, sulle forme che molti sottovalutano in quanti modi si sanno trasformare, sul guizzo di un istante che è vivo ed è reale solo in quel preciso istante temporale e che dopo un secondo già non esiste più. Amo la fotografia, sì l’amo. Amo quella sensazione che ti brucia dentro la testa per giorni magari, perchè hai un’idea che vuole venire al mondo, ma non puoi manipolarla prima, non puoi fare dei tentativi, non puoi accompagnarla per mano. Te la devi tenere in testa, fino alla fine, la devi coccolare molto tempo, le devi dare attenzioni, devi farla prima crescere dentro di te, e poi, nell’arco di un millesimo di secondo magari, darle la vita. La fotografia è diversa da tutte le altre forme d’arte creativa. In tutte le altre forme il processo è più lento, meno impulsivo, più metodico, più strutturato, ma nella fotografia… ci vuole una frazione di secondo per portarla alla vita, un tempo brevissimo per far nascere un’idea che chissà da quanto tempo custodivi nella testa. Ed è qui che nascono le tensioni, le frustrazioni, le fissazioni” perché quelle idee, quei desideri che vorresti portare nel mondo, stanno troppo bene dentro la nostra testa, e più ci rimangono e più diventano ingombranti, e più magari ci affezioniamo ad essi, e non vogliamo più lasciarli, ma far sì che continuino a crescere. E così accade, a volte, che dentro lo spazio di un click, si sprigionino tensioni, e dolori, e gioia, e sentimenti enormi, ci sentiamo più sereni, più sollevati perchè ora possiamo finalmente condividerli con qualcuno, guardarli ogni volta che lo desideriamo, e non aver più paura che possano svanire dimenticati proprio dalla mente che li ha generati. Niente come l’immagine è più sintetica e densa di messaggi che arrivano dritti come un fulmine, attraverso l’occhio di chi guarda, nella testa e nel cuore. Però per riuscire a far questo è necessaria una dote, rara, quanto preziosa: essere specchio del mondo e rendere il mondo specchio di noi stessi. Se ci riusciamo,  il mondo entra dentro di noi e ne fuoriesce ancora più ricco, più completo, più vero anche, e non c’è più distinzione fra vedere e sentire, il mondo parla attraverso te e tu parli attraverso il mondo”.

Come ha cambiato la tua vita l’incontro con questa grande passione?
L’incontro con questa grande passione è avvenuto quando ero ancora molto piccola e mi divertivo a seguire mio padre all’interno della camera oscura. Da allora sono stati piantati dei semini che non hanno mai smesso di germogliare e fiorire, rendendo la mia vita incredibilmente ricca, intensa e stimolante. La fotografia ti fa scoprire di essere in grado di vedere oltre il visibile, e di avere la capacità di vedere di più con un occhio solo invece che con due! La fotografia mi ha dato e continua a dare tanto alla mia vita, mi permette di conoscere il mondo e le persone, di scoprirlo e di viverlo in un modo infinitamente più vero ed intenso.

Donne e fotografia, connubio sempre più forte. Perché?

Secondo me le donne hanno una marcia in più come fotografe e non lo dico solo per fare una banale questione sessista. La donna ha da sempre, per retaggio culturale, una maggiore empatia verso il mondo e le persone, ed una capacità di relazionarsi più spontanea e naturale. Certamente non mi piace fare generalizzazioni, ci sono sempre le eccezioni a tutto, ma nella maggioranza dei casi le donne hanno una maggiore spiccata sensibilità che permette loro di entrare subito in sintonia con il soggetto della loro fotografia, creando una relazione speciale in tempi davvero rapidissimi. Basti pensare alla fotografia di ritratti familiari o di bambini che vede un numero sempre maggiore di donne fotografe che in questo particolare settore riescono ad esprimersi davvero con eccellenza e capacità.

Quando la fotografia diventa arte?
E’ indubbio che la fotografia sia un hobby popolare, un mestiere, un’attività commerciale per molti, una professione per alcuni, uno strumento per la scienza e, forse, una scienza essa stessa. Una volta si discuteva se fosse anche un’arte, ma credo che oggi il dibattito sia chiuso. L’uso dell’apparecchio fotografico non impedisce al fotografo di essere considerato un artista, proprio come l’uso della macchina da scrivere non squalifica il poeta o lo scrittore. Tuttavia la macchina fotografica, o la macchina da scrivere, non fanno l’artista: sono soltanto strumenti.

Riguardo poi la presunta oggettività della fotografia, vorrei citare Neil Leifer: “La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha.”

