Aung San Suu Kyi: non sono i seggi ottenuti, ma l’entusiasmo delle persone!

Ci è voluto un premio Nobel per la Pace per portare l’attenzione dei Media sulla sua situazione e sul suo coraggio, ora un film uscito da poco torna a smuoverle le acque intorno, ma soprattutto un prossimo evento politico in Birmania la pone di nuovo al centro dell’attenzione a testimonianza dell’infinita grandezza d’animo, del coraggio, della forza e della dignità di un popolo che attraverso una donna non smette di sperare per un futuro libero. Lei è Aung San Suu Kyi, leader per il movimento di liberazione della Birmania.

Aung San Suu KyiL’orchidea d’acciaio è apparsa un po’ stanca, ma sempre serena e ironica accogliendo i 300 cronisti assiepati nel cortile della sua casa a Rangoon. L’occasione è stata quella delle elezioni di ieri, domenica primo aprile, elezioni che come ha annunciato la stessa Suu Kyi non si sarebbero potute definire “né libere né giuste” ma allo stesso tempo fondamentali per il processo di democratizzazione del Paese.

La novità questa volta è stata che la giunta ha concesso 44 seggi (pochissimi) e la stessa Aung San Suu Kyi ha condotto la campagna elettorale, dal momento che non si tratta solo di eleggere i deputati ma di mandare un messaggio, di dare notorietà all’evento e di coinvolgere tutta la nazione affinché essa si liberi da sola.

Senza paura La Signora cita casi di truffe, violenze fisiche e psicologiche, attacchi ai seggi, ai candidati e agli elettori messi in atto dal partito del passato regime, l’Usdp, che commenta così questi casi di violenza: “Non ho pentimenti e andava messa nel conto una certa reazione”. Ma la forza e la grandezza maggiore della leader birmana è che lei stessa vuole cancellare dalla memoria degli oppressi il sentimento di vendetta che cova nei cuori di chi ha enormemente sofferto e continua a soffrire. “Non mi interessa una giustizia punitiva – aggiunge -  ma una giustizia, che restituisca l’armonia”.

Ciò non toglie che il suo partito collaborerebbe Aung San Suu Kyi birmania elettavolentieri a un’eventuale inchiesta internazionale per indagare sui crimini commessi dai militari, senza lasciare però briglia sciolta a chi volesse vendicarsi in maniera barbara, così come ha fatto il regima militare negli anni passati.

Come ha sempre fatto, la donna non si lascia spaventare: “Anche una sola persona può fare una grande differenza – ha dichiarato sabato scorso – se quella persona viene ascoltata in tutto il mondo su ciò che succede in Parlamento. In ogni caso noi speriamo di vincere tutti i 44 seggi, è completamente irragionevole, però vogliamo vincerli tutti”.

Ma la grande sorpresa però arriva oggi, all’indomani delle elezioni supplementari, perché un annuncio ufficiale comunica che Lega nazionale per la democrazia (Lnd) ha vinto almeno 43 seggi. “Non è tanto un nostro trionfo, quanto un trionfo di coloro che hanno deciso di partecipare al processo politico di questo Paese – ha detto Suu Kyi – Ciò che importa non è il numero di seggi ottenuti, benché siamo ovviamente molto soddisfatti di averne ottenuti così tanti, ma il fatto che la gente dimostri tanto entusiasmo nella sua partecipazione al processo democratico”.

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