Diritti dell’infanzia, l’Onu richiama la Chiesa

L’Onu ha diffuso il rapporto del Comitato sui diritti dell’infanzia. Nell’importante documento si è rivolta in particolare alla Chiesa, chiamata in ballo su temi delicatissimi quali aborto, contraccezione, omosessualità e pedofilia…

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L’organizzazione internazionale ha infatti chiesto alla Chiesa di rivedere le sue posizioni sull’aborto, soprattutto quando le gravidanze possono mettere a rischio la salute della donna. Per questo caso in particolare è stato avanzato l’esempio della brutta vicenda di cronaca del 2009, quando in Brasile, una madre e un medico vennero sanzionati perché avevano fatto abortire una bambina di nove anni, rimasta incinta dopo una violenza subita dal patrigno.

Un importante capitolo del rapporto riguarda la contraccezione, metodo fondamentale per tutelare le adolescenti e prevenire il diffondersi di malattie veneree e soprattutto dell’AIDS. Sul fronte omosessualità, il Comitato ONU ha sottolineato, in maniera diplomatica ma decisa, che il precedente punto di vista della Chiesa aveva contribuito alla presa di posizione per cui lesbiche, gay, bisessuali e transgender o bambini cresciuti da coppie dello stesso sesso subissero un tipo qualsiasi di giudizio o discriminazione.

Infine, a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, il rapporto invita la Chiesa a “fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestie, discriminazione e violenza contro i bambini sulla base del loro orientamento sessuale o di quello dei loro genitori”.

La reazione della Chiesa è stata ovviamente immediata. E’ vero che la i temi toccati dall’ONU sono di fondamentale importanza per la crescita civile della società mondiale, ma è pur vero che alcuni concetti interferiscono con l’insegnamento canonico della Chiesa Cattolica. La situazione è quindi molto delicata e l’equilibrio è molto difficile da mantenere. Inoltre, monsignor Silvano Tomasi, capo della delegazione della Santa Sede al Comitato per i diritti del fanciullo all’Onu di Ginevra, ha addirittura accusato: “Probabilmente delle Organizzazioni non governative, che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni, hanno avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica.”

Discussioni a parte, si suppone che la tutela dell’infanzia sia un intento che travalica qualsiasi sentimento religioso e laico, per cui si confida nel buon senso e nella progettualità comune per trovare un punto d’incontro.

 

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