Non dimentichiamo che la fotografia è solo una parcellizzazione di ciò che stiamo osservando, un rettangolo bidimensionale all’interno del quale confluiscono le idee, la sensibilità, la cultura e la visione del fotografo. Nel momento stesso in cui il fotografo mette l’occhio nel mirino si compiono delle scelte: cosa viene incluso nel fotogramma e cosa no, cosa viene enfatizzato e cosa nascosto, e questo processo continua anche dopo, lungo il processo creativo di sviluppo e stampa dell’immagine. E’ quindi impossibile che la fotografia possa essere una documentazione oggettiva. E si può anche fare arte con la fotografia, perché l’artista è colui che è in grado di scorgere l’ordine nel caos, la bellezza nella banalità, mostrando il mondo in un modo in cui non era mai stato visto prima.

La foto preferita di Giovanna Griffo

Ecco lo scatto preferito di Giovanna Griffo. Splendido vero?

Qual è il tuo scatto preferito e perché? 
Penso che lo scatto preferito sia sempre l’ultimo che si riesce a cogliere, perché ogni volta si fotografa si scopre di avere la capacità di “vedere” un pochino di più. Ad ogni modo ho scelto questo ritratto che ho fatto al mio nipotino di 6 mesi. E’ sempre molto difficile fotografare i bambini piccoli perché sicuramente non si mettono in posa, ma è proprio questa sfida che permette di cogliere in loro delle espressioni così incredibilmente vere ed emozionanti che quando riesce a coglierne una ti sembra di avere avuto le chiavi del loro magico mondo.

Ti senti più autrice o protagonista delle immagini che scatti?
Direi entrambe le cose! Perché è vero che ne sono l’autore nel senso che sono colei che le crea e le concepisce, ma sicuramente anche protagonista perché le fotografie parlano moltissimo di noi, anche se non compariamo fisicamente all’interno dell’immagine. Si può leggere tanto del carattere, della cultura e della sensibilità di una persona semplicemente osservando una sua fotografia.

Un consiglio per una donna che vuole avvicinarsi alla fotografia.
Il mio consiglio è: osare e avere coraggio e determinazione! Le donne in fotografia sono molto poche, è un mondo a grandissima maggioranza maschile e questo potrebbe in qualche modo intimidire. Io penso che invece sia un elemento di vantaggio: essere donna nel mondo della fotografia significa distinguersi ed offrire un punto di vista diverso dall’universo monopolizzato dalle figure maschili, e questo potrebbe essere un grande valore aggiunto per chi cerca nella fotografia  “qualcosa in più”.

Maxartis.it è il tuo grande “figlio”, qual è la soddisfazione maggiore?
La soddisfazione maggiore di questo grande “figlio” è vedere come nonostante abbia solo 6 anni non va alle elementari, ma è già all’università! E’ diventato un punto di riferimento nazionale per chi cerca un sito davvero didattico dove poter imparare molto in modo gratuito. Una palestra efficacissima basata sul confronto onesto e costruttivo che ha fatto emergere moltissimi fotografi talentuosi. Quando riesci a trasmettere del vero valore, e senti che quello che fai è utile, quale soddisfazione maggiore?

Le foto è bello guardarle stampate o sul Web?
Il Web è uno strumento eccezionale per poter vedere e scoprire migliaia di fotografie ed autori bravissimi. E’ stata una vera rivoluzione che ha permesso a tanti di emergere e di crescere, ma se vogliamo parlare della sensazione di poter guardare una foto sul web o stampata, non c’è assolutamente confronto. La foto a monitor è una fruizione veloce, immediata, ma non di qualità. Purtroppo la visualizzazione dipende dal dispositivo usato e la foto potrebbe apparire drammaticamente diversa da dispositivo a dispositivo, nel bene e nel male. La stampa è l’unica verità. Rappresenta la vera natura della fotografia, il completamente del suo processo creativo che parte dal clic, proseguendo per lo sviluppo, per poi finalizzarsi nella stampa. Privarsene significa perdere una parte di ciò che la fotografia potrebbe esprimere.

E parlando di Giovanna Griffo donna, a cosa non rinunceresti nella tua vita e nel tuo essere donna?
Non rinuncerei mai alla fotografia! Si può essere donne, senza perdere in femminilità  anche in tenuta da fotografo, basta avere un valido assistente che si accolli tutta l’attrezzatura, e allora anche scattare con tacco 12 può essere facile! La mia fotografa preferita del passato, Margaret Burke White, non si presentava mai senza i suoi guanti rossi in tinta con scarpe e stola, una vera diva degli anni 30.