Google, non censurerà il video “blasfemo” su Maometto.

In seguito agli scontri di Bengasi e al divulgarsi di insurrezioni nei paesi mediorientali, la Casa Bianca ha richiesto a Google di rimuovere da YouTube il video <<blasfemo>> su Maometto, ma il colosso della Silicon Valley non ha accettato e si è limitato ad oscurare il video solo nei “paesi sensibili”, come l’India, Indonesia e in seguito al protrarsi dei disordini, in Libia e in Egitto. Tutto ciò in difesa della libertà di parola.

Il caso del trailer <<The Innocence of Muslims>> , il film che ha scatenato l’ira di un pezzo del mondo islamico con la sua raffigurazione di un Maometto truffatore donnaiolo e pedofilo, è l’ennesimo esempio di uno dei problemi nati col web: l’impossibilità di mantenere nel mondo della comunicazione,digitale e globalizzata, una visione della libertà d’espressione universale ed assoluta, applicata ovunque allo stesso modo. 

Nonostante il codice etico impedisca a Google di diffondere materiale che possa offendere la sensibilità religiose, rischiare di alimentare sommosse. L’azienda, non ha ritenuto che il video in questione rientrasse nella categoria e quindi si è limitata ad oscurare il filmato nei paesi in cui, la diffusione di immagini offensive di quella natura è un reato.

Questa politica di censura, è detta a “geometria variabile”, ovvero, la limitazione selettiva in alcuni Paesi con decisioni discrezionali. Ma a discrezione di chi? Chi decide quali sono le situazioni di <<particolare delicatezza>>. Non i governi, come si potrebbe pensare, ma un pugno di ragazzi geniali, imbevuti della cultura libertaria californiana. Come dire: da grandi poteri, derivano grandi responsabilità!

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