Grecia: umiliazione o buon senso? I contenuti dell’accordo

Nella nottata è stato trovato l’accordo tra i creditori internazionali e la Grecia. La mediazione, comunicata in maniera sorprendente attraverso Twitter, consentirà al paese ellenico di ricevere il terzo piano di aiuti internazionali per una cifra di 86 miliardi di euro.

Proteste GreciaGli scenari della crisi greca sono cambiati varie volte in queste settimane. Dopo tanti alti e bassi e dopo un referendum, che ha rischiato di mettere a repentaglio la presenza della Grecia nell’Eurozona, si è riusciti a trovare una compromesso.
La domanda che si pongono in molti è se sia o meno un accordo favorevole per la Grecia o se, come sostengono molti esponenti di Syriza, si debba parlare addirittura di un’umiliazione per Tsipras.
I punti critici sono molteplici, così come sono tante le riforme che dovrà mettere sul campo il governo greco nei prossimi giorni.
Ma andiamo con ordine.

Come accennato in precedenza, gli aiuti finanziari che verranno erogati attraverso il fondo salva stati ammontano a 86 miliardi di euro, 25 dei quali verranno destinati per l’immediata ricapitalizzazione delle banche greche.
Verrà discussa questa settimana, inoltre, la possibilità di fornire alla Grecia un prestito ponte che possa consentire ad Atene di restituire alla Bce, entro il 20 luglio, i 3,5 miliardi di euro ricevuti.
Uno degli argomenti più spinosi è stato infine la possibile rivisitazione del debito greco. L’Eurogruppo ha concesso solamente una dilatazione delle scadenze per permettere all’esecutivo di applicare le riforme richieste.

Le note liete, per Tsipras, finiscono qui. Entro mercoledì, infatti, il Parlamento greco dovrà approvare un pacchetto di provvedimenti che contiene: l’innalzamento dell’aliquota Iva senza alcuno sconto per le isole greche; la riforma del sistema pensionistico, con la conseguente eliminazione delle baby pensioni ed innalzando l’età pensionabile a 67 anni entro il 2022; l’abolizione dei trattamenti fiscali agevolati per agricoltori ed armatori più una serie di liberalizzazioni.
Ma l’elenco delle riforme non finisce certo qui, perché la Grecia si impegna anche ad adattare nei prossimi mesi il sistema lavoristico a quello europeo, a riformare il sistema di governance delle banche e la pubblica amministrazione.
Gli interventi dovranno essere, inoltre, supervisionati dall’ex troika prima che vengano conosciuti dall’opinione pubblica e dal Parlamento. Si tratta, dunque, di una vera e propria “marcatura ad uomo” da parte delle istituzioni europee, che garantiscono nuove risorse e tempi più lunghi per risanare il debito, ma chiedono al contempo maggiori garanzie.
Per questo motivo verrà istituito un fondo di garanzia nel quale far confluire le privatizzazioni effettuate dalla Grecia. Il suo valore sarà di 50 miliardi di euro, 25 dei quali verranno destinati alla ri-capitalizzazione delle banche, restituendo in pratica i soldi ricevuti dall’Esm.

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