Il Gelsomino tra fascino, sensualità e censura

La parola Gelsomino deriva dal persiano “yasamin” con la sovrapposizione della parola “gelso”. Appartenente alla famiglia delle Oleaceae, dai fiori stellati bianchi o gialli, questa pianta ha una caratteristica che spicca su tutto: la sensualità. Del suo profumo, della sua eleganza, del suo significato, della sua origine. Il Gelsomino possiede qualcosa di esotico che rimanda inevitabilmente all’universo dei profumi d’Arabia e d’Asia, alle leggende che raccontano questi fiori come stelle precipitate sulla Terra.

gelsominoLa coltivazione del Gelsomino non è difficile. Qualunque terra gli conviene, vegeta però meglio nei terreni leggeri e freschi, preferendo posizioni soleggiate, riparate dai venti. I geli, se intensi e prolungati, possono uccidere i suoi rami, ma è raro che guastino le sue radici per cui basterà tagliare in primavera verso terra i suoi rami per ottenere getti rigogliosissimi e riparare l’eventuale danno sofferto.

Tra tutte le specie di gelsomino esistenti, la più coltivata è sicuramente il jasminum polyanthum, pianta sempreverde e rampicante, semirustica, con piccoli fiori bianchi molto profumati che sbocciano in primavera. Per una fioritura più precoce, invernale, c’è il jasminum nudiflorum, chiamato Gelsomino di San Giuseppe. Ha portamento compatto, con alcuni fusti ricadenti o rampicanti, e foglie caduche che lasciano spazio a una profusione di fiori a stella di colore giallo oro. E poi il floridum, sempreverde, con portamento eretto ed arrotondato, e fioritura che si protrae da maggio fino ad agosto. O il sambac, alto fino a tre metri, con foglie ovali, cuoiose e fiori bianchi doppi, molto profumati.

E cosi via più di 200 specie che possono soddisfare il gusto di ognuno.

Il suo significato, diverso da paese in paese, è legato sempre al mondo dei sentimenti e dell’amore.

Ma la sua terra d’origine l’ha recentamente messo al bando. Spaventata dal potere rivoluzionario del fiore, scelto a simbolo della rivoluzione egiziana, la Cina ha deciso di cancellare il termine dal vocabolario, poi dal lessico, infine dalla Rete. Funzionari dei servizi segreti, ai primi di marzo, hanno girato vivai e mercati dei fiori di tutto il Paese per avvertire che il gelsomino doveva sparire dalla circolazione: non potendo arrestare o “rieducare” un fiore, la Cina ha semplicemente deciso di abolirli.

La carica persuasiva è stata tale che i gelsomini sono scomparsi davvero e il loro prezzo, al mercato nero dei villaggi di campagna, nello sconcerto generale è crollato.

Nessuna censura può però far crollare il suo fascino, intramontabile come il suo profumo.