Dodicenne si getta dal balcone: i compagni la chiamavano cicciona

La chiamavano cicciona e probabilmente la sommergevano di insulti per il carattere introverso, il bullismo nelle scuole è arrivato a livelli intollerabili e una bambina di 12 anni sfinita tenta il suicidio gettandosi dal balcone. E’ in fin di vita in ospedale.

Torna a casa dopo l’ennesima mattinata di scuola, sfinita dalle offese e dagli sfottò degli amici, scrive una lettera ai genitori in cui spiega i motivi del gesto e si getta dal secondo piano. Momenti di vita e passaggi che una bambina di 12 anni non dovrebbe conoscere, eppure, questi episodi in seguito a continue offese, pressioni e vero e proprio bullismo stanno cominciando a ripetersi con impressionante frequenza.

Che si tratti di omosessualità o di una ragazzina sovrappeso non fa differenza, il problema è il modello che i nostri figli hanno assimilato, che è diciamo chiaramente in molti tratti disumano e mutuato dalla giungla più lontana dalla civiltà. Si parla tanto di tolleranza e di rispetto, ma poi nelle scuole il disprezzo per il diverso è cosa “comune” a tanti bambini e adolescenti, uomini di domani, capaci di costringere loro coetanei a preferire la morte alla vita. Una situazione inaccettabile, davanti alla quale tutti dai politici ai genitori, passando per professori e amici di famiglia, restano inermi e tolleranti con le fette di prosciutto sugli occhi.

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