Autismo e iperattivismo cinetico nei bambini: malattie o analisi affrettate?

Nonostante non sia una psicologa o comunque studiosa di malattie neurologiche spesso, nel mio ruolo di educatrice volontaria, animatrice, ma anche insegnante di danza, mi ritrovo a fare i conti con due paroline usate erroneamente: autismo e iperattivismo.

autismo bambini iperattivitàCuriosa e consapevole di dover informarmi prima di tutto per una mia cultura personale e poi perchè il mio lavoro sia svolto al meglio, ho cercato e ricercato ciò che riguardasse queste due patologie.

Tra le mie indagini ho incrociato anche la testimonianza di una ragazza, che è riuscita a crescere e a convivere con l’autismo.  Per prima cosa ho imparato che esistono diversi tipi di autismo più o meno gravi, ma il mio intento era quello di tracciare una linea comune per potermi permettere di lavorare anche in queste situazioni.

Nel caso dell’iperattivismo cinetico i consigli che ho trovato più utili e facili da mettere in pratica aiutati anche dal buon senso, sono stati i seguenti:

  • Stabilire delle regole non appena si entra in confidenza con il bambino;
  • Non fare commenti negativi sulle capacità del bambino se in presenza di altri coetanei o adulti;
  • Dare al bambino delle responsabilità che lo facciano sentire privilegiato;
  • Evidenziare anche i più piccoli atteggiamenti positivi che il bambino ha;
  • Essere indifferenti ad eventuali comportamenti violenti per non alimentarli.

E’ chiaro che ogni regola va sempre applicata al caso particolare, ma posso confermare (mettendo a confronto la generazione con cui lavoravo 7 anni fa con quella di oggi) che, in passato, i bambini e soprattutto i loro genitori, non vivevano questa situazione di iperattivismo come una malattia, solo come un eccesso di indisciplina dettato dall’età. Il fenomeno col tempo ha subito dei peggioramenti, la cui causa siamo soprattutto noi adulti.

Il bambino è troppo spesso portato a comportarsi come iperattività infantileun adulto; ricordate l’articolo “Videogiochi e minori” in cui dicevamo che il bambino deve esser ascoltato ma non crescere come un adulto?!  Si tratta principalmente di quello. Se continuiamo a rimproverare nostro figlio dicendo: “Stai zitto, buono, seduto ecc..”, il piccolo tenderà man mano a modificare i suoi modi di fare simulando un adulto e, una volta fuori di casa, sfogherà il suo lato infantile. In poche parole diventerà iperattivo!

Detto così può sembrare riduttivo, ma per comprenderlo basta pensare che maestre, baby sitter o figure esterne all’ambito familiare, sono quelle che per prime si accorgono di eventuali problematiche.

Nel caso dell’autismo la situazione si complica un po’: per un insegnante o un’educatrice è sempre difficile comunicare ai genitori che il proprio figlio è affetto da una patologia. E’ anche facile confondersi tra problemi legati al linguaggio che, quindi, necessitano solo di terapia logopedica e, i sintomi dell’autismo. Alcuni bambini autistici hanno problemi nel linguaggio, altri nei movimenti, altri ancora in entrambi. Ciò che è comune a tutti è il fatto di essere dei pensatori visivi. Ho così stabilito delle piccole regole di base che mi aiutassero a relazionarmi con loro:

  • Evitare lunghe istruzioni verbali quando si vuol spiegare qualcosa;
  • Non infastidirlo con rumori stridenti e luci accecanti;
  • Utilizzare oggetti che a loro piacciono molto, come strumenti di supporto al linguaggio verbale;
  • Prediligere discorsi mimati a quelli verbali.

Importante è infine che la mamma o il papà del bambino autistico, se presenti durante l’attività educativa, siano i primi a informarvi di ciò che è più adatto al proprio figlio. A me non è successo e davvero non sapevo cosa fare quando questo bimbo bellissimo (autistico) continuava a tirarmi pizzichi ponendomi sempre la stessa domanda: “Che gioco facciamo?”. Solo dopo ho compreso che nonostante spiegassi a parole il gioco (non usavo i gesti), il bambino non capendo, mi tirava i pizzichi per attirare la mia attenzione. In tutto ciò la mamma era seduta comodamente sul divano e faceva finta di nulla.

Voi che avreste fatto al mio posto?

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